Il commissario Pepe

Sulla base di alcune lettere anonime, il commissario Pepe fa partire un’inchiesta sulle perversioni e gli scheletri nell’armadio di una cittadina settentrionale. Ma ben presto si accorge di aver scoperchiato un verminaio. Quando la commedia all’italiana morì, alcuni dei suoi autori migliori tentarono degli affondi moralistici, di un cinismo piuttosto plumbeo ma capaci di rendere bene l’atmosfera di quegli anni (il più terribile di tutti, forse,
Un borghese piccolo piccolo
di Monicelli). Certo, ben altro che sessuali erano e sono le magagne d’Italia, eppure il tutto ha una sua inquietante credibilità. Questo è forse il primo film interessante di Scola, amarissimo e con un Tognazzi al suo massimo: se ne ricorderà forse Bertolucci per il suo «uomo ridicolo». Ottimi caratteristi (Dionisio, Cimarosa, Santercole) e particine per lo scrittore lombardo Umberto Simonetta e il gastronomo veneto Maffioli.
(emiliano morreale)

Fantaghirò

Film desunto dall’omonima miniserie tv. Per porre finalmente fine a una interminabile guerra, la principessa Fantaghirò indossa panni maschili e accetta di affrontare in duello il sovrano nemico, il giovane Romualdo. Senza troppo estro la regia di Bava, decisamente di stampo televisivo, ma tutto sommato diligente e funzionale. La canzone dei titoli,
Mio nemico
, è interpretata da Rossana Casale.
(andrea tagliacozzo)

L’uccello dalle piume di cristallo

Un romanziere americano assiste casualmente all’accoltellamento di una donna e s’improvvisa detective alla caccia del misterioso colpevole. Quest’ultimo, dopo aver attentato per due volte alla vita dello scrittore, minaccia di uccidergli la fidanzata. Promettente esordio dietro la macchina da presa di Dario Argento, in precedenza sceneggiatore per Sergio Leone in C’era una volta il West, con un giallo intrigante e ben costruito. Notevole la fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

Fedora

Elegante ma greve adattamento cinematografico del racconto di Thomas Tryon sul disastroso tentativo di un produttore di far uscire con le lusinghe dal proprio esilio volontario un’attrice che ricorda la Garbo. Wilder spara a zero sul cinema e sui registi di oggi, ma riuscirebbe a colpire il bersaglio se il film fosse migliore.

Operazione San Gennaro

Una banda di malviventi americani, arrivati a Napoli con il proposito di svaligiare il prezioso tesoro di San Gennaro, si rivolgono a un lestofante locale, Aramando Girasole, detto Dudù. Quando questi, però, viene a sapere il reale obiettivo del colpo, profondamente turbato, chiede un segno illuminante al Santo protettore. Una commedia che sfrutta con poca originalità il background partenopeo. A renderla godibile ci pensano gli interpreti e il consolidato mestiere del regista.
(andrea tagliacozzo)

Francesco

Risibile e inetto dramma storico, con un Rourke fuori parte che bofonchia nel ruolo di Francesco d’Assisi (!), il figlio di un ricco mercante italiano che passa attraverso una rinascita spirituale. La narrazione è spesso confusa, la regia è sciatta e il risultato è una vera noia.