Ken Park

Ken Park è un adolescente di Visalia, cittadina di provincia della California. Un giorno si riprende con la telecamera mentre si spara un colpo di pistola alla testa. È l’inizio shock del film. Da qui quattro ritratti di adolescenti amanti del punk e dello skate. Quattro amici di Ken Park. Shawn, un ragazzo che va a letto con la madre della sua fidanzata, una bionda californiana che sembra uscita da Playboy. Tate che vive con i nonni e si masturba ascoltando gli spasmi delle giocatrici di tennis. Claude che deve combattere contro le prepotenze del padre che lo accusa di essere un fallito e un effeminato. E infine la bella Peaches, una ragazza disinibita che vive con il padre, mormone e schiavo del ricordo della moglie morta. Quattro casi al limite che si sviluppano e si intrecciano fino alla fine. Fino a quando si scoprirà perché un ragazzo come Ken Park si è suicidato.
L’ex fotografo erotico Larry Clark è giunto al suo quarto film. Il regista del chiacchieratissimo Kids (1995) prova a far discutere ancora. Pornografia: la telecamera va dappertutto, non ci sono tagli. Spinge sull’acceleratore per cercare di essere «controcorrente» (sezione nella quale il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia) ma finisce per risultare estetizzante. Non a caso la regia è firmata anche da un altro ex fotografo, Ed Lachman, che nel 2000 ricevette la nomination all’Oscar per Erin Brockovich di Steven Soderberg. Buona tecnica ma la macchina da presa di Clark non regala il minimo spazio all’immaginazione dello spettatore. Società: qui rispetto a Kids la telecamera allarga il suo obiettivo e include anche gli adulti. La morbosità dei genitori, nella provincia americana di oggi (American Beauty ha fatto scuola), finisce quasi per candeggiare i vizi dei figli. Ma forse, non li salva. Ci si chiede se sia veramente questa la società di oggi, o se il cineasta proietti le sue fantasie morbose sullo schermo. Davanti al quale, a volte, ci si sente di troppo. Un unico momento di poesia si stacca dallo sgorgo di immagini crude che riempie il film: nella scena finale dell’orgia a tre, Shawn, Claude e Tate sognano un’isola del paradiso dove il sesso li liberi dal peccato. Il film viene distribuito nelle sale italiane con il divieto ai minori di 18 anni. (francesco marchetti)