Natale a Miami

Giorgio, abbandonato e tradito da sua moglie Daniela, parte con l’amico Mario alla volta di Miami in Florida. Dopo poco scopre che è proprio l’amico ad essere l’amante della moglie. Per vendicarsi cede alle lusinghe di Stella, la giovane figlia di Mario, da sempre invaghita di lui.

Piano 17

Mancini, Pittana e Borgia devono portare a termine un colpo su commissione: distruggere dei documenti all’interno di una banca piazzando una bomba al suo interno. Mancini si assume il compito di posizionare l’ordigno mentre i suoi compagni tengono sotto controllo la situazione dall’esterno. Ma Mancini comincia ad avere qualche dubbio sui suoi amici.

La tregua

La guerra è finita e i deportati ebrei italiani nel campo di concentramento di Auschwitz fanno ritorno a casa. Un ritorno travagliato e difficile, pieno di insidie e ossessionato dai ricordi ancora freschissimi dell’inferno che stanno abbandonando. Tratto dall’omonimo libro autobiografico di Primo Levi, adattato da Rosi e Tonino Guerra, il film non riesce a decollare mai del tutto e delude per l’occasione persa. Non è sicuramente facile rapportarsi con il libro di Levi, così struggente e stravolgente, ma forse anche le difficoltà di lavorazione hanno reso difficile ottenere un buon lavoro. Durante le riprese sono mancati il direttore della fotografia e il montatore. Non convince neanche la musica di Bacalov, troppo slegata dallo svolgimento del film.
(andrea amato)

Ex

Seguiamo le vite intrecciate di sei coppie: Filippo e Caterina stanno divorziando e lottano per “non” avere l’affidamento dei figli; anche Luca e Loredana sono alle prese con un divorzio e Luca si trasferisce a vivere nella casa “studentesca” del figlio ricominciando a 50 anni suonati una vita da Peter Pan; Sergio, divorziato da anni e gaudente per vocazione, si ritrova a fare il padre di due adolescenti complicate, dopo la morte improvvisa della sua ex moglie; Elisa sta per sposarsi con Corrado ma ritrova il suo ex storico nel posto più imprevedibile, è infatti il prete (don Lorenzo) che dovrà sposarli; Giulia vive con Marc a Parigi, ma un trasferimento imprevisto in Nuova Zelanda trasforma il loro in un amore a distanza e rischia di farli diventare ex; Paolo, fidanzato con Monique, è minacciato da Davide, ex di lei, geloso e nient’affatto rassegnato.

Natale a Rio

Fabio (Fabio De Luigi) è innamorato della collega Linda (Michelle Hunziker), ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi. A causa di uno scambio di indirizzi elettronici, Fabio pensa che Linda lo abbia invitato a passare con lei le vacanze di Natale in Brasile. Arrivato in aeroporto, si accorge dell’equivoco: Linda stain realtà partendo con il suo fidanzato segreto Gianni (Paolo Conticini)per il Brasile. Non potendo più tirarsi indietro, Fabio è costretto a partire come terzo incomodo. Una volta arrivati a destinazione, Gianni cade in tentazione e si lancia in un avventura amorosa con una bella brasiliana. Scoperto da Linda, viene immediatamente scaricato. La ragazza non vuole tuttavia rivelare al padre di essere stata nuovamente presa in giro da un uomo e chiede a Fabio di fingere di essere il suo futuro marito. Fabio non può crederci e mette in atto ogni stratagemma per prolungare la finzione. Ma il ritorno di Gianni è all’orizzonte. Paolo (Christian De Sica) e Mario (Massimo Ghini), due divorziati cinquantenni, hanno organizzato una vacanza lussuosissima a Rio de Janeiro per le feste di Natale. Ignorano, tuttavia, che i loro figli Piero (Ludovico Fremont) e Marco (Emanuele Propizio) hanno prenotato un viaggio low-cost per la stessa destinazione. A causa dell’omonimia tra padri e figli, le due vacanze vengono scambiate, così mentre i figli si godono ville di lusso e auto superaccessoriate, i padri finiscono in un comico vagabondare, tra ostelli pulciosi e auto sgangherate, per le strade più malfamate di Rio.

Italia-Germania 4-3

Tre amici, compagni di scuola ai tempi del ’68, si ritrovano per rivedere il leggendario incontro di calcio Italia-Germania disputatosi in Messico nel 1970. Tornano alla memoria i bei momenti, ma anche le antiche e mai sopite invidie e frustrazioni. Ottimi gli interpreti, ma la sceneggiatura, intrisa di facile nostalgia e personaggi stereotipati, è terribilmente prevedibile. Il film è tratto dall’omonima commedia di Umberto Marino del quale, due anni più tardi, Barzini porterà sul grande schermo Volevamo essere gli U2 . (andrea tagliacozzo)

Tutta la vita davanti

Marta è una ventiquattrenne laureata in Filosofia che, dopo l’università, si mette alla ricerca di un posto di lavoro. Dopo alcuni colloqui deve accontentarsi di un part-time presso un call center: il posto non sembra male, anche se la paga fa schifo, ma il peso della precarietà si farà sentire presto e a poco basterà l’interessamento di un esponente dei sindacati deciso ad aiutare i giovani precari del centro.

La bella vita

In una Piombino depressa dalla crisi industriale, il cassaintegrato Bigagli viene tradito dalla moglie cassiera, Ferilli, con un noto presentatore di una tv locale, Ghini. Quando lei si renderà conto di essere stata raggirata, sarà troppo tardi per salvare il matrimonio. Interessante esordio di Virzì che va oltre il tema della crisi coniugale inserendolo nel contesto più ampio della vita nella provincia italiana. Buona l’interpretazione della Ferilli. Nastro d’argento e David di Donatello al regista esordiente.

Compagni di scuola

Dopo quindici anni, la trentacinquenne Federica riunisce nella sua villa i suoi ex compagni di scuola. Qualcuno ha fatto strada, qualcun altro no. La maggior parte, comunque, è terribilmente insoddisfatta di quello che la vita gli ha riservato. C’è anche chi, però, non ha perso il gusto per gli scherzi goliardici. Il più maturo dei film di Carlo Verdone, alle prese con una storia corale piuttosto difficile da gestire, ma risolta con una buona dose di sana cattiveria. L’attore-regista è comunque aiutato da un cast di tutto rispetto e una buona sceneggiatura scritta dallo stesso Verdone con Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Rimarrà, purtroppo, un tentativo isolato di uscire fuori dagli schemi, vanificato da un prosieguo di carriera a tratti imbarazzante. (andrea tagliacozzo)

Volevamo essere gli U2

Dal lavoro teatrale di Umberto Marino. Il batterista Marco forma un complesso rock assieme ad alcuni amici. Ultimo a entrare nella band è il chitarrista Rocco, l’elemento più valido del gruppo. I sogni di gloria dei ragazzi sono destinati a scontrarsi con la più cruda e deludente realtà. L’origine teatrale del testo, purtroppo, si sente e la banalità della vicenda e dei dialoghi, oltretutto, non aiuta. Nel ’90, il regista Andrea Barzini aveva portato sullo schermo un’altra commedia di Marino: Italia-Germania 4-3 . (andrea tagliacozzo)

CQ

Un aspirante cineasta si trova coinvolto nelle vicissitudini produttive di un film di fantascienza incentrato sulle avventure di una sexy eroina modello Barbarella. Sullo sfondo, la dolce vita della Cinecittà psichedelica della fine degli anni Sessanta. Essere figli d’arte ha i suoi vantaggi. Ci si può dedicare, per esempio, tranquillamente alle proprie ossessioni senza dover badare alla vile moneta e magari, se tutto va bene, farci anche un film. Invidia (legittima) a parte,
CQ
appartiene al ristretto novero delle opere realizzate per pochi intimi. In questo caso ci si rivolge a coloro che appena vedono un po’ di carta stagnola usata come effetto high tech pensano subito al magistero di Margheriti, a quelli che sognano in technicolor inseguendo il beat dei due Piero (ossia Piccioni e Umiliani) e che hanno eletto il Diabolik di Mario Bava come loro
Quarto potere
segreto. Se non si partecipa dei moti sentimentali di questo universo (sexy e minoritario) si rischia di fare la fine del recensore di Variety che si chiedeva a chi fosse diretta un’operazione così chiusa e autocompiaciuta. Domanda legittima considerato che
CQ
va ben al di là del citazionismo che affligge il cinema contemporaneo. Coppola Jr. (ri)sogna letteralmente un mondo che ama. Se lo ricostruisce dalle fondamente e come i grandi ossessivi decide di abitare solo la porzione di mondo che gli interessa. E il gioco è talmente dichiarato che anche la critica non può far altro che limitarsi a prendere atto di questa spudorata dichiarazione d’amore. E poi sì: il Diabolik di Mario Bava È un capolavoro…
(giona a. nazzaro)

Natale a New York

Un giovane chirurgo (De Luigi), si reca a New York in viaggio di nozze. Il suo chirurgo, lo spietato professor Benci (Bisio), lo obbliga a portare un dono al figlio, studente con il cugino in una università della Grande Mela. I due, a differenza di quanto lascino credere alle rispettive famiglie, sono perfetti fannulloni. Ma anche il primario, che li raggiunge inaspettatamente, rivela una doppia personalità. Intanto, Lillo (De Sica), un ex cantante di piano bar, si invaghisce della bella Barbara (Ferilli), essendone ricambiato. Entrambi sono però sposati con coniugi facoltosi, e un loro tradimento li priverebbe di qualunque eredità. Per evitare che ciò accada, Lillo fa di tutto per far sì che Claudio (Ghini), il marito di Barbara, apra gli occhi sull’infedeltà della moglie…

Dopo la “scissione” della coppia d’oro dei film natalizi, con De Sica rimasto fedele a Neri Parenti e Massimo Boldi accasatosi alla corte dei Vanzina, l’immancabile «cinepanettone» sullo sfondo della rutilante metropoli a