Stuart Little 2

Stuart è un minuscolo topo parlante che è stato adottato dai Little, una famiglia di umani. È amatissimo dalla madre e dal padre e va d’accordo con il fratellino George, suo compagno di giochi. Nonostante questo, Stuart si sente solo e triste. A ravvivare le sue giornate arriva Margalo, una graziosa uccellina piovuta letteralmente dal cielo. Stuart ignora però che l’affascinante pennuta lavora al servizio di un perfido falco e ha il compito di rubare il prezioso anello della signora Little. Seguito del successo a sorpresa realizzato nel ’99 dallo stesso Rob Minkoff,
Stuart Little 2
riesce nell’impresa di non far rimpiangere il suo pur ottimo predecessore: merito degli autori che, come accadeva nell’episodio precedente, non perdono di vista la personalità e i sentimenti dei protagonisti – siano essi adulti, bambini, topi o uccelli – dando credibilità e, per certi versi, realismo a una vicenda che di realistico avrebbe davvero ben poco. Non viene infatti mai da chiedersi come sia possibile l’interazione tra umani e animali: accade e tanto basta. Il resto della riuscita del film si deve all’ottima cura della confezione, a una costante inventiva visiva e narrativa (non manca la suspense, nonostante nello spettacolare finale a darsi battaglia siano, in fondo, «soltanto» un topo e un falco) e all’ottimo uso degli effetti speciali digitali. Nell’edizione italiana la voce di Stuart Little è di Luca Laurenti (nella versione americana è di Michael J. Fox), quella di Margalo è di Paola Cortellesi (Melanie Griffith).
(andrea tagliacozzo)

Bodyguards-Guardie del corpo

Tre guardie del corpo devono badare a una showgirl, un altro al cane di Anna Falchi, il terzo a Luca Laurenti… Una breve premessa. Non si può giudicare un film o un filone in base agli incassi (vecchio discorso liquidato da una battuta di
Cuore
: «Mangiate merda. Cento miliardi di mosche non possono sbagliare»). Però, di fronte alla commedia becera, di cassetta, dei vari Vanzina, Oldoini, Neri Parenti, sarebbe anche scorretto rigettare tutto con sdegno, facendo finta che ogni Natale milioni di spettatori spediscano al cinema la loro controfigura deleteria e che qualsiasi cosa compaia in questi film sia necessariamente schifosa.

Questo per dire che sì,
Bodyguards
è un film di lazzi piuttosto meschini, di tipi che si compiacciono della propria idiozia e di spezzoni di calendari con belle figliole nude-look. Una formula collaudata, di per sé poco interessante. Tuttavia, stavolta, ci sono almeno 20 minuti di grande cinema che ci sentiremmo di consigliare a chiunque. Parliamo della parte di film in cui Boldi finisce per badare il cane di Anna Falchi dentro lo zoo in cui stanno scattando le foto per il prossimo calendario della ragazza. Con modestia ed efficacia, Boldi sottopone il suo personaggio alla parata animalesca con cui si sono cimentati prima o poi tutti i grandi del passato e del presente, dai Marx (
Animal Crackers
) a Jim Carrey, passando per il geniale belga Alfred Machin che, ai tempi del muto, fece della animal comedy un vero e proprio marchio di fabbrica.

Neri Parenti, tutt’altro che stupido, sa che quella è la parte buona del film, e attribuisce ai suoi personaggi nomi in tema (Leone, Pecora, Marmotta sono i cognomi dei tre carabinieri…), suggerendo una similitudine lusinghiera per i suoi attori. Il resto è tette, camei televisivi, battutacce dialettali. Ma se 20 minuti di cinema, coi tempi che corrono, vi sembran pochi…
(giacomo manzoli)