Sette volte donna

Opera decisamente minore di Vittorio De Sica che firma sette episodi intitolati ad altrettante figure femminili (Paulette, Maria Teresa, Linda, Simona, Eve, Marie e Jeanne) interpretati dall’istrionica Shirley MacLaine. Quest’ultima si dà un gran da fare, ma non riesce a risollevare le sorti del film, minato all’origine dall’insipienza del soggetto e della sceneggiatura, scritti da Cesare Zavattini. (andrea tagliacozzo)

La calda amante

Un tranquillo scrittore con famiglia si innamora di una bellissima hostess che, pur corrispondendolo, si rifiuta di vivere con lui. Quando però l’uomo decide di tornare dalla moglie, lei lo uccide. Probabilmente non uno dei Truffaut migliori, ma comunque un film molto amato, specialmente dopo che il regista è diventato una sorta di santino cinéphile. Girato immediatamente dopo
Jules e Jim
,
La peau douce
(come nel titolo francese, molto più bello ed evocativo) ne è una sorta di pendant lugubre e noir, pieno di spirito antiborghese prima ancora che di amour fou (come sarà invece ne
La signora della porta accanto
, che quindici anni più tardi ritornerà sugli stessi temi). Narrativamente lontano dal classicismo successivo, un’opera per certi versi di passaggio, realizzata da un autore poco più che trentenne, sospeso tra amore e odio nei confronti della borghesia e del «cinema di papà». L’amante è la bellissima Françoise Dorléac, sorella della Deneuve, scomparsa tragicamente qualche anno dopo.
(emiliano morreale)