Magic Numbers

Russ Richards (John Travolta), piccola celebrità della televisione locale di Harrisburg in Pennsylvania (legge le previsioni del tempo), ha problemi finanziari per colpa della sua seconda attività: vende motoslitte e quello del 1988 è l’inverno più caldo della storia. Ormai sull’orlo della bancarotta decide di affidarsi a un amico discutibile, che gli propone di truccare le estrazioni del lotto. Per fare questo si deve servire della valletta televisiva, ambiziosa e cinica (Lisa Kudrow). Si innescano una serie di complicazioni che portano la storia fino al surreale, ma alla fine… Dalla stessa regista di C’è post@ per te , Nora Ephron, si poteva correre il rischio di assistere a un altro film assurdo, melenso e noioso. Non che Magic Numbers sia granché, ma almeno non caria i denti come il precedente. Un Travolta forse sfruttato male, ma sempre grandissimo. Due o tre volte si ride molto, per il resto prevedibile e banale. (andrea amato)

Dr. Dolittle 2

Il Dr. Dolittle, diventato famoso per la sua capacità di parlare con ogni specie animale, riceve da Don Castoro (un vero castoro…) l’incarico di trovare il modo di salvare la foresta dalle brame di Joseph Potter, un bieco costruttore edile che vorrebbe interamente disboscarla. L’unico modo di riuscire nell’impresa è di far accoppiare Ava, un’orsa del Pacifico Occidentale considerata specie protetta e in via d’estinzione, con un orso di città, Archie, che avrebbe poche probabilità di sopravvivere in quello che ormai non è più da tempo il suo habitat naturale. Per fortuna c’è il Dr. Dolittle a fargli da maestro. Seguito dell’hit del ’98,
Dr. Dolittle 2
, al pari del predecessore, è una gradevole commedia surreale che scorre via senza troppi intoppi e problemi, a dispetto della prevedibilità della trama – esile e pretestuosa – e dall’ovvio assunto ecologico. A renderla piacevole c’è un Eddie Murphy in buona forma (e curiosamente a suo agio nei panni dell’attempato padre di famiglia) e una numerosa serie di gag piuttosto divertenti (alcune di gusto innocentemente trash, come è tradizione del comico americano). Peccato che la versione italiana sia rovinata (o quantomeno alterata) da un doppiaggio assurdo che fa parlare gli animali con i vari dialetti nostrani (romanesco, milanese, siciliano, ecc.), a prescindere dall’indubbia qualità dei doppiatori impiegati (Pino Insegno, Leo Gullotta e Luciana Littizzetto).
(andrea tagliacozzo)

Marci X

Brutta satira con una principessina ebreo-americana scialba e attempata (Kudrow) obbligata dalle circostanze a entrare nel mondo dei quartieri alti di un cattivo ragazzo, star del rap (Wayans). Non si ride neanche per un istante, per non menzionare gli stereotipi impressionantemente volgari. Scritto da Paul Rudnick. Finito di realizzare nel 2001.