Prima di mezzanotte

Robert De Niro veste i panni di un ex poliziotto di Chicago, diventato cacciatore di taglie in California. L’uomo accetta di catturare un ragioniere che ha sottratto quindici milioni di dollari a un boss della droga, ma quando riesce ad acciuffarlo la sua missione viene ostacolata dall’FBI. Proprio come Beverly Hills Cop , diretto quattro anni prima dallo stesso Martin Brest, il film è una micidiale macchina da intrattenimento che ha il suo punto di forza nella perfetta fusione tra commedia e azione. Eccellente la prova di Charles Grodin, che riesce a tenere testa a un mostro sacro come De Niro. (andrea tagliacozzo)

Scent of a Woman – Profumo di donna

Un timido studente guadagna il denaro di cui ha bisogno accompagnando per un lungo weekend un irascibile ex colonnello dell’esercito, cieco e gran bevitore, ignorando che il colonnello ha un suo piano. Una storia godibile (anche se poco credibile), galvanizzata da una prova superlativa di Pacino, che gli è valsa un Oscar. La sceneggiatura di Bo Goldman è indebolita non poco da un appendice alla storia che sembra materiale di scarto di L’attimo fuggente. Basato sul film italiano del 1974 Profumo di donna. Anche tre nomination quale Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Sceneggiatura Non Originale.

Beverly Hills Cop – Un piedi piatti a Beverly Hills

Brillante miscela di comicità e azione, veicolo della definitiva consacrazione di Eddie Murphy, in quegli anni il divo più pagato di Hollywood. Axel Foley è un esperto ma indisciplinato poliziotto di Detroit. L’omicidio di un suo caro amico lo porta a Beverly Hills, sulle tracce dell’assassino. Lo stesso personaggio tornerà in due seguito: il primo, dell’87, diretto dal mediocre Tony Scott; il secondo, più divertente e personale, realizzato nel ’94 da John Landis. Il regista Martin Brest farà ancora meglio qualche anno dopo, realizzando Prima di mezzanotte con Robert De Niro. (andrea tagliacozzo)

Amore estremo

Larry Gigli è un piccolo criminale senza troppe pretese. Un giorno il suo boss gli affida un lavoro da poco: rapire il fratello di un giudice che sta per processare un capomafia locale. La vittima prescelta è il povero Brian, un ragazzo con problemi mentali la cui unica colpa è quella di avere per fratello un severo e temuto procuratore distrettuale. Affinché il compito sia svolto nel migliore dei modi, a Gigli viene affiancata la bellissima Ricki, uno dei killer più spietati e violenti in circolazione. Le premesse per un storia d’amore molto particolare ci sono tutte…
Martin Brest (Beverly Hills Cop, Scent Of A Woman, Vi presento Joe Black) è tornato a girare un film d’azione ma Gigli, ribattezzato in Italia con l’improbabile titolo di Amore estremo, ha deluso in patria al botteghino e si appresta a fare lo stesso con il pubblico europeo. Per colpa di una trama improbabile, di una sceneggiatura poco convincente e di premesse iniziali troppo prevedibili. Cosa c’è di nuovo nelle avventure/disavventure del piccolo delinquente dall’animo sensibile che riesce a far innamorare la bella di turno? La scelta dei due interpreti poteva essere l’unico motivo di interesse ma la coppia, non solo artistica, formata da Jennifer Lopez e Ben Affleck rappresenta il principale fattore di delusione. J. Lo è sottotono e non riesce a essere divertente nelle vesti dell’affascinante quanto improbabile killer, mentre il fidanzato ha serie difficoltà a caratterizzare il suo personaggio. Particolare non indifferente, visto che è proprio intorno a lui che dovrebbe ruotare l’intera vicenda. Allo scorrere dei titoli di coda, vista la pubblicità e il clamore scatenati da questo nuovo prodotto hollywoodiano, la domanda sorge spontanea: era necessario fare tanto rumore per nulla? (emilia de bartolomeis)

Vi presento Joe Black

La morte viene a reclamare un industriale miliardario (Hopkins), e decide di prendere fattezze umane (Pitt), che compare come un misterioso straniero dai modi fanciulleschi e con una passione per il burro d’arachidi. Questa originale riscrittura di La morte in vacanza aggiunge sottotrame che fanno andare avanti il film per giorni, verso una conclusione assurda e insoddisfacente. Hopkins è meraviglioso, ma il personaggio della Morte semplicemente non ha alcun senso. Una produzione scenografica sontuosa.