Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story

mame cinema ROGUE ONE A STAR WARS STORY - STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Gareth Edwards, Rogue One: A Star Wars Story (2016) è il primo capitolo della serie Anthology, cioè film a sé stanti ambientati nel mondo di Star Wars. La trama ha inizio con le vicende dello scienziato Galen Erso (Mads Mikkelsen), il quale si è ritirato sul pianeta Lah’mu insieme alla moglie Lyra (Valene Kane) e alla figlia Jyn (Felicity Jones). Ma per Erso i problemi devono ancora arrivare. viene infatti raggiunto dal Direttore Imperiale Orson Krennic (Ben Mendelsohn), il quale uccide Lyra e costringe lo scienziato a completare la progettazione della Morte Nera. Jyn riesce a scappare da Lah’mu, ma diventerà una figura chiave nella lotta tra i ribelli e l’Impero.

Quale delle due fazioni, quindi, avrà la meglio? Riuscirà Jyn a riabbracciare suo padre senza che nessuno dei due corra pericoli? E, soprattutto, che ruolo avrà in tutto questo la Morte Nera?

Curiosità

  • La pellicola è stata scritta da Chris Weitz e Tony Gilroy, grazie a un’idea del supervisore agli effetti speciali John Knoll.
  • Il film è stato accolto positivamente dalla critica cinematografica, che ha lodato in particolar modo la regia e le interpretazioni del cast, e ha incassato più di $1 miliardo in tutto il mondo, diventando il secondo maggiore incasso mondiale del 2016 e il maggiore incasso nel Nord America del 2016.
  • Genevieve O’ReillyJimmy Smits e Anthony Daniels riprendono i rispettivi ruoli di Mon Mothma, Bail Organa e C-3PO dai precedenti film. James Earl Jones torna inoltre a dar voce a Darth Vader. Egli è interpretato sul set da Spencer Wilding e Daniel Naprous.
  • Guy Henry e Ingvild Deila sono stati usati come controfigure sul set per i personaggi di Tarkin e di Leia. Essi sono stati ricreati infatti digitalmente sulla base delle fattezze di Peter Cushing e Carrie Fisher da giovane.
  • Nel gennaio 2015 The Hollywood Reporter annuncia che diverse attrici, tra cui Tatiana MaslanyRooney Mara e Felicity Jones, potrebbero interpretare la protagonista del film. E nel marzo dello stesso anno viene infine scelta la Jones.
  • Le riprese principali del film cominciano l’8 agosto 2015 agli Elstree Studios, nell’Hertfordshire. Il film è stato girato usando macchine da presa Arri Alexa 65 con lenti Ultra Panavision 70. Ulteriori riprese si sono svolte in diverse parti del mondo, tra cui l’atollo Laamu alle Maldive, in Islanda e in Giordania.
  • La colonna sonora del film è composta da Michael GiacchinoRogue One è la prima pellicola in live-action della saga di Star Wars a non avvalersi delle musiche di John Williams.

King Arthur

Basato sulla leggenda cavalleresca di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda ma predatato di molti secoli,
King Arthur
narra le gesta di un prefetto romano mezzosangue, Lucius Artorius Castus
(Clive Owen)
che guida una temuta banda di cavalieri
sarmati
provenienti dalle steppe dell’est ma sottomessi a Roma. Per affrancarsi da oltre quindici anni di servizio militare presso il Vallo di Adriano – il muro che marca il confine settentrionale dell’impero romano in terra britannica – i valorosi cavalieri vengono incaricati dal vescovo Germanius (il nostro
Ivano Marescotti)
di compiere un’ultima rischiosissima azione per conto del pontefice: penetrare oltre le linee dei barbari
Woad
– guidati da Merlino
(Stephen Dillane)
– e trarre in salvo il figlio di un notabile romano, prima che cada nelle mani dei
Sassoni,
i barbari invasori che avanzano seminando morte e distruzione. L’azione riesce, anche se a caro prezzo. In Artusius/Artù prevale infine il legame con la terra materna. Decide perciò di rimanere, da uomo libero, per combattere al fianco dei
Britanni
contro gli invasori, grazie all’aiuto dei suoi amici e di Ginevra
(Keira Knightley),
la bella Woad che ha salvato dalla morte e di cui è però segretamente innamorato anche Lancillotto
(Ioan Grufudd).
Il fedele braccio destro di Artù troverà tuttavia un’eroica morte in battaglia prima di poter esternare i suoi sentimenti.

Patiti dei giochi di ruolo e fan delle antiche leggende, occhio. Questo film è per voi. A dispetto delle compite disquisizioni storiche che pervadono la cartella stampa che accompagna il film, sulla presunta esistenza di Artù e della sua democratica tavola rotonda, non nel cuore del Medioevo, bensì nel V secolo d.C., quando l’impero romano già cominciava a perdere i pezzi, questo
King Arthur
ci sembra meritare attenzione. Per il suo forte impianto epico, per il prevalere di temi come l’amicizia virile, il senso dell’onore, l’amore per la libertà… Temi che ritroviamo più facilmente nel cinema western di Peckinpah o di Sturges (o in Kurosawa, che ispirò
I magnifici sette
del secondo). Non ci appassiona infatti il dibattito sul se e sul quando dell’effettiva esistenza di Artù e dei suoi valorosi cavalieri, né se Ginevra fosse o meno la sensualissima
erinni
che manda al creatore nerboruti Sassoni come fossero bacherozzi.

Bravo è stato il regista
Antoine Fuqua
(Training Day
– che è valso l’Oscar al protagonista Denzel Washington -,
Bait, L’ultima alba)
a cavalcare con semplicità e immediatezza gli ideali del film prima ancora della materia storico-leggendaria, traducendo il tutto in un genere che potremmo forse definire
fantastorico,
tributario, come si diceva, tanto dei western alla
Mucchio selvaggio,
quanto delle gotiche rievocazioni
fantasy,
da
Excalibur
di Boorman alle saghe nordiche di
Conan.
L’impianto spettacolare è però inferiore a quello di un
Troy
o di un
Gladiatore,
come pure il cast, che però si spalleggia bene a vicenda. Abbondano comunque i duelli, le cacce, i furiosi corpo a corpo degli eserciti, ma non sono il nucleo attorno al quale si sviluppa il film. Questo è forse, dal nostro punto di vista, il suo merito maggiore. Di certo, trova in questo
King Arthur
ulteriore conferma la teoria che viviamo tempi di grave incertezza. Durante i quali – è notorio – è preferibile guardarsi alle spalle, piuttosto che avanti.

(enzo fragassi)

Dopo il matrimonio

Jacob (Mads Mikkelsen) gestisce un orfanotrofio in India. Quando la struttura è sul punto di chiudere per mancanza di fondi, Jorgen, un ricco uomo d’affari danese (Rolf Lassgard) gli offre quattro milioni di dollari ma solo a condizione che Jacob vada in Danimarca a firmare il contratto. Al suo arrivo, dopo aver discusso della donazione, Jacob viene invitato da Jorgen al matrimonio di sua figlia. Scopirà che Helene, la moglie di Jorgen è il suo grande amore del passato. Un incontro casuale?