Giovane e innocente

Uno degli ultimi film girati in Inghilterra da Alfred Hitchcock. Un giovane pittore (Derrick De Marney), ingiustamente accusato d’omicidio, trova un insperato aiuto nella figlia (Nova Pilbeam) del poliziotto incaricato delle indagini. A dispetto del budget limitato – arduo non notare che la stazione ferroviaria è in realtà un modellino – lo stile del maestro del brivido è già maturo. Come in molte altre sue opere, la trama gialla si fonde alla perfezione con la commedia. Memorabile una delle sequenze finali: la macchina da presa attraversa interamente una sala da ballo fino a inquadrare in dettaglio gli occhi dell’assassino.
(andrea tagliacozzo)

Le avventure di Oliver Twist

La migliore versione cinematografica del celebre libro di Charles Dickens, già portata due volte sullo schermo: nel ’22 da Frank Lloyd e nel ’33 da William Cowen. Oliver è un trovatello che vive alla giornata negli ambienti della malavita londinese. Impara a rubare in una «scuola di furto» e subisce le violenze della vita di strada fino a scoprire le sue nobili origini. Lean restituisce abilmente l’atmosfera del romanzo di Dickens, come del resto aveva già fatto con
Grandi speranze
l’anno precedente. Alcune soluzioni tecniche sono a dir poco strepitose (clamorosa, per l’epoca, la quasi soggettiva del pugno che colpisce Oliver in pieno volto).
(andrea tagliacozzo)

Il masnadiero

Debutto del celebre regista Peter Brook, che si cimenta con la trasposizione di un’opera teatrale di John Gray. Il co-produttore e protagonista del film Laurence Oliver non sembra adatto al ruolo, ma è comunque bravo nell’interpretare un carcerato che per evadere mentalmente dalla sua prigionia si dedica alla musica.