Flippaut

Gli anni passati a lavorare al Fillmore East, tempio del rock, sono serviti ad Arkush per porre le basi di questa fantastica commedia, dal sapore fumettistico, che inscena la tormentosa organizzazione di un concerto di capodanno a New York. Le gag volano come proiettili, alternate a deliziose esibizioni musicali. Superbe le parodie di Mick Jagger (McDowell), Bob Dylan (Lou Reed) e Muddy Waters (Henderson), oltre alle molte altre brevi apparizioni di famose rockstar e caratteristi.

Palermo Shooting

Fotografo di grande successo conosciuto in tutto il mondo, Finn vive una vita brillante ma alquanto disordinata. Non dorme mai, il suo cellulare suona in continuazione e la musica che ascolta in cuffia è praticamente il suo unico e fedele compagno. E quando all’improvviso la sua vita va in pezzi, Finn decide di abbandonare tutto e di andare a Palermo dove comincerà una nuova ed elettrizzante vita e una nuova storia d’amore.

Blue in the Face

Pellicola confusionaria girata immediatamente dopo Smoke, contiene una serie di sketch (improvvisati da Wang e Auster insieme agli attori) ambientati dentro e nei dintorni del negozio di sigari gestito da Keitel. Alla disperata ricerca di una sceneggiatura degna di questo nome.

The Soul of a Man

La vita di tre grandi bluesman, Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir, esplorata dal cineasta tedesco Wim Wenders. Skip James, nato nel 1902 e morto nel 1969, pastore battista, abbandonò la carriera musicale dopo i primi anni di successi, fino a quando nel 1964 imbracciò nuovamente la chitarra. Un genio del sound di Betonia, città del Mississippi, che reinventò e sviluppò in maniera sorprendente. Blind Willie Johnson, cantante gospel texano, grande chitarrista slide, usava il blues per dare i suoi messaggi religiosi. Era cieco e suonava agli angoli delle strade, fino a quando la Columbia non gli fece incidere alcuni master. J.B. Lenoir, nato a Ponticello nel Mississippi nel 1929, morì nell’aprile del 1967 in un incidente d’auto, quando la sua carriera stava finalmente decollando. Cantava di guerre, del Vietnam, di problemi sociali, fondendo blues, jazz e boogie. Wim Wenders li racconta in maniera poetica e romanzata, ma soprattutto attraverso le loro canzoni, con l’audio originale, ma con immagini riprodotte, a parte un filmato quasi amatoriale che ha come protagonista J.B. Lenoir. Ma non solo. Wenders fa suonare i successi di questi piccoli grandi uomini ai mostri della musica attuale. E quindi un appassionato Lou Reed pizzica le corde della sua chitarra, come Nick Cave o Eagle Eye Cherry e John Mayall. Gioca sul montaggio, sugli sfumati, sul colore e su un bianco e nero virato seppia. È finto, ma non importa.
The Soul of a Man
fa parte del grande progetto voluto da Martin Scorsese per raccontare e celebrare il mondo del blues. Charles Burnett, Clint Eastwood, Mike Figgis, Marc Levin, Richard Pearce e lo stesso Scorsese ci guideranno
nell’anima,
perché «il blues è la radice, il resto sono i frutti».
(andrea amato)

Così lontano, così vicino!

Il cast perfetto di Wenders (se non il film perfetto di Wenders) riprende da dove aveva lasciato il più riuscito, Il cielo sopra Berlino. Stavolta è l’angelo Sander a divenire mortale, unendosi al vecchio amico celeste Ganz: il quale è ora sposato con l’acrobata di circo Dommartin, con cui sta crescendo una figlia e gestisce una pizzeria nella Germania riunificata. Il film procede in maniera più leggera del precedente, ma anche più superficiale; nelle parti iniziale e finale è sempre una prova ai limiti, pur essendo stato ridotto da 164 minuti.

Berlin

Quando Berlin di Lou Reed uscì nel 1973 fu un fiasco commerciale. Da quell’anno, per trentatre anni, il musicista non porpose mai dal vivo quel disco: nel 2006 decise invece di farsi riprendere dal regista Julian Schnabel al St. Ann’s Warehouse di Brooklyn. Attraverso questo materiale, le immagini dell’amata Caroline (interpretata da Emmanuelle Seigner) e la voce di Lou Reed, il regista ci trascina in un viaggio estetico tra musica ed emozioni.