The Soul of a Man

La vita di tre grandi bluesman, Skip James, Blind Willie Johnson e J.B. Lenoir, esplorata dal cineasta tedesco Wim Wenders. Skip James, nato nel 1902 e morto nel 1969, pastore battista, abbandonò la carriera musicale dopo i primi anni di successi, fino a quando nel 1964 imbracciò nuovamente la chitarra. Un genio del sound di Betonia, città del Mississippi, che reinventò e sviluppò in maniera sorprendente. Blind Willie Johnson, cantante gospel texano, grande chitarrista slide, usava il blues per dare i suoi messaggi religiosi. Era cieco e suonava agli angoli delle strade, fino a quando la Columbia non gli fece incidere alcuni master. J.B. Lenoir, nato a Ponticello nel Mississippi nel 1929, morì nell’aprile del 1967 in un incidente d’auto, quando la sua carriera stava finalmente decollando. Cantava di guerre, del Vietnam, di problemi sociali, fondendo blues, jazz e boogie. Wim Wenders li racconta in maniera poetica e romanzata, ma soprattutto attraverso le loro canzoni, con l’audio originale, ma con immagini riprodotte, a parte un filmato quasi amatoriale che ha come protagonista J.B. Lenoir. Ma non solo. Wenders fa suonare i successi di questi piccoli grandi uomini ai mostri della musica attuale. E quindi un appassionato Lou Reed pizzica le corde della sua chitarra, come Nick Cave o Eagle Eye Cherry e John Mayall. Gioca sul montaggio, sugli sfumati, sul colore e su un bianco e nero virato seppia. È finto, ma non importa.
The Soul of a Man
fa parte del grande progetto voluto da Martin Scorsese per raccontare e celebrare il mondo del blues. Charles Burnett, Clint Eastwood, Mike Figgis, Marc Levin, Richard Pearce e lo stesso Scorsese ci guideranno
nell’anima,
perché «il blues è la radice, il resto sono i frutti».
(andrea amato)