Questa è la vita

Il film è composto da quattro episodi, tratti da altrettante novelle di Luigi Pirandello:
La giara, Il ventaglino, La patente
e
Marsina stretta
. Il migliore è il terzo, con uno strepitoso Totò nella parte di un potente jettatore che chiede alle autorità una patente, un certificato ufficiale che gli permetta di guadagnare denaro con le sue straordinarie, ma terribili qualità.
(andrea tagliacozzo)

L’arte di arrangiarsi

Uno dei primi ritratti di orrendo italiano interpretati da Alberto Sordi. Se non fosse diretto da Zampa, che è sempre stato regista assai mediocre, sarebbe stato il precursore del filone più nero e feroce della commedia all’italiana. Rimane interessante, piuttosto, come unica occasione in cui Vitaliano Brancati (sceneggiatore e praticamente responsabile dei pregi del film) si cimenta con i mutamenti politici dell’Italia degli anni Cinquanta, proseguendo e riassumendo i precedenti
Anni difficili
e
Anni facili
. Poteva essere il più feroce dei tre, perché anziché assumere – come accadeva in quelli – la prospettiva della vittima (rispettivamente Umberto Spadaro e Nino Taranto), ruotava intorno a un personaggio opportunista e meschino. Invece si trasforma spesso in una sfilata di macchiette, anche se la cattiveria del progetto non sempre ne risulta smorzata.
(emiliano morreale)

Frenesia dell’estate

Per ingelosire la sua amante, titolare della casa di moda per cui lavora, Marcello (Amedeo Nazzari), indossatore di professione e sedicente aristocratico, si fa vedere in compagnia della più giovane Foschina. Attorno a Marcello, sullo sfondo delle assolate spiagge della Versilia, ruota un’innumerevole serie di personaggi. Una commedia all’italiana senza infamia e senza lode, diretta con grande mestiere da Luigi Zampa.
(andrea tagliacozzo)

Fra Diavolo

All’arrivo delle truppe napoleoniche nel regno di Napoli, il brigante-contadino Fra Diavolo viene arruolato dal ministro dei Borboni, il cardinale Ruffo, tra i sanfedisti per combattere contro i francesi. Buon esordio di Lugi Zampa alla regia con una vivace trasposizione cinematografica della commedia di Luigi Bonelli e Giuseppe Romualdi.
(andrea tagliacozzo)

Il vigile

Grazie a numerose insistenze e raccomandazioni, un disoccupato romano riesce a trovare un agognato posto nel corpo della municipale in qualità di vigile motociclista. Ma un trattamento di favore prima e l’eccessivo zelo poi finiscono per cacciare il neo assunto nei guai. Davvero strepitoso Alberto Sordi, in una delle sue prove più divertenti, ma anche la sceneggiatura, firmata da Rodolfo Sonego con Luigi Zampa e Ugo Guerra. Gran parte della riuscita del film si deve anche ai bravissimi attori di contorno, Vittorio De Sica, Marisa Merlini e Sylva Koscina (quest’ultima, molto spiritosamente, nel ruolo di se stessa).
(andrea tagliacozzo)

Campane a martello

Agostina, una cameriera costretta dagli eventi a diventare prostituta, manda i suoi risparmi al parroco del paese natio. Quando torna per riprendersi il denaro, la ragazza scopre che il nuovo sacerdote ha usato la somma per costruire un orfanotrofio. Un miscuglio non troppo riuscito di dramma e commedia. La Lollobrigida tornerà agli ordini di Luigi Zampa in
Cuori senza frontiere
, realizzato un anno più tardi.
(andrea tagliacozzo)

La ragazza del Palio

Commediola di stampo prettamente turistico. Un bella ragazza americana vince a un telequiz un viaggio premio in Italia. A Siena, la giovane conosce un galante principe che, credendola una miliardaria, comincia a farle la corte. La procace Diana Dors fu lanciata negli anni Cinquanta come la Marilyn Monroe inglese.
(andrea tagliacozzo)

Il medico della mutua

Un giovane e ambizioso medico seduce la moglie di un collega per ottenere la lunga lista di mutuati appartenente al quasi defunto marito della donna. Divertente (ma allo stesso tempo desolante, visto l’argomento) satira dell’ambiente ambulatoriale orchestrata con abilità dal regista Luigi Zampa e da un istrionico Alberto Sordi, perfettamente a suo agio nei panni dell’ambizioso ruffiano senza scrupoli. Un anno più tardi, l’attore romano tornerà ad indossare gli stessi panni in
Il prof. dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste, convenzionata con le mutue
.
(andrea tagliacozzo)

Anni ruggenti

Dopo
Anni difficili
e
Anni facili
, il regista Luigi Zampa torna a parlare del ventennio fascista, stavolta ispirandosi al racconto di Gogol
L’ispettore generale
. Un assicuratore si reca nel Meridione per ragioni di lavoro, ma a causa di una serie di equivoci viene creduto un gerarca in incognito. Quando sta per fidanzarsi con la figlia di uno degli uomini più importanti della cittadina, la verità viene a galla. Non troppo apprezzato dalla critica, il film andrebbe rivalutato, non fosse altro che per l’ottima prova di Nino Manfredi. Inferiore, comunque, ai film precedenti sopracitati.
(andrea tagliacozzo)

Ragazze d’oggi

Le tre giovani figlie di Peppino Barzellotti (Paolo Stoppa) sono alla ricerca di un buon partito: Anna (Marisa Allasio) è fidanzata con uno steward (Mike Bongiorno); Sofia convive con un uomo sposato in attesa di divorzio; Tilde s’innamora di un giovane che, solo in seguito, scopre essere un delinquente. Commedia di costume stiracchiata e poco originale. Gli interpreti, tranne il bravissimo Paolo Stoppa, sono poco più che mediocri. Curiosa la presenza di Mike Bongiorno in veste d’attore.
(andrea tagliacozzo)

Anni facili

Come aveva già fatto in
Anni difficili
, Zampa torna a criticare i malcostumi dell’Italia ispirandosi, ancora una volta, a un romanzo di Vitaliano Brancati. Trasferitosi a Roma assieme alla famiglia, un modesto professore, alle prese con problemi di bilancio, diventa rappresentante di una fabbrica di medicinali. Incaricato di ottenere l’autorizzazione per la vendita di certi prodotti, l’insegnante trova impreviste difficoltà negli uffici competenti.
(andrea tagliacozzo)