Commedia romantica

Per diversi anni, un commediografo di successo maschera i suoi sentimenti verso una timida e graziosa collega. Finché un giorno trova il coraggio di dichiararsi. Fedele adattamento di una commedia di Bernard Slade che, a dispetto di un ottimo e affiatato cast d’attori, funzionava assai meglio sulla scena che sul grande schermo. La Steenburgen è stata sposata per diversi anni con il collega Malcolm McDowell.
(andrea tagliacozzo)

Una volta ho incontrato un miliardario

Meravigliosa commedia realistica ispirata alla storia di Melvin Dummar, che una volta diede un passaggio al brizzolato Howard Hughes e più tardi tirò fuori un testamento che lo nominava erede delle fortune dello stesso Hughes. Fiaba americana toccante, dolce e amara, con la Steenburgen (vincitrice dell’Oscar) che regala i momenti più brillanti, inclusa una memorabile sfida televisiva di talenti. Anche la sceneggiatura di Bo Goldman vinse l’Oscar. C’è anche il vero Melvin Dummar dietro la cassa del bar a una stazione dei bus.

Ritorno al futuro parte III

Marty McFly si serve della prodigiosa macchina del tempo inventata da Emmet Brown e raggiunge il 1885 allo scopo d’impedire la morte dello scienziato per mano del fuorilegge Budford Mad Dog . Una volta rintracciato Emmet, Marty vorrebbe tornare indietro assieme all’amico, ma un guasto alla macchina costringe i due a rimandare la partenza. Il film conclude felicemente la serie con una ironica e divertentissima rilettura dei film western: giunto nella Hill Valley del passato, infatti, Michael J. Fox adotta il nome di Clint Eastwood. Meno perfetto degli episodi precedenti (la sceneggiatura fa un po’ di confusione con i legami di parentela, facendo interpretare la nonna paterna del protagonista alla stessa attrice che in precedenza dava il volto alla madre di Marty, ovvero Lea Thompson), ma non per questo meno divertente. Girato contemporaneamente al secondo capitolo. (andrea tagliacozzo)

L’ultimo sogno

George (Kevin Kline) lavora in studio di architettura dove costruisce i plastici dei progetti architettonici. La sua riluttanza all’uso del computer lo porta al licenziamento. È divorziato da dieci anni, ma ancora innamorato di sua moglie Robin (Kristin Scott Thomas), e ha un figlio di sedici anni (Hayden Christensen), Sam, che ha tutti i problemi degli adolescenti che non rispettano i propri genitori e soprattutto se stessi. George vive in una casa semidiroccata su una roccia davanti all’oceano in California ed è malato di cancro. Prima di morire vuole fare alcune cose: costruire una casa (perché la vita è una casa ), per lasciare un ricordo materiale di sé, e farsi volere bene da suo figlio. L’ultimo sogno ha una prevedibilità sistematica, ma la bravura degli attori e la bella confezione lo rendono un film piacevole. Due ore che volano via senza rendersene conto e più la trama si palesa in tutta la sua banalità, più lo spettatore gode struggendosi davanti ai drammi della storia. Dedicato a quelli che vogliono piangere al cinema, a ogni costo. (andrea amato)

Le balene d’agosto

Due anziane sorelle vivono in una casa in riva al mare dove hanno trascorso gli anni felici e spensierati della gioventù. Ma mentre una è ancora attiva e serena, l’altra è sempre uggiosa e scostante. La solitudine delle due donne viene saltuariamente interrotta da un attempato signore in cerca di compagnia. Un film estremamente raffinato nella confezione (e decisamente insolito per un cineasta «arrabbiato» come Lindsay Anderson) che fornisce l’ennesima occasione a due vecchie volpi di Hollywood come Bette Davis e Lillian Gish di mostrare tutto il loro valore. Ann Sothern ebbe una candidatura all’Oscar come attrice non protagonista. (andrea tagliacozzo)

Verso il Sud

Secondo film diretto dall’attore Jack Nicholson. Uno scalcagnato fuorilegge si salva dall’impiccagione grazie a una donna che, sposandolo, lo libera dalla condanna, secondo una stravagante norma di legge. La convivenza però si presenta difficile, soprattutto dopo la ricomparsa degli ex complici di lui. Divertente commedia ambientata nel Far West, tutt’altro che perfetta ma ricca di idee, che segnò l’esordio di Mary Steenburgen e del grande John Belushi.
(andrea tagliacozzo)

Una commedia sexy in una notte di mezza estate

Agli inizi del Novecento, in una casa di campagna, uno strampalato inventore e sua moglie ospitano alcuni amici per il fine settimana. Durante il week-end, oltre a un piccante valzer delle coppie, si scatena qualcosa di misterioso e di magico. Divertente, leggero e frizzante, anche se fin troppo esile ed evanescente rispetto ad altri capolavori del regista newyorchese. Dal punto di vista formale, comunque, è quasi impeccabile. Primo di tredici film che Mia Farrow girerà con Woody Allen. (andrea tagliacozzo)

Philadelphia

Un avvocato emergente (Hanks) sta combattendo l’Aids; quando viene licenziato dal suo ricco studio legale di Main Line Philadelphia (per ragioni complottate), decide di fare causa. L’unico che accetterà il suo caso è un avvocato rincorri-ambulanze (Washington) a cui non piacciono i gay. Questo benintenzionato sguardo mainstream sull’Aids e sull’omofobia americana ha successo come trattatello ma non come dramma. Hanks è grandioso in questa interpretazione vincitrice dell’Oscar, ma non sappiamo nulla del suo personaggio, o del suo compagno (Banderas); la sua famiglia stile Norman Rockwell è (ahimè) troppo bella per essere vera. È proprio il reverendo Robert Castle (protagonista del documentario Cousin Bobby dello stesso Demme) nel ruolo del padre di Hanks. Oscar anche a Bruce Springsteen per la miglior canzone.

Ragtime

Agli inizi del secolo, i destini di un’agiata famiglia bianca s’intrecciano con quelli di un pianista di colore. L’uomo, oltraggiato da un pompiere razzista, non riuscendo ad ottenere giustizia per vie legali, decide di organizzare una banda per risolvere la questione con la violenza. Dal romanzo di E.L. Doctorow, un film indubbiamente ben girato, visivamente ricco e spettacolare, ma non sempre all’altezza delle sue grandi ambizioni. Splendida la colonna sonora di Randy Newman. Il film segnò il momentaneo ritorno di Cagney al cinema dopo 20 anni di assenza dal set.
(andrea tagliacozzo)