Charlie’s Angels

Sembra che il miliardario Roger Corwin abbia sottratto al suo rivale Eric Knox un prezioso software in grado di riprodurre il dna vocale di ogni individuo. Knox si rivolge perciò alle Charlie’s Angels – ossia Natalie, Dylan e Alex – pregandole di tirarlo fuori dai guai. Le fanciulle indagano a modo loro e scoprono che Knox ha in realtà ben altre mire. Si può entrare in sala prevenuti quanto si vuole, ma vedere LL Cool J che diventa Drew Barrymore con un face/off in stile
MI:2
è una bella sorpresa (senza contare che poco prima c’era stata la gag del film proiettato sull’aereo: un probabilissimo
TJ Hooker: The Movie
). Poi partono i titoli di testa e in una manciata di minuti viene condensata, attraverso una serie di velocissimi frammenti, tutta la storia della televisione pop degli ultimi trent’anni. E così sembra di stare quasi dalle parti di un film dei Monkees dei bei tempi andati. Comunque l’intuizione di fondo non è tanto quella di rifare pezzi di cinema e di tv già «cultizzati», quanto di operare una sorta di archeologia glam degli anni Novanta come se essi stessi fossero oggetto di rievocazione critica (e/o nostalgica). Come dire, la classica strategia da futuro anteriore alla base di tutte le operazioni di ricontestualizzazione di retoriche e stilemi rétro. Detto questo, il film di McGinty Nichol procede spedito, accumulando frammenti, gag e citazioni (da
Diabolik
a
True Lies
passando per
Wheels on Meals
,
L’uomo nel mirino
e addirittura il finale di
Pallottole cinesi
) e sfruttando al meglio il plusvalore sexy delle tre protagoniste. Le coreografie sono ancora una volta frutto del genio del clan Yuen, ai cui membri Hollywood dovrebbe dare una medaglia per aver svecchiato, esteticamente, il cinema d’azione americano nell’arco di pochissimi film. La colonna sonora, infine, affianca tormentoni R’n’B a rockacci settanteschi come
Barracuda
delle Heart o
I Love R’n’R
di Joan Jett. Insomma, «McG» ha confezionato un vero e proprio «McMovie», che può anche risultare indigesto (se se ne abusa), ma semel in vita può persino risultare gradevole.
(giona a. nazzaro)

Rushmore

La saga di un tipo strano ma buono che si gode la vita alla scuola privata di Rushmore in Texas, ma che complica la sua situazione quando si innamora di una professoressa del primo anno (Williams) e fa amicizia con un ricchissimo magnate locale (Murray) che avverte una somiglianza con questo giovane iconoclasta. Un film genuino e originale, pieno di un umorismo fatto di acute osservazioni e di dettagli, con personaggi che suonano sempre veri. Notevole l’interpretazione dell’esordiente Schwartzman (figlio di Talia Shire), in un film perfetto per mettere in mostra il talento di Murray. Scritto da Anderson e Owen Wilson. 

I Tenenbaum

I Tenenbaum

mame cinema I TENENBAUM - STASERA IN TV IL FILM DI WES ANDERSON scena
Una scena del film

Anni ’70, New York. I Tenenbaum sono una famiglia composta dall’avvocato Royal (Gene Hackman), da sua moglie Etheline (Anjelica Huston) e dai loro tre figli, Chas (Ben Stiller), Richie (Luke Wilson) e Margot (Gwyneth Paltrow). I ragazzi si rivelano tutti e tre bambini prodigio, ma crescendo il loro talento svanisce. I genitori, inoltre, si separano a causa delle continue scappatelle di Royal. Resosi conto dello sfacelo della propria famiglia, Royal decide quindi di fingere di essere gravemente ammalato, nel disperato tentativo di rimettere le cose apposto.

Ma i Tenenbaum non possono riconciliarsi tra loro così facilmente. C’è qualche segreto, infatti, che alcuni di loro nascondono. In più, riuscirà Royal a tornare insieme alla moglie e ai figli o la sua bugia verrà clamorosamente scoperta?

Curiosità

mame cinema I TENENBAUM - STASERA IN TV IL FILM DI WES ANDERSON bambini
I piccoli Tenenbaum
  • L’attore Luke Wilson è il fratello del più noto Owen Wilson, il quale ha curato il soggetto e la sceneggiatura del film insieme a Wes Anderson.
  • La scena della disastrosa partita di tennis di Richie pare sia stata l’ispirazione per il video di Hello del DJ Martin Solveig.
  • Il film si presenta come un compendio di psicanalisi familiare. Infatti, la figura di Royal è lo stereotipo del padre assente e la figura di Etheline corrisponde a quella di una madre troppo debole per prendere decisioni risolutive. Di conseguenza, i bambini che vivono in un contesto familiare di questo tipo non hanno modelli da seguire.
  • Il regista, nella caratterizzazione dei personaggi, ha ammesso di essersi ispirato ai protagonisti della striscia a fumetti Peanuts. Anche il cagnolino di Ben Stiller, un beagle di nome Buckley, è un omaggio al cane Snoopy; altri sostengono sia un omaggio al cantante Jeff Buckley.
  • Il regista e sceneggiatore Gabriele Salvatores ama molto I Tenenbaum, tanto da trarne riferimenti nel suo Happy Family.
  • Lo scrittore John Green cita il film nel suo romanzo An Abundance of Katherines.
  • Il personaggio interpretato da Danny Glover è ispirato, nelle fattezze, al segretario dell’ONU Kofi Annan. L’idea venne al regista dopo che Glover glielo presentò a un ricevimento.
  • Margot fuma per tutto il film sigarette Sweet Afton, in commercio solo in Irlanda.

Idiocracy

Il Pentagono seleziona come cavia per un programma sperimentale di ibernazione Joe Bowers, considerato il vero “americano medio”.

Joe sarà ibernato per mille anni e, al suo risveglio, scoprirà che la gente è diventata talmente stupida da poter dire di essere lui l’uomo più intelligente della terra.

Alex&Emma

Alex Sheldon è uno scrittore di successo con il vizio del gioco. Per liberarsi di due strozzini cui deve 50mila dollari, deve riuscire a terminare il suo nuovo romanzo entro trenta giorni. I due energumeni gli distruggono il computer e Alex si vede costretto ad assumere Emma Dinsmore, una giovane stenografa che ha cresciuto da sola le tre sorelle. Lo scrittore comincia a dettare la storia di un triangolo amoroso, una vicenda di fantasia svoltasi nel 1924. Il romanzo ha per protagonista un giovane laureato, Adam Shipley, che si trova a fare da tutore ai due bambini di Polina Delacroix, un’affascinante vedova di origini francesi, un tempo ricca e ora in rovina. La donna viene spinta dalla sua famiglia nelle braccia del benestante pretendente Shaw ma Adam, innamorato di lei, cerca in tutti i modi di opporsi al matrimonio. Sulla scena compare anche Anna, personaggio chiaramente ispirato dalla crescente ammirazione di Alex per Emma. Tra i due nasce un sentimento sincero ed Emma aiuta l’uomo a mettere ordine nella sua vita ma, quando tutto sembra andare per il meglio, giunge dal passato la vera Polina e le cose cominciano a complicarsi.

Rob Reiner torna alla commedia romantica, genere che lo aveva portato al successo nel 1989 con
Harry ti presento Sally. Alex&Emma,
contiene tutto quello che il pubblico si aspetta da questo tipo di film: una storia d’amore tra due attori giovani e accattivanti, un’ambientazione vagamente retrò, un pizzico di feuilletton vecchia maniera, il tutto condito da un’ironia pulita anche se a volte prevedibile. Nonostante la banalità della trama e l’immancabile lieto fine, intuibile già dalle prime inquadrature, il film è gradevole e divertente. La sensazione prevalente è quella di trovarsi di fronte a una pellicola anni Quaranta dopo il restauro. Reiner non inventa nulla di nuovo e probabilmente ne è consapevole: si affida in maniera evidente, e apprezzabile, alla tradizione della commedia romantica di stampo hollywoodiano. La faccia pulita di Luke Wilson e la deliziosa Kate Hudson, impegnata in un ruolo che le sembra cucito addosso, contribuiscono a rendere ancora più gradevole un prodotto ben fatto e curato nei minimi particolari. Simpatico anche il cammeo della splendida Sophie Marceau nei panni della vedova mangiatrice di uomini, interpretata con eccellenti risultati comici (imperdibile la scena dell’interminabile amplesso tra lei e Adam). Un’ottima occasione per gli appassionati del genere, «solo» una bella e romantica storia d’amore.
(emilia de bartolomeis)

Masked and Anonymous

Una leggenda della musica del passato viene liberata di prigione per presentare un concerto televisivo di beneficenza. Dylan e Charles (usando pseudonimi) firmano questo disastro, ambientato in un’America immaginaria diventata uno stato di polizia. Il racconto lungo e insipido, la non-interpretazione di Dylan e un’aria pomposa uccidono il film. Angela Bassett, Bruce Dern, Ed Harris, Val Kilmer, Cheech Marin, Chris Penn, Giovanni Ribisi, Mickey Rourke, Christian Slater, e Fred Ward sono fra quelli che compaiono in cammei.

La neve nel cuore

Il Natale è arrivato anche per la famiglia Stone. Kelly (Craig T. Nelson) e Sybil (Diane Keaton), insieme ai propri figli, la ribelle Amy (Rachael McAdams), il duro Ben (Luke Wilson), il muto e gay Thad (Tyrone Giordano), Susannah (Elizabeth Reaser) e il figliol prodigo Everett (Dermot Mulroney), che quest’anno presenterà a tutti la fidanzata Meredith (Sarah Jessica Parker), si apprestano a passare tutti insieme un felice periodo di feste nel New Jersey. Ma le cose non vanno proprio come Everett aveva auspicato. Il carattere rigido e orgoglioso di Meredith, forse un po’ sotto pressione perché in un ambiente a lei non usuale, non piace ai membri della famiglia, in particolar modo alle donne di casa. Messa alle strette, Meredith chiama in aiuto la sorella Julie (Claire Danes), sperando di trovare in lei una mediatrice e una complice per far breccia nell’ostile ma unito nucleo familiare. I risultati saranno disastrosi.
Una commedia dai forti toni sentimentali e dal taglio televisivo. Il secondo lavoro alla regia di Thomas Bezucha è una vicenda che ruba un po’ qua e un po’ là nella recente storia cinematografica hollywoodiana, farcendo il tutto con un eccessivo buonismo, a Natale magari tollerabile ma oggi sinceramente difficile da digerire. Una pellicola senza eccessive gemme interpretative in cui Sarah Jessica Parker ripropone il suo fortunato personaggio del telefilm ?Sex &The City,? Diane Keaton non delude ma nemmeno entusiasma, mentre una brava Rachel McAdams (vista di recente nel thriller ad alta quota di Red Eye di Wes Craven) dà ulteriore prova del suo talento anche in una commedia. Forse è questo il punto di forza del film, vedere tre generazioni di attrici l’una accanto all’altra. Non abbastanza per non rimanere delusi all’uscita del cinema. (mario vanni degli onesti)

La mia super ex ragazza

Matt è un bel ragazzo ma un po’ timido e imbranato. Una giorno, mentre è in metropolitana con l’amico e collega Vaughn, abborda l’occhialuta Jenny. I due cominciano a frequentarsi e finiscono per dare il via a una relazione. Lui, però, non è convinto che l’unione possa durare a lungo, soprattutto a causa delle continue crisi di gelosia di lei: tra l’altro, dietro l’aspetto ordinario di Jenny, si nasconde G Girl, una ragazza dai poteri straordinari al servizio del bene. Dopo l’ennesima litigata, Matt decide di tagliare con Jenny, inconsapevole di quello che gli accadrà. La super ragazza, infatti, fa di tutto per vendicarsi del rifiuto, amplificando il rancore con l’uso dei poteri. Quando poi Matt inizia un rapporto con la collega di lavoro Hannah, la rabbia di G Girl diventa incontenibile e si abbatte su entrambi.

Il mio cane Skip

Mississippi, 1942. Per il suo nono compleanno, Yazoo, un bambino timido e dolce, riceve un cucciolo in regalo. Il legame col cane lo aiuta ad allargare il cerchio delle amicizie. Quando, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, le relazioni nella piccola città vengono sconvolte, il ragazzo capisce che gli eroi della sua infanzia non sono quelli che sembravano. Sarà il cane Skip ad aiutarlo a crescere. Naturalmente.Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Willie Morris e vincitore del Grifone d’argento e del Grifone di bronzo per il miglior attore all’ultimo festival di Giffoni,
Il mio cane Skip
parla, al solito, dell’importanza degli animali e di alcune figure adulte nella crescita del bambino. Ma anche delle paure e dell’autostima, dell’iperprotezione e dell’educazione all’autonomia nei minori. E senza trascurare cose come la cultura pacifista e il pensiero divergente, tutto sempre raccontato dal punto di vista del bambino.
(anton giulio mancino)

Un colpo da dilettanti

Wilson, Luke Wilson, Robert Musgrave, Andrew Wilson, Lumi Cavazos, James Caan, Teddy Wilson, Jim Ponds. Originale commedia che vede protagonisti due amici, sfigati cronici, che tentano di imbarcarsi in alcune audaci imprese criminose. Ottime performance di Owen Wilson (anche co-sceneggiatore) e di suo fratello Luke; il terzo fratello, Andrew, appare nei panni di un amico. Il soggetto fu originariamente scritto per un corto di 13 minuti e successivamente “gonfiato”.