Non bussare alla mia porta

Una tormentata star di film western fugge a cavallo dal set del nuovo film e decide di tornare alle proprie radici, e dalla famiglia che ha abbandonato anni prima. Di nuovo nel Southwest di Paris, Texas, Wenders e Shepard (che hanno collaborato alla storia) sembrano essere qui solo in visita, ma la sceneggiatura di Shepard si ritaglia un ruolo sostanzioso e fa il grosso del lavoro, specialmente nelle scene con la Saint (nel ruolo della madre) e la Lange. La fotografia di Frank Lustig è straordinaria. Arriscope.

Le insolite sospette

La squadra di cheerleader del liceo Lincoln è formata da cinque ragazze inseparabili e ambite da tutta la scuola. Il capitano, Diane, rimane incinta del quarterback della squadra di football, idolo della città, tutto muscoli e poco cervello. I due decidono di sposarsi e di andare a vivere insieme, nonostante i genitori non siano d’accordo. Quello che doveva essere un sogno color rosa confetto, in realtà diventa ben presto un incubo, a causa delle bollette e dei soldi che scarseggiano. Guardando un film in televisione, le cinque amiche decidono di compiere una rapina in banca per sistemarsi definitivamente e realizzare i propri sogni. Ma quando tutto sembra filare liscio come l’olio… Commedia americana per teen ager, sulla falsa riga del solito (e più riuscito)
American Pie
e parodia di
Point Break,
film d’azione con Keanu Reeves. Tutto al femminile, con la solita Mena Suvari che spazia da
American Pie
ad
American Beauty,
Le insolite sospette
parte bene con una serie di battute e gag divertenti, per poi perdersi nella noia più totale della trama e della sceneggiatura. Buona prova comunque delle giovani attrici, dotate di molta ironia e adatte al ritmo della commedia.
(andrea amato)

Valentine – Appuntamento con la morte

Un serial killer con il volto coperto da una maschera di Cupido massacra indisturbato le sue ex compagne di scuola media. Che ci siano voluto ben quattro sceneggiatori per scrivere un film che si riassume in una frase è impresa in un certo senso memorabile. Con un cast che sembra il precipitato di Buffy, Dawson’s Creek, Melmose Place, Beverly Hills e chi più ne ha più ne metta, Blanks, giunto al suo secondo lungometraggio dopo il pessimo Urban Legend , continua a saccheggiare impunemente tutto il saccheggiabile. Prevedibile oltre ogni dire, dopo vent’anni di Halloween , una dozzina di Venerdì 13 , tre Scream , due Urban Legend e persino due So cosa hai fatto , il regista di Valentine sembra essere convinto che basti massacrare un po’ di faccette carine per tenere desto l’interesse dello spettatore (senza contare che il tasso emoglobina ed epidermide nuda, ingredienti fondamentali di qualsiasi slasher che si rispetti, è catastroficamente deficitario). Questa sgradevole sensazione di già visto si estende in maniera drammatica agli attori: David Boreanaz assomiglia a un Val Kilmer anabolizzato e Marley Shelton che sembra una Rebecca De Mornay riprocessata. Prodotto che probabilmente nemmeno un pietoso «straight to video» potrebbe nobilitare, Valentine passerebbe inosservato pure tra i gialli del sabato sera di Raidue. (giona a. nazzaro)