Il prestanome

Negli anni Cinquanta, un giovane squattrinato accetta di firmare i copioni di un amico scrittore, inquisito dalla Commissione per le attività antiamericane. Scambiato per un autore di talento, il giovanotto decide di sfruttare anche la mano d’opera di altri scrittori finiti sulla lista nera. Commedia amara sui tristi anni del maccartismo. Woody Allen, qui solo nelle vesti d’attore, stempera con il suo umorismo un tema ancora scottante. Splendido il finale (e la canzone
Young At Heart
di Frank Sinatra) Ritt, Mostel, Bernardi e l’autore della sceneggiatura, Walter Bernstein, furono realmente inquisiti dal senatore McCarthy.
(andrea tagliacozzo)

Lettere d’amore

In una piccola città del New England, un cuciniere che lavora in una pasticceria ha un imbarazzante segreto che lo ha fatto crescere solitario e malinconico: è analfabeta. Una vedova che lavora nello stesso negozio si accorge del suo problema e decide di aiutarlo. L’ultimo film del regista Martin Ritt (scomparso l’8 dicembre 1990, noto soprattutto per
La lunga estate calda
e
Norma Rae
), solitamente più a suo agio con vicende d’impegno civile. La presenza di Robert De Niro e Jane Fonda riesce in qualche modo a tamponare le falle di una storia che gli sceneggiatori Harriet Frank Jr. e Irvin Ravtech, adattando il romanzo di Pat Barker
Union Street
, non sono riusciti a sviluppare a dovere.
(andrea tagliacozzo)

Pazza

La prostituta Claudia Draper viene accusata di omicidio. I genitori della donna assoldano un avvocato che, per evitarle una pesante condanna, vorrebbe farla dichiarare insana di mente. Ma Claudia non ci sta: rifiuta l’assistenza dell’avvocato e ricorre a un legale d’ufficio, Aaron Levinsky. Un dramma convenzionale ma di grande impatto. La regia di Martin Ritt, quasi invisibile, è completamente al servizio della splendida interpretazione della Streisand. Le tiene testa un quasi irriconoscibile Richard Dreyfuss, altrettanto efficace (ma meno appariscente) nei panni dell’avvocato. Le musiche del film sono composte dalla stessa cantante e attrice.
(andrea tagliacozzo)

Il giuramento dei forzati

Dopo il grande successo di
Casablanca
, Michael Curtiz torna a dirigere Bogart in un efficace film di propaganda tratto dal romanzo «Men Without Country» di Charles Nordhoff e James Norman Hal. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, alcuni prigionieri della Guyana francese evadono per andare a combattere i nazisti. Passati attraverso molte traversie, gli ex forzati riescono a raggiungere l’Inghilterra, dove si arruolano nell’aviazione. Assai complicato il meccanismo narrativo, con un abile uso dei flashback.
(andrea tagliacozzo)

Nel fango della periferia

Dopo aver disertato l’esercito, il giovane Alex vive alla giornata, costretto a nascondersi per non incappare nella polizia. Trovato un lavoro in una stazione ferroviaria come scaricatore, il disertore stringe amicizia con un simpatico caposquadra nero. Eccellente esordio dietro la macchina da presa di Martin Ritt, regista più volte impegnato in tematiche considerate difficili, se non addirittura scomode. Decisivo alla riuscita del film anche il considerevole apporto dei protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

L’oltraggio

Juan Carrasco viene condannato per aver ucciso un uomo e aver usato violenza alla moglie di questi. Dell’accaduto si raccontano diverse contrastanti versioni, tra le quali quelle della donna e dell’assassino. Ma nessuno sa realmente come siano andate le cose. Tratto da
Rashomon
di Akira Kurosawa, il film è un lavoro minore del regista Martin Ritt, pretenzioso e privo dello spessore della pellicola originale giapponese. Paul Newman è quasi irriconoscibile, imbruttito da un trucco pesante ma efficace.
(andrea tagliacozzo)

Norma Rae

In un piccolo centro dell’Alabama, Norma Rae lavora, come molti suoi compaesani, in una fabbrica tessile. Quando da New York arriva un sindacalista per tutelare i diritti degli operai, biecamente sfruttati dai padroni, la donna è l’unica a schierarsi al suo fianco. Film di enorme vigore che riesce a coniugare lo spettacolo con l’impegno civile, nel più tipico stile del regista Martin Ritt. Sally Field, straordinaria, vinse il premio Oscar. L’attrice bisserà la statuetta nel 1984 con
Le stagioni del cuore
.
(andrea tagliacozzo)

La moglie del campione

Una sceneggiatura originale di Neil Simon decisamente poco affascinante su un rozzo campione di baseball che si innamora di una cantante. Noioso e sconnesso, pieno di musica mediocre — in breve, un bel pasticcio! L’allenatore è interpretato dal regista (ed ex attore) Martin Ritt.