Perfidia

Per vendicarsi dell’abbandono di Jacques, la ricca borghese Hélène fa in modo che il suo ex amante si innamori della giovane Agnès. Il secondo lungometraggio di Bresson, ispirato a un episodio di Jacques il fatalista di Denis Diderot, prende spunto da un intreccio mondano piuttosto cinico per farne uno studio di grande essenzialità sulla tragedia dell’amore. I meccanismi alla base del racconto sono gli stessi alla base del melodramma ma lo stile della regia li trasforma negli elementi di una tragedia: Bresson cancella dal suo film quanto può esserci di romanzesco e sceglie di filmare solo i gesti e gli sguardi.

Orfeo

Avvincente allegoria cinematografica ambientata in tempi moderni in cui il poeta interpretato da Marais incontra la Principessa della Morte, ed entrambi esplorano la loro reciproca seduzione. A tratti va troppo oltre, ma rimane comunque speciale. Rifatto da Jacques Demy col titolo Parking. Originariamente durava 112 minuti. Una nomination ai BAFTA Awards.

Il testamento di Orfeo

L’addio profondamente autobiografico di Cocteau è una summa della sua filosofia e delle sue fantasie. A tratti troppo pretenzioso, questo sogno non ha una progressione narrativa vera e propria: solo una successione di immagini oniriche stupefacenti, con un cast apparentemente impossibile. Alcune sequenze hanno una colorazione sorprendente. Terzo episodio della “Trilogia di Orfeo”, dopo Le Sang d’un poète e Orfeo. Il titolo per esteso è Le testament d’Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! Una nomination ai BAFTA Awards.