Sister Act 2 – Più svitata che mai

Affabile sciocchezzuola che poco credibilmente ripropone la Goldberg in mezzo alle suore, ad allenare le studentesse partecipanti a una gara di canto, con il cattivo Coburn che trama per far chiudere la scuola. Anche se qualcuno degli autori forse ha visto troppe volte Le campane di Santa Maria, questo inutile sequel vi lascia con il sorriso sulle labbra, grazie a un esaltante finale in musica e alla sequenza dei titoli di coda che è la cosa migliore del film. Molto lento all’inizio.

Per amore di Lily

Nel tentativo di ottenere un ruolo importante nel nuovo film scritto dalla moglie, un attore egocentrico e non più giovanissimo con un abile travestimento si spaccia per un giovane collega italiano. E, non contento, continua il diabolico scherzo corteggiando la propria consorte. Pallido tentativo di resuscitare la commedia sofisticata. Plummer e la Smith (premio Oscar nel ’78 per
California Suite
) s’impegnano al massimo, ma il risultato è poco più che mediocre. Lo spunto ricorda da vicino quello di
La mia geisha
(1962) di Jack Cardiff.
(andrea tagliacozzo)

Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale

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Harry, Ron e Hermione

Il primo degli otto film della saga di Harry Potter, cioè Harry Potter e la pietra filosofale, risale al 2001 ed è stato diretto da Chris Columbus. La pellicola è tratta dall’omonimo libro di J.K. Rowling, la scrittrice britannica che ha ideato l’intera serie.

Harry Potter (Daniel Radcliffe) è un orfano inglese che vive con gli zii e il cugino, i quali lo trattano come un insopportabile peso. Il giorno del suo undicesimo compleanno, uno stormo di gufi assedia la casa in cui vive: ogni uccello tenta di consegnargli una lettera. Presto, quindi, Harry scopre che si tratta dell’ammissione alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. La sua iniziale incredulità si trasformerà presto in meraviglia nello scoprire un mondo fatto di cose che prima riteneva impossibili. Ma non ci saranno solo lieti eventi ad attenderlo: il suo doloroso passato tornerà, mettendolo di fronte al suo vero e unico nemico, colui che ha ucciso i suoi genitori, Voldemort (Ralph Fiennes). Ad aiutarlo, due nuovi e coraggiosi amici: Ron Weasley (Rupert Grint) e Hermione Granger (Emma Watson).

Una saga intramontabile

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Il libro Harry Potter e la pietra filosofale

La casa editrice Bloomsbury è stata l’unica a credere nel progetto di J.K. Rowling, pubblicando Harry Potter e la pietra filosofale nel 1997. Il successo che ne derivò fu incredibile, soprattutto quando ne fu tratta la trasposizione cinematografica. Quelli che oggi hanno tra i venti e i trent’anni di età all’epoca erano bambini che impazzirono per le avventure di Harry Potter, un loro coetaneo che scopriva l’esistenza di incantesimi e creature magiche. Costumi di Carnevale, giocattoli, videogames, giochi di società e innumerevoli altri gadget hanno spopolato in tutto il mondo.

Ancora oggi, gli otto film della serie vengono trasmessi periodicamente in tv. Nessuno, infatti, riesce a stancarsi di seguire le vicende del giovane mago e dei suoi amici. E non si tratta di affetto solo per il protagonista: quasi tutti gli altri personaggi della saga sono diventati vere e proprie icone. Hermione Granger, per esempio: la “secchiona” bella, coraggiosa e leale. Oppure Ron Weasley, impacciato ma intrepido quando serve. E che dire di Severus Piton (Alan Rickman), che nel capitolo finale rivela la sua vera storia? Molto amato anche il personaggio di Minerva McGranitt, interpretato da Maggie Smith: la professoressa severa ma materna, che non esita a combattere per salvare il mondo della magia dalle forze oscure. Persino l’antagonista, Voldemort, è un profilo mainstream che piace a tutti.

Quartet

Parigi, 1927. La giovane Marya, sposata con Stephan, si ritrova sola e sul lastrico quando il marito viene arrestato per ricettazione. Accetta quindi l’ospitalità offertale dagli Heidler, una ricca coppia di coniugi inglesi di mezza età. Mister Heidler s’innamora di Marya a prima vista. Dramma della decadenza e del cambiamento, fin troppo accademico nella sua ricercatezza formale, basato su un romanzo di Jean Rhys. Isabella Adjani premiata a Cannes, nomination alla Palma d’Oro al film. (andrea tagliacozzo)

International Hotel

Improbabile trama alla Grand Hotel ambientata in un aeroporto londinese. Tutti sono terribilmente belli e ricchi; se vi piace guardare gente terribilmente bella e ricca bene. Altrimenti non ha senso. Eccellente la Rutherford (che con questo ruolo si aggiudicò l’Oscar) così come Maggie Smith. Scritto da Terrence Rattigan. Panavision.

Invito a cena con delitto

Un eccentrico miliardario ospita nel suo castello cinque celebri investigatori, sfidandoli a risolvere una intricata serie di assassini. Un film che con un pizzico di sforzo in più da parte degli autori (tra i quali lo sceneggiatore Neil Simon) avrebbe potuto essere quasi memorabile. Invece il ritmo è alquanto fiacco, le trovate così così e l’insieme risulta solo a tratti divertente. Gli interpreti, indubbiamente bravi, fanno il verso ad alcuni celebri detective della letteratura e del cinema (Philip Marlowe, Hercule Poirot, Miss Marple…). Ma su tutti spicca un irriconoscibile Peter Sellers, maestro nei trasformismi, nei panni di Sidney Wang (parodia di Charlie Chan).
(andrea tagliacozzo)

Sister Act – Una svitata in abito da suora

Una cantante di night-club di Reno, che il fidanzato gangster vuole far fuori, si nasconde in un convento, dove porterà una botta di vita facendo la direttrice del coro. Una commedia molto popolare, scritta (da Joseph Howard, alias Paul Rudnick) e diretta con grande astuzia, con un ruolo perfetto per la Goldberg, anche se la caratterista veterana Wickes ha molte delle battute più divertenti. Con un sequel.

Camera con vista

Agli inizi del Novecento, una ricca e giovane inglese, in visita a Firenze, s’innamora di un connazionale di più modeste origini. Una volta tornati in Inghilterra, le differenze sociali sembrano porre un insormontabile ostacolo alla loro unione. Confezione impeccabile per uno dei migliori (anche se assai sopravvalutato) film di James Ivory, interpretato da un cast a dir poco eccellente (a partire da Maggie Smith). Oscar 1986 alla sceneggiatura non originale (tratta da un romanzo di E.M. Forster), alle scenografie e ai costumi; altre quattro nomination e una pioggia di premi. Ivory tornerà nuovamente ad attingere da un’opera dello scrittore inglese per il successivo Maurice. (andrea tagliacozzo)

Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter è di nuovo a casa dai perfidi zii, dove si presenta un petulante elfo domestico, Dobby, che, oltre a far volare addosso a un’ospite dello zio una torta, fa di tutto per convincere Harry a non tornare alla scuola di Hogwarts. Terribili pericoli lo attendono. Non ci riuscirà, ovviamente. Complici gli amichetti che arrivano a prenderlo su un’auto volante, il maghetto torna nella scuola di magia. E incappa in un’altra avventura. Questa volta il mistero ruota attorno a una camera segreta, custodita da un

Harry Potter e la camera dei segreti

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Harry e Ron a bordo della macchina volante

Diretto da Chris Columbus, Harry Potter e la camera dei segreti (2002) è il secondo capitolo della saga del giovane mago inglese, Harry Potter (Daniel Radcliffe). Questa volta, Harry riceve una strana visita nella casa di Privet Drive, dove vive con i suoi zii. Si tratta dell’elfo domestico Dobby, il quale intima al dodicenne di non tornare a Hogwarts, perché altrimenti potrebbe rischiare la vita. Harry non gli crede e Dobby, pur di impedirgli di tornare nella scuola di magia e stregoneria, fa in modo che lo zio Vernon (Richard Griffiths) lo punisca, segregandolo nella sua cameretta.

Ma, al contrario di quello che crede Harry, gli amici non l’hanno certo abbandonato. Dobby, infatti, gli aveva sequestrato tutte le lettere inviategli da Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson) nel corso dell’estate. Non ricevendo quindi alcuna risposta da Harry, Ron e i suoi fratelli gemelli Fred e George (James Andrew Eric e Oliver Martyn John Phelps) guidano la loro macchina volante fino alla finestra di Harry, rimuovendo le sbarre che lo imprigionano e portandolo nella loro casa.

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Harry e Ginny (Bonnie Wright) nella Camera dei Segreti

Quando però arriva il momento di partire per Hogwarts, il passaggio magico che porta al binario 9 ¾ non fa passare Harry e Ron. E, quando riescono ad arrivare a Hogwarts con la macchina volante, i guai sono solo all’inizio. Compaiono scritte fatte con il sangue, le quali annunciano che la Camera dei Segreti è stata aperta e che tutti i nemici dell’erede di Salazar Serpeverde verranno uccisi. Attraverso il diario di Tom Riddle, Harry dovrà sconfiggere lo spirito di Lord Voldemort e salvare i suoi compagni di scuola, nonostante la maggior parte di essi crede che sia Harry l’erede.

Curiosità

  • La sceneggiatura è nuovamentre scritta da Steven Kloves, sotto la supervisione dell’autrice del romanzo J. K. Rowling.
  • Come nel primo capitolo, il regista è Chris Columbus, il quale passerà il testimone ad Alfonso Cuarón nel terzo film della saga.
  • Anche il secondo film della saga di J. K. Rowling riesce a ottenere un ottimo incasso internazionale: 878.979.634 $. Negli USA la pellicola ha incassato 261.988.482 $, mentre in Italia circa 20.899.026 €. Gli incassi però non hanno battuto quelli del primo capitolo.
  • Il film, pur essendo un tassello di una saga fantasy e un blockbuster, ha ricevuto un’ottima critica dal critico Morando Morandini. Nel suo dizionario dei film, Morandini assegna alla pellicola ben 4 stelle su 5. Lo definisce “un film più gotico, cupo e fosco, che miscela con abilità ammirevole azione, approfondimento dei personaggi, ottimo disegno di quelli nuovi e situazioni paurose di quel genere di paura che i ragazzini adorano.
  • L’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, appare in un ruolo cameo all’inizio del film: è la strega vestita di nero che avvicina Harry sulla Knockturn Alley, dopo il disastroso viaggio con la polvere magica. Questo è stato l’ultimo film di Richard Harris, il preside di Hogwart, professor Silente, scomparso nell’ottobre 2002, quando era già pronto a iniziare a girare il terzo episodio di Harry Potter.

La famiglia omicidi

Il reverendo anglicano Goodfellow (Rowan Atkinson) è a capo di una piccola comunità nella campagna inglese. Tutte le sue attenzioni sembrano essere assorbite dal tentativo di redigere il sermone perfetto. In questo modo tuttavia egli dimentica di accudire la famiglia: la moglie Gloria (Kristin Scott Thomas) sembra così cedere alle avances di un istruttore di golf (Patrick Swayze); la figlia Holly (Tamsin Egerton) cambia un fidanzato alla settimana e il figlio Petey (Toby Parkes) è vittima di una banda di teppisti a scuola. Per «rimettere le cose a posto»ci vuole l’intervento di un’anziana governante, la signora Grace Hawkins (Maggi

Il magnifico irlandese

Dall’autobiografia di Sean O’Casey. Nell’Irlanda degli inizi del secolo, l’operaio John Cassidy aspira a diventare scrittore di teatro. Impegnato in prima linea nella lotto contro l’occupante britannico, il giovane trova difficoltà a far rappresentare la sua opera. Il film venne iniziato da John Ford che, per problemi di salute, fu costretto a passare la mano al collega Jack Cardiff. L’influenza del maestro, comunque, si sente. La pellicola è degna di essere ricordata anche per l’ottima interpretazione di Rod Taylor. (andrea tagliacozzo )

Gosford Park

1932, Gosford Park. In una tenuta inglese, si riuniscono per una battuta di caccia di fagiani un gruppo di aristocratici e no. Sir William, padrone di casa, e lady Sylvia, sua moglie, una coppia non propriamente affiatata né innamorata, ospitano una contessa, una coppia in crisi, un eroe della Prima Guerra Mondiale, un attore e cantante inglese, un produttore cinematografico americano… Ognuno si presenta nella residenza dei McCordle con valletti e camerieri (o cameriere) al seguito. Gli ospiti sono alloggiati nelle belle stanze del piano di sopra, la servitù ai piani bassi tra lavanderia, cucine e corridoi che non finiscono mai. I due mondi sono (sembrano) separati. La prima sera fila via liscia tra aperitivo e cena sontuosamente apparecchiata e servita. Eppure… Le coppie che non sono poi così felici, le signore ingioiellate non sono poi così ricche, le amicizie non sono poi così disinteressate… Al piano di sotto la servitù lavora, commenta, spettegola. Quando c’è buio, la padrona di casa adesca un valletto (che in realtà valletto non è), il padrone di casa fa altrettanto con una servetta, e via così con incontri clandestini che si consumano nella magione. Poi c’è il giorno della caccia, cui segue un omicidio. Sir William viene trovato morto nella sua biblioteca. Arriva l’ispettore di turno, iniziano le indagini che, però, non sconvolgono più di tanto la vita degli ospiti né della servitù… Del resto, a parte una domestica, nessunao rimpiange l’uomo.
Uno splendido ritratto della società britannica dei primi anni Trenta di Altman, perfetta l’ambientazione, perfetta la fotografia dei nobili, delle loro virtù e dei loro vizi. Ma altrettanto perfetta la fotografia del mondo del piano di sotto, di quei maggiordomi, cuoche e servette che non solo «parlano attraverso i loro padroni», ma animano un mondo tutto loro di piccoli vizi, grandi dedizioni, perfezionismo, ambizioni, snobismo e servilismo. Ecco, un umanissimo ritratto, quello in cui il regista americano è assoluto maestro. In un ordinatissimo intricarsi di classi sociali, sesso, generazioni… Un omaggio ad Agatha Christie, ma anche a Le regole del gioco di Renoir, alla commedia di maniera… Con un cast che è un who is who del cinema britannico, con una strepitosa Meggie Smith, candidata agli Oscar come miglior attrice non protagonista, nella parte della anziana zia supersnob ma senza una sterlina e di una irresistibile simpatia. Eccellenti anche Kristin Scott Thomas, nella parte della lady insoddisfatta ma che si toglie le sue soddisfazioni, Michael Gambon, il baronetto padrone di casa ucciso e da nessuno rimpianto, Helen Mirren, la governante Mrs Wilson, Eileen Atkins, la cuoca Mrs Croft… Con quella di Meggie Smith, il film si è guadagnato sei candidature agli Oscar 2002.

Il club delle prime mogli

Tre compagne di università si ritrovano dopo anni al funerale di un’amica e scoprono di avere qualcosa in comune: mariti che le hanno scaricate. Prevedibile ma pur sempre gradevole, grazie alle tre vivaci protagoniste e a un superbo cast di supporto. Tratto dal romanzo di Olivia Goldsmith, qui un po’ ammorbidito. Heather Locklear appare non accreditata. Una nomination all’Oscar per la musica.

California Suite

Divertente commedia che Neil Simon, autore della frizzante sceneggiatura, ha tratto da un suo hit di Broadaway (
Plaza Suite
). Sullo sfondo del Beverly Hills Hotel scorrono parallele quattro storie. Una di queste vede protagonista una strana coppia di coniugi, formata da un antiquario bisessuale e un’attrice un po’ bisbetica che, candidata all’Oscar, non riesce ad aggiudicarsi l’agognata statuetta. Ironia della sorte, la seconda è interpretata da Maggie Smith che, proprio con questo ruolo, vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)