Scandali al mare

Intorno alla figura del portiere di un grande albergo, sullo sfondo di una ridente località balneare, si snodano le storie di un playboy, di un contabile disonesto, di una nobildonna, di un ricco salumaio, di una coppia di americani e di una cameriera. Marino Girolami riprende gli stessi temi del suo
Ferragosto in bikini
, girato l’anno precedente, con gli stessi risultati: mediocre ma passabilmente divertente per merito degli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Genitori in blue jeans

Le vicende di Peppino, il titolare di una rinomata sartoria romana, che, recatosi a Parigi con un amico, dopo essersi dato alla pazza gioia e aver tentato facili conquiste, s’innamora di una bella inglese. Commediola che si regge unicamente sulla verve degli interpreti. Il regista Mastrocinque aveva già diretto Peppino De Filippo in altre tre pellicole dove l’attore napoletano faceva coppia con Totò.
(andrea tagliacozzo)

Totò contro il pirata nero

Un ladro finisce del tutto casualmente su una nave pirata. Grazie alla sua incredibile fortuna, l’uomo riesce a salvarsi dal capestro. Nel frattempo il pirata è però geloso di José, il ladro, e gli affida una missione a rischio. Va al ballo del governatore per preparare il prossimo colpo dei pirati. Lo salverà la figlia del governatore, Isabella, che non vuole sposare l’uomo destinatole dal padre… E alla fine José farà arrestare il pirata nero. Un film raffazzonato tenuto in piedi dall’estro di Totò. Il regista Fernardo Cerchio aveva già diretto il principe della risata in altri due film in costume:
Totò contro Maciste
del ’61 e
Totò e Cleopatra
del ’63.
(andrea tagliacozzo)

Chi si ferma è perduto

Due colleghi e vecchi amici, Antonio Guardalavecchia e Peppino Colabona, non riescono a far carriera a causa del capo ufficio Santoro che ostacola la loro promozione. Quando quest’ultimo muore, i due si danno un gran da fare, l’uno a scapito dell’altro, per entrare nelle grazie del successore. Il film, scritto e diretto con poca fantasia, si regge come al solito sulla grande verve e le improvvisazioni dei due bravissimi comici napoletani.
(andrea tagliacozzo)

Sua eccellenza si fermò a mangiare

Ai tempi del fascismo, un ladruncolo (Totò), che si spaccia per il medico del duce, aiuta un giovanotto (Ugo Tognazzi) a togliersi d’impaccio con la moglie (Virnisi Lisi). Poi decide di sfruttare la situazione e si fa invitare a un banchetto organizzato in onore di un ministro (Raimondo Vianello), con l’intenzione di appropriarsi di un prezioso servizio di posate. Una pochade poco originale ma movimentata. Cast di tutto rispetto, anche se ad imporsi una spanna sopra agli altri è il solito Totò.
(andrea tagliacozzo)

Totò e Cleopatra

Costituito il triumvirato dopo l’assassinio di Cesare, Marco Antonio parte per l’Egitto e s’innamora di Cleopatra, alla quale fa dono di numerose provincie romane. Richiamato a Roma da Ottaviano, il condottiero viene rapito dalla moglie che invia in Egitto un suo sosia, Totonno. Ma Totonno maltratta Cleopatra che lo condanna a morte… Equivoci a non finire con un Totò un po’ invecchiato, ma sempre divertente.
(andrea tagliacozzo)