Freddy Vs. Jason

Freddy Krueger è finito all’inferno, letteralmente. Sono trascorsi dieci anni da quando l’assassino degli incubi uccideva i ragazzi di Elm Street ma ora nessuno si ricorda più di lui, annullando di fatto ogni suo potere sulla realtà. Decide allora di riportare in vita Jason Voorhees, il serial killer di Crystal Lake, per seminare nuovamente il terrore. Un gruppo di ragazzi, dopo aver assistito all’efferato delitto di due amici ad opera dello stesso Jason, comincia a fare strani e inquietanti sogni. A poco a poco il passato riemerge, nonostante gli adulti della cittadina, memori del passato, abbiano somministrato alle potenziali vittime un farmaco inibitore dell’attività cerebrale. Lori, Will, Kia e l’imbranato Linderman ingaggiano una lotta all’ultimo respiro con Freddy e Jason. L’unica possibilità di sopravvivenza è quella di far scontrare i due assassini in un duello all’ultimo sangue. Chi dei due vincerà?
Freddy Krueger contro Jason Voorhees. Nightmare contro Venerdì 13. Diretto da Ronny Yu, Freddy vs Jason è l’occasione che gli amanti del genere aspettavano. I personaggi culto di due amatissime saghe horror compaiono finalmente nella stessa pellicola. Freddy risveglia Jason e insieme compiono i più efferati delitti, sino a quando subentra uno stravagante conflitto di interessi. Jason uccide troppo e Krueger si vede letteralmente portare via le vittime prescelte. L’effetto, a tratti comico, non è proprio quello di terrorizzare lo spettatore. Siamo molto vicini all’ironia e al sarcasmo tipici del maestro Wes Craven, che a scene ricche di suspance alterna sequenze splatter fino all’inverosimile. Il sangue abbonda, le battute al vetriolo di Freddy non mancano e il timido e impacciato Jason, nascosto dietro la leggendaria maschera da hockey, sembra un ingenuo e goffo fantasma. Paura sì ma anche tanto divertimento. Robert Englund, alla sua settima volta nei panni di Freddy Krueger offre come sempre una buona interpretazione, Monica Keena invece è la giovane e coraggiosa Lori, affiancata da un buon cast in cui spicca Kelly Rowland, direttamente dal trio musicale delle Destiny’s Child. Nulla a che vedere, comunque, con gli originali degli anni Ottanta: con Freddy vs Jason si torna adolescenti ma ci si spaventa davvero poco. (emilia de bartolomeis)

Quel nano infame

Una giovane coppia desidera molto avere dei figli. Un giorno trovano di fronte alla porta di casa un bambino abbandonato e lo prendono con loro. Ma il nuovo arrivato non è proprio un pargoletto: in realtà è un nano con la faccia da bambino che sta cercando rifugio.

Scary Movie

Potrebbe sembrare un paradosso, eppure non era facile fare un film come Scary Movie . Il tentativo di costruire novanta minuti intorno a elementi già dati – ovvero attingere a piene mani da stereotipi e immagini del cinema dell’orrore di questi anni, parodiandoli e buttandoli sul ridere – rischiava di afflosciarsi dopo cinque minuti, perché è assai difficile infilare una dopo l’altra scenette-copia a significante rovesciato che possano avere pure un senso d’insieme. Insomma, c’era la possibilità di cuocere soltanto uno spiedino di sketch da una manciata di pellicole ( Scream, Matrix, I soliti sospetti, Il sesto senso ) con poco o alcun collante tra gli stessi: la noia e l’inutilità sarebbero state sovrane. Invece il regista e i fratelli co-sceneggiatori dimostrano acume: girano un film che è sì un susseguirsi di momenti conosciuti (la base è la storia di Scream – con una ragazzina e i suoi amici terrorizzati dal killer mascherato – interpolata da elementi provenienti da altre fonti), ma fortunatamente funziona anche come oggetto complessivo. Oggetto che, soprattutto, non è tanto una parodia quanto un film di genere a senso compiuto, che utilizza meccanismi derivativi armonizzandoli in maniera da farli coagulare. Non è poco. E poi Scary Movie è finalmente quella pellicola sozzona, (h)ardita e sanamente triviale – e di marcato segno omoerotico – che decine di orrori passati sullo schermo negli ultimi tempi (da American Pie ad American School ) aspiravano a essere. Numerose le sequenze da sganasciarsi: il glory hole nella toilette del cinema, l’amplesso con eruzione finale, la lotta a mo’ di Matrix con una specie di polka inclusa. Sarebbe da vedere rigorosamente in lingua originale. Da noi è passato miracolosamente col divieto ai 14 anni: quindi, si spera, totalmente uncut. (pier maria bocchi)

White Chicks

Due uomini, agenti dell’Fbi sotto copertura, si travestono da gemelle svampite per stanare un criminale. Loro sono neri ma le due sorelle sono bianche, e questa è la trovata principale. Logica a parte (e certamente lo è), questa commedia dai toni un po’ caricati è solo un debole pretesto per i fratelli Wayans per prodursi in una serie di sboccate, stupide e ripetitive prese in giro di bianchi stereotipati. La versione non censurata dura 115 minuti.