Ritorno al futuro parte III

Marty McFly si serve della prodigiosa macchina del tempo inventata da Emmet Brown e raggiunge il 1885 allo scopo d’impedire la morte dello scienziato per mano del fuorilegge Budford Mad Dog . Una volta rintracciato Emmet, Marty vorrebbe tornare indietro assieme all’amico, ma un guasto alla macchina costringe i due a rimandare la partenza. Il film conclude felicemente la serie con una ironica e divertentissima rilettura dei film western: giunto nella Hill Valley del passato, infatti, Michael J. Fox adotta il nome di Clint Eastwood. Meno perfetto degli episodi precedenti (la sceneggiatura fa un po’ di confusione con i legami di parentela, facendo interpretare la nonna paterna del protagonista alla stessa attrice che in precedenza dava il volto alla madre di Marty, ovvero Lea Thompson), ma non per questo meno divertente. Girato contemporaneamente al secondo capitolo. (andrea tagliacozzo)

Honkytonk Man

Negli Stati Uniti, negli anni della grande Depressione, un cantautore country, ubriacone e malato, si mette in viaggio per Nashville assieme a Whit, il giovanissimo nipote (interpretato dal figlio del regista, Kyle Eastwood). Lungo la strada, l’uomo si esibisce con successo in diversi locali, anche se le sue condizioni di salute diventano sempre più precarie. Accolto da critiche contrastanti, il film è in realtà un piccolo capolavoro, uno dei più belli e commoventi tra quelli diretti da Clint Eastwood, particolarmente efficace anche in veste d’attore. Eastwood continua a demolire la sua immagine di duro calandosi nei panni di un personaggio contraddittorio, vulnerabile e malato, con il quale è quasi impossibile non simpatizzare. Il periodo storico e l’ambiente musicale country sono ricreati con grande vividezza. Bella la canzone che dà il titolo al film, interpretata dallo stesso Eastwood. (andrea tagliacozzo)