Haunting – Presenze

Un parapsicologo (Neeson) attira con l’inganno tre persone in una magione maledetta. Un thriller noiosissimo, che dispone di tutti gli effetti speciali possibili ma difetta totalmente di coerenza, logica e brivido. La performance della Taylor, nei panni di una solitaria che sente un’affinità con la casa, è l’unico elemento accettabile di questo bidone, che ha pochissimo in comune con il vecchio Gli invasati del 1963 o con il romanzo di Shirley Jackson cui dovrebbe ispirarsi. Panavision.

Mystic Pizza

Gradevole ritratto di provincia con una Julia Roberts al suo primo ruolo importante. In una cittadina del Connecticut, le sorelle Kat e Daisy, alle prese con problemi sentimentali, lavorano in una pizzeria assieme all’amica Kat. Quest’ultima fa anche da baby-sitter alla figlia di un giovane architetto, Tim, del quale finisce per innamorarsi.
(andea tagliacozzo)

Alta fedeltà

Rob Gordon (John Cusack) è il proprietario del Championship Vinyl, negozio di dischi vecchio stile della periferia di Chicago, frequentato da pochi maniaci collezionisti di pop music. Anche Rob e i suoi due dipendenti (Todd Louiso e Jack Black) sono maniaci collezionisti. E talmente snob da insultare chi ha la sventura di entrare a chiedere un qualsiasi cd da classifica per il compleanno della figlia. Ma non sono le classifiche a irritare il terzetto, perché è l’estemporanea compilazione di top five su qualsiasi argomento il succo delle loro infinite e strampalate conversazioni. E allora, quando Laura (Iben Hjejle) pianta Rob, a quest’ultimo non resta che compilare la «top five delle migliori canzoni per dire alle persone che ti hanno scaricato che, anche se ti hanno spezzato il cuore, non riesci a dimenticarle» e progettare di rincontrare i cinque peggiori fallimenti della propria vita sentimentale. La ricognizione non fa che confermare i presupposti di partenza non producendo alcuna maturazione, anche se porta inaspettatamente alla temporanea riconciliazione con Laura. Tratto da un fortunato romanzo di Nick Hornby (edito in Italia da Guanda), il film ambisce allo spaccato generazionale, radiografando i maschi trentenni e la loro patetica ambizione di tenere sotto controllo l’ansia dell’imprevisto attraverso deliranti mappe del proprio mondo (dischi, telefilm, squadre di calcio – o di baseball – modelli di auto, etichette di birra o ragazze). Per risultare davvero efficace, però, il film avrebbe bisogno di una dose di impietosa precisione in più. Ma attribuire una caratterizzazione sgradevole al protagonista probabilmente non rientrava nelle intenzioni di Cusack, qui anche produttore. Le battute migliori sono tutte nel romanzo, e anche la regia di Stephen Frears non riesce a dare un senso compiuto al partito preso di far recitare sguardo in macchina tutti i monologhi di Gordon. La colonna sonora segue il criterio del famigerato
drop the needle
: niente di straordinario nel rapporto con le immagini, ma il cd è da consigliare per i lunghi viaggi in macchina.
(luca mosso)

Non per soldi… ma per amore

La giovane Diane (Skye), destinata dal padre a un roseo e ricco avvenire, s’innamora di Lloyd (Cusack), un ragazzo di modeste condizioni e poche pretese. La gioia della ragazza, che ha vinto una borsa di studio, si stempera quando scopre che il padre è nei guai con la legge. Il film, che segue certi canoni della commedia giovanilistica, è meno banale di quanto non possa sembrare al primo sguardo. Si tratta in effetti di una pellicola fresca e briosa, interpretata in modo eccellente dai due protagonisti, future colonne del cinema americano indipendente. Il regista Cameron Crowe in seguito si metterà in luce con Jerry Maguire e Quasi famosi (per il quale ha vinto l’Oscar come migliore sceneggiatura originale). La sorella di Lloyd è interpretata dalla vera sorella del protagonista, Joan Cusack. (andrea tagliacozzo)