Ombre e nebbia

Trasposizione cinematografica di M , una breve pièce teatrale scritta dallo stesso Allen. Il film è ambientato negli anni Venti, in una imprecisata città terrorizzata dalle gesta di un misterioso assassino. Il timido impiegato Kleinman viene svegliato nel cuore della notte per partecipare a una caccia all’uomo. Dopo una serie di strani incontri per le strade semideserte della città, il pover’uomo si ritrova a essere ingiustamente additato come l’omicida. Il film, splendidamente fotografato in bianco e nero da Carlo Di Palma, si ispira chiaramente all’espressionismo tedesco, ma, pur non mancando di annotazioni valide e momenti di notevole efficacia, il film rischia di rimanere schiacciato dalle sue stesse ambizioni. Ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

Dick Tracy

Vivace e raffinato adattamento del classico fumetto di Chester Gould, con Beatty che impersona l’eroe tutto naso e mascella. La storia è proprio esile, ma dentro c’è talmente tanto da vedere che non ci si bada: una galassia di personaggi famosi interpretano i grotteschi cattivi disegnati da Gould, gli incredibili costumi e la direzione artistica — che vinsero l’Oscar — e Madonna che canta le nuove canzoni di Stephen Sondheim (una pecca? Troppo poche). Una di queste, Sooner or Later (I Always Get My Man), si aggiudicò a sua volta l’Oscar. Da applauso la divertente interpretazione di Big Boy Caprice regalata da Pacino. Super 35.

A letto con Madonna

Ritratto a tutto tondo della diva pop più trasgressiva del momento. Tra un concerto e l’altro in giro per il mondo, Madonna confessa indirettamente alla macchina da presa i suoi sogni, i suoi desideri e le sue aspirazioni. Appare, tra gli altri, un imbarazzatissimo Warren Beatty, all’epoca compagno nella vita della cantante. Interessante per i fan, un po’ noioso per tutti gli altri. Oggi sembra paradossalmente datato. (andrea tagliacozzo)

Blue in the Face

Pellicola confusionaria girata immediatamente dopo Smoke, contiene una serie di sketch (improvvisati da Wang e Auster insieme agli attori) ambientati dentro e nei dintorni del negozio di sigari gestito da Keitel. Alla disperata ricerca di una sceneggiatura degna di questo nome.

Body of Evidence – Il corpo del reato

Dafoe, avvocato a cui nessuno vorrebbe rivolgersi, rimane sentimentalmente coinvolto con una sua cliente (Madonna), accusata di aver ucciso un amante facoltoso durante un gioco erotico particolarmente violento. Le scene di sesso sono più scoraggianti che eccitanti. In circolazione c’è, ovviamente, anche la versione non censurata.

Occhi di serpente

Poco prima del capolavoro
Fratelli
, Abel Ferrara si abbandona a uno dei suoi affondi più narcisistici e deliranti. Al suo apparire, il film parve una di quelle «fellinate» in cui talvolta incappano i registi americani con complessi di inferiorità verso gli «autori» europei (tipo
Il mondo di Alex
di Mazursky o
All that jazz
di Bob Fosse). E in effetti le idee del film nel film, del regista cinico e dissoluto stile
Due settimane in un’altra città
, dei legami morbosi con la diva, confermerebbero quest’intuizione. Ma in realtà
Occhi di serpente
ha lo stesso fascino scomposto di una pellicola ancora più nichilista di qualche anno dopo,
Blackout
. Ferrara rischia davvero, e il suo è comunque purissimo cinema della crudeltà; la confusione tra arte e vita è decadente quanto si vuole, ma fa star male sul serio. Apprezzabile il coraggio con cui Madonna si è fatta martoriare dal regista.
(emiliano morreale)

Shanghai Surprise

Negli anni Trenta, un contrabbandiere americano torna a Shanghai, accompagnato da una missionaria laica, per recuperare un carico d’oppio andato disperso un anno prima. A questo scopo, l’uomo assolda un giovane piazzista squattrinato. Sean Penn e Madonna, all’epoca coppia anche nella vita, ce la mettono tutta, ma i loro sforzi sono vanificati dalla distratta e mediocre regia di Jim Goddard e dall’insipienza della sceneggiatura (scritta da John Kohn e Robert Bentley). Prodotto dalla Handmade, casa di produzione di George Harrison (autore anche della colonna sonora).
(andrea tagliacozzo)

Four Rooms

Che cast… e che spreco! Terribile e imbarazzante film a episodi composto da quattro corti, il cui unico motivo di interesse è capire quale sia il peggiore. Ambientato in un hotel di Los Angeles nella notte di Capodanno e tenuto insieme dalla partecipazione di Ted il portiere (Roth). Bruce Willis appare non accreditato nell’ultimo episodio, quello di Tarantino.

Crazy for you – Pazzo per te

Disordinato e prolisso intreccio, complesso fin dall’inizio e con troppi elementi già visti: Modine è un lottatore liceale un po’ filosofo, la Fiorentino è una donna matura e tenace che lo provoca. Basato su un racconto di Terry Davis. Madonna fa una breve apparizione cantando Crazy for You.

Who’s That Girl?

Un giovane avvocato, in procinto di sposarsi con la figlia del suo principale, viene travolto dall’irruenza di una simpatica ladruncola. La ragazza, ingiustamente accusata di omicidio, è decisa a trovare il vero colpevole. Inseguiti da alcuni sicari e con un costosissimo puma a cui dover badare, i due si ritrovano coinvolti in una girandola di avventure. Un infelice tentativo di rifare Susanna di Howard Hawks, con Madonna al posto di Katharine Hepburn. Decisamente un passo falso per un regista che qualche anno prima aveva ricevuto un ottimo successo di critica con il suo
A distanza ravvicinata
.
(andrea tagliacozzo)