Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica

Un operaio metalmeccanico cassaintegrato, simpatizzante di Rifondazione comunista (Solenghi) e una fanatica leghista (Pivetti) si accapigliano e si scontrano ma finiscono per piacersi: sullo sfondo l’Italia delle elezioni dell’aprile 1994. Se Solenghi e la Pivetti non convincono e non riescono neppure lontanamente a ricreare la coppia storica wertmulleriana Giannini-Melato, Gnocchi dà buona prova di sé. Deludente.

Non stuzzicate la zanzara

L’irrequieta Rita scappa dal collegio assieme a Paolo, un giovane professore che insegna nello stesso istituto, per partecipare a una competizione canora. Ma il padre della ragazza è decisamente contrario. Sequel di Rita la zanzara, altrettanto sciocco e mediocre. Nel ’72, dopo un intervallo di cinque anni, la Wertmüller tornò dietro la macchina da presa per dirigere Giannini nel suo primo, grande successo: Mimì metallurgico. (andrea tagliacozzo)

Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova, si sospettano moventi politici

Durante i primi anni del fascismo, un avvocato (Mastroianni) e un bandito (Giannini) si innamorano di una vedova siciliana (Loren): lei ricambia l’affetto di entrambi. Il film è chiassoso e pretenzioso, ma manca completamente il bersaglio.

Rita la zanzara

In un collegio femminile, la vivace Rita è segretamente innamorata di Paolo, il giovane e timido insegnante di musica. Introdottasi di nascosto nella camera del professore, la ragazza scopre che questi compone canzoni beat. Terzo film di Lina Wertmüller che dirige dietro lo pseudonimo inglese di George Brown questa commediola costruita su misura per il personaggio di Rita Pavone. (andrea tagliacozzo)

Io speriamo che me la cavo

Un insegnante delle elementari quarantenne di buona famiglia viene trasferito per errore in una scuola allo sfascio in una fatiscente cittadina vicino a Napoli. Naturalmente alla fine della storia sia il professore che gli allievi impareranno molto l’uno dagli altri. Il tentativo della Wertmüller di criticare il sistema educativo italiano, in La scuola della violenza versione italiana, rimane un esercizio laborioso.

Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada

Un alto funzionario del governo si trova accidentalemte chiuso a chiave nella sua limousine blindata e il suo dilemma è visto come se se si trattasse di una crisi internazionale. Satira forte, sovreccitata, ha un paio di momenti di risate: ma o vi farà addormentare o vi farà venire il mal di testa. Titolo completo: Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada.

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

Un trasandato marinaio fa naufragio su un’isola con la sua padrona, una donna ricca ed egoista. Isolato dalla società, lui ribalterà i ruoli, spogliando lei del suo orgoglio e della sua vanità e controllandola completamente. Questo affascinante e provocatorio film adulto fece conoscere la Wertmüller (anche sceneggiatrice) in America. Rifatto nel 2002 (Travolti dal destino).

Mimì metallurgico ferito nell’onore

Primo grande successo internazionale di Lina Wertmuller (che Giancarlo Giannini aveva già in parte raggiunto nel 1970 con Dramma della gelosia di Ettore Scola). Il siciliano Carmelo Mardocheo, detto Mimì, perde il lavoro a causa delle sue idee politiche di sinistra. Tramite l’aiuto della mafia, riesce a trovare un posto in una fabbrica torinese. Giannini, straordinario interprete, vinse sia il nastro d’argento che il David di Donatello (quest’ultimo ex-aequo con Alberto Sordi, premiato per Detenuto in attesa di giudizio). Lo stile della Wertmuller, eccessivo e grottesco, oggi risulta quanto mai datato. (andrea tagliacozzo)

Pasqualino Settebellezze

Il capolavoro dell’autrice e regista Wertmuller segue un modesto Casanova attraverso gli orrori della seconda guerra mondiale, dalle battaglie alla prigionia in un campo di concentramento, dove imparerà a sopravvivere — a qualunque costo. Giannini è superbo in questo straziante, indimenticabile film: ben 4 le nomination agli Oscar (Miglior Regia, Miglior Film Straniero, Miglior Sceneggiatura Originale e Miglior Attore Protagonista).

La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia

La prima opera in inglese della Wertmüller (girata a Roma e San Francisco) è un insoddisfacente fantasy-drama sulla relazione tra il giornalista Giannini e la moglie femminista Bergen, che è piuttosto brava.

Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico

La presenza della Melato, in un racconto di un sensuale gioco del gatto col topo, potrebbe far pensare a un altro Travolti da un insolito destino, ma qui siamo lontani anni luce: una commedia implacabilmente pesante su una ricca e sexy capitalista italiana che rapisce un famoso terrorista e cerca di ripagarlo con la sua stessa moneta… finché non si sente attratta da lui. Una “notte” che sembra non finire mai!

Sabato, domenica e lunedì

Pozzuoli 1934: una coppia sposata da trent’anni (Loren e De Filippo) vive apparentemente felice e senza screzi. Quando però il marito umilierà la moglie, superba cuoca, con un tradimento gastronomico, quest’ultima gliela farà pagare suscitando in lui la gelosia per un professore (De Crescenzo) che frequenta la loro casa. Bravissima la Loren.

I basilischi

Opera prima della Wertmüller ambientata in una cittadina del sud con protagonisti dei ‘vitelloni’ locali che trascorrono le proprie giornate nell’inerzia e nella noia. La regista prende di mira questi giovani che, pur lamentandosi della mentalità ristretta dei compaesani, nulla fanno per cambiare le cose.

Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti

Complesso resoconto — con traffico di stupefacenti, omicidi e gambizzazioni — delle peripezie dell’ex prostituta Molina. Impegnato il ritratto dei ragazzini usati e abusati per spacciare droga. Nel complesso è migliore delle opere successive della regista, ma rimane diverse miglia al di sotto delle perle degli anni Settanta.

Film d’amore e d’anarchia ovvero: stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…

Il bifolco italiano Giannini cerca di assassinare Mussolini nel 1932, e si innamora di una prostituta di un bordello usato come base per l’operazione. Dramma diseguale ma con un suo stile che aiutò la Wertmüller a costruirsi una reputazione negli Stati Uniti.

Sotto… sotto… strapazzato da anomala passione

Una vicenda ovvia, ma non divertente: la Lario si scopre attratta dalla sua migliore amica de Santis; il marito (Montesano), un sessista con un ego molto fragile, va comicamente fuori di testa. Incidentalmente, l’attore Wertmüller è il nipote della regista.