La mappa del mondo

Sigourney Weaver è una disorganizzata cronica che insegue affannata figli e impegni lavorativi e finisce regolarmente sopraffatta dagli eventi. Urla, ritardi, litigate: nulla di particolarmente grave, finché una sua disattenzione è fatale alla figlioletta di Julianne Moore, che annega nello stagno davanti a casa. La tragedia porta con sé depressione, conflitti familiari e infine il carcere, dove Sigourney viene rinchiusa in seguito a un’infondata accusa di molestie sessuali. Maldestro veicolo costruito su misura per l’attrice americana,
La mappa del mondo
prima che brutto è un film incomprensibile, visto che fallisce proprio l’obiettivo principale di accreditare Sigourney come attrice in grado di interpretare personaggi a tutto tondo. Quando la si vede a fronte aggrottata e occhi sbarrati davanti alla dolente Julianne Moore si capisce subito chi è la grande attrice. A nulla valgono l’impegno e la generosità con cui si getta nell’impresa, e anche se i fan scorgono quanto aspettavano dai tempi di
Mistery
, l’unico sussulto lo provano quando dalla salopette da massaia sbucano intatti i muscoli di Ripley: lascia perdere le cucine Sigourney, il tuo posto è sul Nostromo!
(luca mosso)

Fiori nell’attico

Deludente adattamento del best-seller di V.C. Andrews che smorza i toni incestuosi e sadomasochistici della storia di quattro ragazzini tenuti rinchiusi dalla malvagia nonna (Fletcher) nella casa di famiglia. Rimane comunque stranamente interessante; può contare su un valido cast.

L’esorcista II: L’eretico

Assurdo sequel al successo del 1973: gli effetti speciali sono l’unico pregio di questo fiasco in cui un prete (Burton) cerca di svelare il mistero di un demone che vive ancora dentro il corpo della Blair. Boorman ha tagliato 7 minuti di pellicola il giorno dopo la prima e ha anche apportato — inutilmente — alcune modifiche. Il restauro lo ha riportato a 117 minuti per la versione homevideo.

Blue Steel – Bersaglio mortale

L’agente di polizia Megan Turner sventa una rapina in un supermercato uccidendo un delinquente armato di pistola. L’arma viene raccolta da un cliente, l’agente di borsa Eugene Hunt, che riesce a dileguarsi senza farsi notare. L’uomo, psicologicamente disturbato, incide il nome della poliziotta su alcuni proiettili e, durante una passeggiata notturna, uccide la prima persona che gli capita a tiro. Un eccellente thriller, estremamente elegante e stilizzato nella messa in scena. I preziosismi stilistici della Bigelow riescono a mascherare le pecche della sceneggiatura, intrigante ma non perfetta. (andrea tagliacozzo)