E adesso, pover’uomo?

In Germania, durante la grande crisi economica seguita alla prima guerra mondiale, un commerciante di grano assume un giovane commesso, che ritiene il marito ideale per la figlia. Quando scopre però che è già sposato lo licenzia. Il giovane, assieme alla moglie, è costretto a trasferirsi a Berlino. Un film doppiamente importante: per le sue qualità artistiche – ottime la regia di Borzage e le interpretazioni dei due protagonisti – e perché fu il primo film Hollywoodiano ad occuparsi delle condizioni che in Germania permisero l’ascesa al potere di Hitler. (andrea tagliacozzo)

In nome di Dio

Tre banditi che hanno rapinato una banca si vedono affidare un neonato dalla madre morente e si prendono l’impegno di portarlo in salvo. Inizia così una traversata del deserto. Scatenato, coloratissimoe natalizio, uno dei Ford più sentimentali ed epici. Eayne, Armendariz e Harry Carey jr. sono nientemeno che i tre Re Magi, in una rivisitazione che, come sempre in Ford, non si capisce quanto sia cattolica-irlandese (l’amore per i peccatori) e quanto calvinista-pionieristica (sempre
westward
…). Non è forse tra i suoi capolavori, ma certo tra i film più indicativi del suo stile. E per i fans, una gioia assoluta. Il climax è la scena nel deserto, quando i compagni morti guidano Wayne, unico superstite, a portare il bambino in salvo, e le pagine della Bibbia vengono sfogliate dal vento del Narratore. Insieme al quasi coevo
She Wore a Yellow Ribbon
, siamo già in piena nostalgia, alla rivisitazione crepuscolare e quasi ironica del genere (il film è un remake di un western muto di vent’anni prima, dello stesso Ford, con Harry Carey sr.).
(emiliano morreale)