Benvenuti al Sud

Alberto (Claudio Bisio), responsabile dell’ufficio postale di una cittadina della Brianza, sotto pressione della moglie Silvia (Angela Finocchiaro), è disposto a tutto pur di ottenere il trasferimento a Milano. Anche fingersi invalido per salire in graduatoria. Ma il trucchetto non funziona e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del nord equivale a un vero e proprio incubo.

Rivestito di pregiudizi, Alberto parte da solo alla volta di quella che ritiene la terra della camorra, dei rifiuti per le strade e dei “terroni” scansafatiche. Con sua immensa sorpresa, Alberto scoprirà invece un luogo affascinante, dei colleghi affettuosi, una popolazione ospitale e un nuovo e grande amico, il postino Mattia (Alessandro Siani), al quale darà una mano per riconquistare il cuore della bella Maria (Valentina Lodovini). Il problema ora però è un altro: come dirlo a Silvia? Già, perché da quando è partito, non solo il loro rapporto sembra rifiorito, ma agli occhi dei vecchi amici del nord Alberto è divenuto un vero e proprio eroe.

Mozzarella Stories

La prima commedia malavitosa a base di caglio! Nel regno delle mozzarelle Ciccio DOP è il signore assoluto. Dopo anni di dominio incontrastato si trova ad affrontare una crisi senza precedenti che lo vede precipitare in una guerra di mercato contro dei misteriosi imprenditori cinesi che hanno invaso improvvisamente supermercati e ristoranti con una mozzarella di ottima qualità ma a metà prezzo!

Il principe e il pirata

Leopoldo (Leonardo Pieraccioni) è un tranquillo e onesto maestro elementare e un giorno il suo babbo muore. In realtà non muore davvero, ma si è infilato in un pasticcio più grosso di lui e così deve fingere. Prima di sparire, però, gli confessa che ha un fratello più piccolo che non ha mai visto. Melchiorre (Massimo Ceccherini), il fratello chiamato da tutti Gimondi, è un ladruncolo di galline, in Sicilia a scontare una pena. Leopoldo va a Palermo per conoscerlo in uscita premio. Parte così un on the road che li porterà dal capoluogo siculo alla Val d’Aosta. Alla fine del viaggio il principe sarà un po’ pirata e il pirata un po’ principe. Quinto film da regista per Leonardo «miliardo» (così soprannominato ai tempi de
Il ciclone
), che cambia completamente pelle e struttura. Nei primi film la trama era la solita: arriva una donna, gli sconvolge la vita e lo porta via con se. Ne
Il principe e il pirata
, invece, il rapporto è tra fratelli, tra due modi di vedere e concepire la vita. Una vita già segnata da un fallimento in amore. Sembra quasi che i tempi delle illusioni amorose del comico toscano siano finiti a 37 anni. Un Pieraccioni più amaro, realista e riflessivo. Il film è una piacevole commedia, non certo un capolavoro. Dedicato a chi, superata la crisi dei trenta si appresta a quella dei quaranta.
(andrea amato)

Immaturi – Il viaggio

Dopo essersi ritrovati per affrontare gli esami della maturità, i sette protagonisti decidono di organizzare quel famoso viaggio che non erano riusciti a fare ai tempi del liceo. Accompagnati, chi volontariamente e chi no, da mogli, fidanzate, genitori e figli, vivranno nuove avventure e nuovi percorsi di crescita in un’isola della Grecia, rivelando ognuno nuove debolezze, a dimostrazione che la vera ‘maturità’ non si raggiunge mai completamente.

Gli amici del bar Margherita

Bologna, 1954. Taddeo (Pierpaolo Zizzi), un ragazzo di 18 anni, sogna di diventare un frequentatore del mitico Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici davanti a casa sua. Con uno stratagemma, il giovane diventa l’autista personale di Al (Diego Abatantuono), l’uomo più carismatico e più misterioso del quartiere. Attraverso la sua protezione, Taddeo riuscirà ad essere testimone delle avventure di Bep (Neri Marcorè), innamorato della entra îneuse Marcella (Laura Chiatti); delle peripezie di Gian (Fabio De Luigi), aspirante cantante e vittima di uno scherzo atroce; delle follie di Manuelo (Luigi Lo Cascio), ladruncolo e sessuofobo; delle cattiverie di Zanchi (Claudio Botosso), l’inventore delle cravatte con l’elastico; delle stranezze di Sarti (Gianni Ippoliti), vestito giorno e notte nel suo smoking e campione di ballo. Pernon parlare del contesto dove Taddeo vive con mamma (Katia Ricciarelli) circuita dal medico di famiglia e il nonno (Gianni Cavina) che perde invece la testa per una prosperosa maestra di pianoforte (Luisa Ranieri). Ma alla fine, Taddeo che tutti chiamavano “Coso” ce la farà ad essere considerato uno del Bar Margherita.

Avati disegna il solito universo arcaico di perdenti di provincia tra ricordi, amarezze, sentimenti, disillusioni. Ma il copione, inevitabilmente episodico, stavolta è tirato via in più di una situazione, tra fellinismi spudorati e un’inquietante misoginia. Colonna sonora di Lucio Dalla.

Eros

Tre registi riconosciuti a livello internazionale si uniscono per realizzare una straordinaria (sulla carta) antologia. L’episodio di Wong è il più impegnativo, e sembra lungo il doppio: un giovane sarto rimane fedele a una cortigiana (Gong) durante tutta l’ascesa professionale di lei. Lo strizzacervelli Arkin e il suo paziente Downey sono i protagonisti della paradossale e deludente storia di Soderbergh. Il segmento di Antonioni, che descrive una relazione deteriorata, è la meno coerente ma la migliore da guardare: il maestro italiano dimostra di saper ancora girare con stile.