La finestra sul luna park

Alla notizia della morte della moglie, travolta da un camion, un meccanico specializzato che lavora da anni in Kenya, torna in Italia dove ritrova il piccolo Mario, suo figlio. L’uomo è diventato quasi un estraneo per il bambino e, dovendo ritornare in Africa, pensa di affidarlo a un collegio. Uno sguardo originale sul mondo dell’infanzia, da sempre un tema caro al regista che qui affronta con sensibilità ma senza eccessi melodrammatici la delicata vicenda. Sceneggiatura dello stesso Comenici con Suso Cecchi d’Amico e Luciano Martino.
(andrea tagliacozzo)

Marcellino, pane e vino

Rifacimento dell’omonimo film interpretato nel 1954 da Pablito Calvo. Nel 1600, un neonato, rimasto solo al mondo, viene allevato con amore da una comunità di frati. Un nobile, ricco ma senza scrupoli, essendo impossibilitato ad avere figli, vorrebbe fare del bambino il suo erede. Con la menzogna, riesce a ottenerne la custodia. Scivolone di Luigi Comencini, notoriamente abile nel dirigere i bambini: il film, tremendamente piatto nella messa in scena, risulta spesso noioso e poco coinvolgente. Un’operazione piuttosto inutile. (andrea tagliacozzo)

L’imperatore di Capri

Seconda regia di Luigi Comencini, dopo
Proibito rubare
, realizzato l’anno precedente. Totò veste i panni di un cameriere d’albergo che, a Capri, viene scambiato per un principe indiano. Sfuggito a un’opprimente atmosfera familiare, il nostro eroe diventa il personaggio più ammirato dell’isola. Il film non è nient’altro che un tenue canovaccio che fornisce a un Totò in grande forma l’ennesima occasione per sbizzarrirsi con le sue gag e i suoi giochi di parole. Il regista otterrà il suo primo grande successo nel ’53 con
Pane, amore e fantasia
. Molti gli aneddoti legati a questo film: il film fu girato in piena stagione turistica, ad agosto. La produzione pensava di usare come comparse, gratuitamente, i turisti. Ma i generici pretesero di essere gli unici a comparire nei film girati a Capri. A pagamento. Totò, in scena, a un certo punto doveva fronteggiare un pitone vero del vero principe indiano. Ma a causa del gran caldo, anche causato dai riflettori, morirono uno dopo l’altro due serpenti. A quel punto ne fu usato uno di plastica.
(andrea tagliacozzo)

Le sorprese dell’amore

Due coppie sono male assortite: Ferdinando, timido insegnante, è fidanzato con l’allegra ed esuberante Didì, mentre l’amico Battista, inguaribile dongiovanni, ha come compagna la gentile e romantica Marianna. Ma Didì ha la giusta soluzione al problema e propone a Marianna uno scambio di partner. Commedia leggera, abbastanza vivace, ma distante anni luce da
La finestra sul Luna Park,
ovvero il migliore dei film fino ad allora realizzati da Comencini.
(andrea tagliacozzo)

Tutti a casa

L’armistizio dell’8 settembre 1943 coglie di sorpresa il sottotenente Innocenzi che, sciolta la compagnia, cerca disperatamente di tornare a casa, nell’Agro Pontino, assieme a pochi altri soldati del suo reparto. Un’ottima interpretazione di Alberto Sordi, abilmente in bilico – così come il film – tra il tragico e il comico. Il momento storico è ricostruito con grande sensibilità da Comencini, in una delle sue prove registiche migliori. Straordinari anche gli interpreti di contorno, compresa una giovanissima Carla Gravina.
(andrea tagliacozzo)

Incompreso

Adattamento, attualizzato, dall’omonimo romanzo di Florence Montgomery. Il console britannico a Firenze, rimasto improvvisamente vedovo, si trova impreparato a risolvere i problemi dei due figli, Milo di quattro anni e Andrea di otto. A soffrirne è soprattutto il maggiore, che si chiude sempre più in se stesso. Comencini ha tratto il meglio da questo potenziale polpettone melodrammatico, riuscendo a commuovere e coinvolgere lo spettatore senza necessariamente ricorrere all’uso di scene madri.
(andrea tagliacozzo)

La bella di Roma

Nannina, giovane e bella popolana romana, è fidanzata a Mario, un pugile promettente ma squattrinato. Quando il giovane finisce in prigione per aver picchiato un vigile, Nannina trova lavoro presso il bar di un maturo vedovo, Oreste, che s’innamora di lei. Una divertente commedia che servì al momentaneo rilancio della Pampanini, all’epoca diva in precoce declino. Alberto Sordi, anche se relegato in un ruolo minore, ruba facilmente la scena al resto del cast.
(andrea tagliacozzo)

Italian secret service

In cambio di una grossa somma, un ex partigiano italiano viene scelto dai servizi segreti americani per eliminare a Roma una spia neonazista. Ma non avendone il coraggio, l’uomo passa l’incarico a un altro, che a sua volta si rivolge ad un terzo, e così via. Reduce dalle riprese del drammatico
Incompreso
, Luigi Comencini si cimenta con una commedia divertente e scanzonata, ricca di ritmo e gag, anche se non riesce a reggere l’intera durata sugli stessi livelli. Eccellente il cast, con Manfredi e Gastone Moschin in grande evidenza.
(andrea tagliacozzo)

Mio Dio come sono caduta in basso

La nobile siciliana Eugenia di Maqueda, allevata dalle suore e cresciuta lontano dal padre, che vive a Parigi, sposa il giovane Raimondo Corrao. Prima che il matrimonio tra i due possa essere consumato, dalla capitale francese giunge una lettera nella quale il padre comunica alla ragazza che il neo marito è in realtà suo fratello. Scritto e diretto dallo stesso Comencini, un film non del tutto riuscito, in gran parte costruito sull’avvenenza della Antonelli.
(andrea tagliacozzo)