Scary Movie 2

Un professore folle recluta un gruppetto di giovani studenti per un week end all’insegna della sperimentazione scientifica. La missione è svelare il soprannaturale che aleggia in una casa misteriosa. Dopo il successo incredibile di Scary Movie – Senza paura, senza vergogna, senza cervello , i fratelli Wayans cercano di ripetere il colpaccio con quest’accozzaglia di gags. Mantenendo il gioco del primo film, la parodia dei classici, Scary Movie 2 non riesce mai a decollare. Citando L’esorcista, Poltergeist, Hannibal, Le verità nascoste, Il mistero della casa sulla collina, Charlie’s Angel e Mission Impossible , ma anche gli spot televisivi più gettonati, il film spera di ottenere il massimo risultato con il minore sforzo possibile. Si ride solo in poche occasioni. (andrea amato)

A Love Song For Bobby Long

Avvertita della morte della madre, che non vede da anni, l’adolescente Purslane torna a New Orleans per il funerale e scopre che la casa della donna è abitata da due bizzarri individui. Uno, Bobby Long, è un ex professore di letteratura malato e alcolizzato. L’altro, Lawson Pines, è il suo ex assistente, impegnato nella stesura di un romanzo e anch’egli dedito all’alcool. La convivenza si rivela a dir poco difficoltosa ma giorno dopo giorno i tre scoprono segreti che li legheranno per sempre.

Liberamente tratto dal romanzo di Ronald Everett Caps, il film con il quale l’immarcescibile John Travolta ha conquistato gli applausi di Venezia è una storia di emarginazione e redenzione ambientata in una delle città maledette per eccellenza: New Orleans. Frutto di cinque anni di lavoro, la sceneggiatura è opera dello stesso regista (Shainee Gabel) e rappresenta, secondo Travolta, la risposta attuale alle storie raccontate da Tennessee Williams. Il protagonista di Pulp Fiction, imbolsito e imbiancato, mette in scena in maniera convincente un decadimento fisico e morale cui fanno da contraltare la freschezza e la relativa innocenza di Purslane, una Scarlett Johansson adolescente cresciuta in fretta ma con la testa saldamente sulle spalle. Alla Mostra si è gridato al capolavoro. Un’esagerazione, anche se il Bobby Long di Travolta è quasi da Oscar. (maurizio zoja)

Quel nano infame

Una giovane coppia desidera molto avere dei figli. Un giorno trovano di fronte alla porta di casa un bambino abbandonato e lo prendono con loro. Ma il nuovo arrivato non è proprio un pargoletto: in realtà è un nano con la faccia da bambino che sta cercando rifugio.

Scary Movie

Potrebbe sembrare un paradosso, eppure non era facile fare un film come Scary Movie . Il tentativo di costruire novanta minuti intorno a elementi già dati – ovvero attingere a piene mani da stereotipi e immagini del cinema dell’orrore di questi anni, parodiandoli e buttandoli sul ridere – rischiava di afflosciarsi dopo cinque minuti, perché è assai difficile infilare una dopo l’altra scenette-copia a significante rovesciato che possano avere pure un senso d’insieme. Insomma, c’era la possibilità di cuocere soltanto uno spiedino di sketch da una manciata di pellicole ( Scream, Matrix, I soliti sospetti, Il sesto senso ) con poco o alcun collante tra gli stessi: la noia e l’inutilità sarebbero state sovrane. Invece il regista e i fratelli co-sceneggiatori dimostrano acume: girano un film che è sì un susseguirsi di momenti conosciuti (la base è la storia di Scream – con una ragazzina e i suoi amici terrorizzati dal killer mascherato – interpolata da elementi provenienti da altre fonti), ma fortunatamente funziona anche come oggetto complessivo. Oggetto che, soprattutto, non è tanto una parodia quanto un film di genere a senso compiuto, che utilizza meccanismi derivativi armonizzandoli in maniera da farli coagulare. Non è poco. E poi Scary Movie è finalmente quella pellicola sozzona, (h)ardita e sanamente triviale – e di marcato segno omoerotico – che decine di orrori passati sullo schermo negli ultimi tempi (da American Pie ad American School ) aspiravano a essere. Numerose le sequenze da sganasciarsi: il glory hole nella toilette del cinema, l’amplesso con eruzione finale, la lotta a mo’ di Matrix con una specie di polka inclusa. Sarebbe da vedere rigorosamente in lingua originale. Da noi è passato miracolosamente col divieto ai 14 anni: quindi, si spera, totalmente uncut. (pier maria bocchi)

White Chicks

Due uomini, agenti dell’Fbi sotto copertura, si travestono da gemelle svampite per stanare un criminale. Loro sono neri ma le due sorelle sono bianche, e questa è la trovata principale. Logica a parte (e certamente lo è), questa commedia dai toni un po’ caricati è solo un debole pretesto per i fratelli Wayans per prodursi in una serie di sboccate, stupide e ripetitive prese in giro di bianchi stereotipati. La versione non censurata dura 115 minuti.

Requiem for a Dream

Mentre un giovane uomo scivola sempre più in una vita da tossicodipendente, la madre, che vive nel suo appartamento di Brooklyn, vaga in un mondo onirico dopo essersi drogata di pillole dimagranti. Ellen Burstyn è grandiosa, e Aronofsky usa elementi visivi che catturano l’attenzione per raccontare la sua storia, ma la discesa agli inferi dei suoi personaggi è difficile da guardare (per non dire di peggio). Non ci si aspetterebbe di meno da una collaborazione tra Aronofsky e Hubert Selby jr. (il film si basa infatti sul romanzo di quest’ultimo). Forse l’unico film ad accreditare l’animatore di un frigorifero che si agita!

Con uno sfoggio di tecnica mai originale ma sempre inutile, Aronofsky vorrebbe raccontare un’umanità perdente e derelitta: ma se da una parte si accanisce sadicamente sui personaggi, accumulando grand guignol e colpi bassi, dall’altra si nasconde dietro un sentimentalismo di maniera. dal romanzo omonimo di Hulbert Selby jr.

Ladykillers

Il sedicente plurilaureato professor Goldthwait Higginson Dorr è in realtà un ciarlatano a capo di una raffazzonata banda intenzionata a compiere il colpo del secolo: la rapina al caveau di un battello-casinò. La centrale operativa del colpo è situata nella cantina di una devota vecchietta, cui i criminali hanno fatto credere di essere un ensemble di musica sacra. I ladri dimostrano fin da subito di non essere in possesso dei requisiti per effettuare il colpo e, come se non bastasse, la padrona di casa viene a sapere del piano e minaccia di denunciarli. Resta solo una soluzione: eliminare la donna. Molto più facile a dirsi che a farsi.
Remake de La signora omicidi, film di Alexander Mackendrick girato nel 1955, la nuova pellicola dei fratelli Coen è una divertentissima commedia a sfumature noir in cui Tom Hanks dimostra tempi comici perfetti nel ruolo che fu di Alec Guinness. «Dalla versione originale del film – ha spiegato Ethan Coen – abbiamo estrapolato la spina dorsale ed eliminato tutto il resto». Di loro, i due fratelli ci mettono quattro straordinari personaggi di contorno, l’irresistibile padrona di casa e una serie di microgag che aggiungono sapore a un piatto già succulento. Molto ben riuscita anche l’ambientazione nel Sud degli Stati Uniti, con tanto di chiesa battista e scatenato coro gospel. (maurizio zoja)