Domenica d’agosto

Varie vicende di bagnanti a Ferragosto, al lido di Ostia: un ragazzo e una ragazza di modesta condizione si fingono ricchi uno agli occhi dell’altra, due signori sposati hanno un breve incontro, un giovane finirà in galera… Forse il capolavoro di Emmer, certo il film più indicativo della sua «maniera», oltre che il prototipo di tutti i
Sapore di mare
a venire. Il brulicare dei personaggi, le osservazioni minute, il perfetto intreccio delle storie (la lista degli sceneggiatori allinea – oltre allo stesso Emmer – Sergio Amidei, Franco Brusati, Giulio Macchi e Cesare Zavattini) colgono con leggerezza quasi francese la commedia dello scorrere del tempo. Qui un giorno, un anno scolastico in terza liceo: il tempo di tutti i lavori di Emmer è ciclico e conchiuso. E nei suoi personaggi al limite tra proletariato e piccola borghesia c’è un populismo che fa pensare a un Pasolini ante litteram, riletto in una chiave «rosa». Non a caso Sergio Citti rifarà il film in versione fiabesca e trucida con Casotto, trent’anni dopo.
(emiliano morreale)

Una domenica d’agosto

La gente di Roma, in un’assolata e afosa domenica d’estate, si divide tra quei pochi che restano in città e quelli, invece, che decidono di trascorrere la giornata al Lido di Ostia. Le storie di alcuni di questi s’intrecciano in un alternarsi di episodi ora comici, ora drammatici. Una gradevolissima commedia di costume, classico esempio di «neorealismo rosa». Un giovane Mastroianni, in uno dei suoi primi film, è curiosamente doppiato da Alberto Sordi.
(andrea tagliacozzo)

Salvo D’Acquisto

La storia di Salvo D’Acquisto, il vice brigadiere dei carabinieri di Torrimpietra che, il 23 settembre 1943, si sacrificò per salvare la vita a 22 civili innocenti. A causa di uno scoppio accidentale di una bomba a mano, un comandante delle SS decide di effettuare un’efferata rappresaglia sulla popolazione civile, gridando all’attentato. Il vice brigadiere D’Acquisto cerca in vano di convincere il nazista che non si possono uccidere 22 innocenti per capriccio, ma quando vede che i tedeschi sono decisi, si offre come unico colpevole per salvare gli altri 22. Ben interpretato dagli attori, un convincente Ranieri riesce a rendere bene il personaggio del ventitreenne carabiniere, senza scadere nella facile retorica. Affidabile la ricostruzione storica e le dinamiche delle storie parallele.
(andrea amato)

Il divorzio

Dopo quindici tumultuosi anni di matrimonio, Leonardo, architetto di mezza età, decide di separarsi dalla moglie e si rituffa nella vita da scapolo con l’entusiasmo di un ventenne. Ma una serie di insignificanti e squallide avventure finiscono per stancarlo in breve tempo. Una commedia priva di qualsiasi originalità, indegna di un attore del calibro di Vittorio Gassman. Le musiche del film sono composte da Fred Bongusto.
(andrea tagliacozzo)

Fratelli d’Italia

Il filo conduttore del film, diviso in tre episodi, è un’automobile a noleggio utilizzata nell’arco di tre giorni da altrettanti clienti: da un commesso romano che, spacciandosi per il figlio di un noto industriale, trascorre un week-end in compagnia di numerosi vip; da un giovane impiegato che vorrebbe portarsi a letto la moglie del principale; da un ragioniere, milanese e milanista, che, incautamente, dà un passaggio a due scalmanati tifosi romanisti. L’unico spunto realmente divertente (si fa per dire…) viene da quest’ultimo episodio, con un Massimo Boldi impegnato in un’improbabile imitazione del dialetto romanesco.
(andrea tagliacozzo)