Lara Croft: Tomb Raider

Va bene per gli appassionati di videogiochi. Per chi va matto per gli effetti speciali, il ritmo forsennato, le storie inverosimili… E per chi apprezza la bellezza di Angelina Jolie. Il film, ispirato al popolarissimo videogioco, è un kolossal americano degli effetti speciali. Lara Croft è la figlia di un archeologo che le ha lasciato la chiave per decifrare il mistero del tempo. Quando i pianeti sono allineati, quando ci sarà un’eclissi, allora due pezzi di una pietra incisa (naturalmente uno in un continente, l’altro dalla parte opposta del globo) dovranno essere riuniti per diventare padroni dello spazio e del tempo. Inutile dire che lady Croft, bravissima, intelligentissima, agilissima (si rilassa prima di andare a dormire facendo acrobazie da circo librandosi su liane di cuoio a decine di metri da terra…), scaltrissima, troverà i pezzi mancanti, li ricongiungerà al momento giusto e nel posto giusto, eliminerà i cattivi e vincerà… Se la vede con mostri di acciaio comandati per ucciderla (e li stronca lei), con interi battaglioni di omaccioni armati fino ai denti (li stermina), con statue di pietra di budda giganti che si animano e con le loro sei braccia cercano di colpirla (sbriciolerà anche le statue)… Restando, per carità, senza un graffio, con le sue canottiere aderentissime come fossero appena stirate, con la lunga treccia in ordine… Aggiungete, una società segreta (gli Illuminati), un babbo morto che riappare alla figlia…

Girato in tre continenti (si passa in un amen dalla Gran Bretagna, all’Islanda, a Venezia, alla Cambogia), costato uno sproposito, avrà tra poco un seguito per il quale Angelina Jolie è già stata scritturata. Nel film la figura del padre di Lara Croft, lord Croft è John Voight, padre dell’attrice anche nella realtà.