La locanda della settima felicità

Alla vigilia della seconda guerra mondiale, una missionaria va in Cina per aiutare un’anziana collega. Quando quest’ultima rimane uccisa in un incidente, la donna, ancora spaesata e inesperta, prende in mano le redini della missione. Troverà un alleato inaspettato in un vecchio mandarino. Nonostante la presenza di Ingrid Bergman e la diligente regia di Mark Robson, un melodramma decisamente poco riuscito. La colonna sonora è composta da Malcolm Arnold, che nel ’57 aveva vinto l’Oscar con
Il ponte sul fiume Kwai
.
La locanda dlla settima felicità
, con
Anastasia
e
Indiscreto
, segnarono il ritorno della Bergman a Hollywood e alla sua grandezza dopo il decennio di «esilio» causato dalla storia «scandalosa» con Roberto Rossellini. Il film su girato nel Galles, perché le autorità cinese vietarono alla produzione l’ingresso a Formosa.
(andrea tagliacozzo)

Airport ’75

Secondo capitolo della serie
Airport
, il film riprende furbescamente i temi e le strategie produttive del precedente. A causa delle cattive condizioni del tempo, un jumbo-jet è costretto a fare rotta verso l’aeroporto più vicino. Durante la manovra di avvicinamento, l’apparecchio entra in collisione con un aereo da turismo ed è la tragedia. L’interesse del film risiede solo nello stuolo di celebri attori (la maggior parte dei quali un po’ stagionati) e alcune sequenze d’indubbia spettacolarità. Non bastano, comunque, a evitare la noia.
(andrea tagliacozzo)

I peccatori di Peyton

Dal celebre romanzo di Grace Metalious, un ritratto al vetriolo di una cittadina di provincia americana. A Peyton Place, nel New England, un uomo arriva con la speranza di diventare il preside della locale scuola. Grazie all’interessamento della moglie di uno stimato avvocato, l’uomo riesce nel suo intento. Grande successo dell’epoca, oggi il film, sebbene indubbiamente ben fatto, appare piuttosto datato. Scontata la realizzazione di un sequel, girato quattro anni più tardi e intitolato
Ritorno a Peyton Place
.
(andrea tagliacozzo)

Terremoto

Un terremoto di spaventosa entità trasforma Los Angeles in un cumulo di macerie. Nell’opera di soccorso sono generosamente impegnati, tra gli altri, il poliziotto Lou Slade e l’ingegnere edile Stuart Graff. Il film segue diligentemente lo schema narrativo e produttivo del filone catastrofico, in grande voga negli anni Settanta. Ma ovviamente tutto finisce per diventare scontato, prevedibile e subordinato alla spettacolarità delle sequenze del sisma. Anche gli attori, di rango superiore ma stagionati, recitano sottotono. Oscar per gli effetti speciali e per il miglior suono.
(andrea tagliacozzo)