Da che pianeta vieni?

È un oggetto curioso questo film di Mike Nichols, sicuramente penalizzato dalla traduzione italiana – che ne attenua alcune peculiarità e i riferimenti alla cultura americana – e da una regia non propriamente scattante. Le premesse, comunque, sono esilaranti: un alieno, proveniente da un lontano pianeta popolato da soli maschi (per giunta privi di organi di riproduzione), è incaricato di scendere sulla Terra per mettere incinta una donna e far nascere un bambino, primo passo dell’imminente colonizzazione dell’intero emisfero. Debitamente addestrato a sedurre le terrestri e provvisto di un pene posticcio (e assai rumoroso!), il nostro eroe scoprirà che il passaggio dalla teoria alla pratica è tutt’altro che semplice, specialmente quando si ha a che fare con esseri del tutto imprevedibili come le donne.

Il soggetto è ovviamente un pretesto per ironizzare sulla battaglia dei sessi e sul rapporto di coppia, con esiti talvolta molto divertenti. Ma i dialoghi e le situazioni, quasi sempre buffi e intelligenti, non sempre sono ben serviti dalla regia di Nichols, priva del ritmo necessario e della verve che riuscirebbe a farle funzionare a dovere. Il regista – che di certo non è un principiante, né un autore che difetta di talento – sembra invece trovarsi più a suo agio con gli elementi sentimentali che emergono nella seconda parte del racconto, la migliore del film. Ed è forse per questo che a mettersi in luce è soprattutto la splendida Annette Bening – nei panni di un personaggio che sembra fare il paio con quello interpretato dall’attrice in
Mars Attacks!
di Tim Burton – piuttosto che il protagonista e co-sceneggiatore Garry Shandling, un divo televisivo negli Usa, da noi un perfetto sconosciuto. Tra gli altri interpreti, divertente John Goodman, dignitoso Greg Kinnear, sprecata Linda Fiorentino.
(andrea tagliacozzo)

Fuori orario

L’impiegato Paul Hackett decide di accettare l’invito di una ragazza, conosciuta casualmente in un bar, e si reca di sera a Soho, uno dei quartieri più malfamati di New York. È l’inizio di una nottata senza fine durante la quale il giovane, scambiato per un ladro, finisce braccato dall’intero circondario. A metà tra la commedia e il thriller urbano, un incubo ad occhi aperti che avvolge con stile beffardo lo spettatore in un’atmosfera straniata e inquietante. Scorsese, in vena di grandi virtuosismi tecnici (che di lì in poi diventeranno il suo marchio di fabbrica), vinse un meritatissimo premio per la miglior regia al Festival di Cannes 1986.
(andrea tagliacozzo)

Crazy for you – Pazzo per te

Disordinato e prolisso intreccio, complesso fin dall’inizio e con troppi elementi già visti: Modine è un lottatore liceale un po’ filosofo, la Fiorentino è una donna matura e tenace che lo provoca. Basato su un racconto di Terry Davis. Madonna fa una breve apparizione cantando Crazy for You.