Come le foglie al vento

La giovane Lucy è contesa dagli amici Kyle, figlio di un industriale, e Mitch. La ragazza si decide per il primo, ma questi, dopo il matrimonio, apprende di non poter avere figli. Quando Lucy invece rimane incinta, Kyle accusa la moglie d’averlo tradito. Uno dei classici della filmografia di Douglas Sirk, maestro del melodramma hollywoodiano, leggermente inferiori a capolavori come
La magnifica ossessione
(sempre interpretato da Rock Hudson) e
Lo specchio della vita
. Splendida la fotografia di Russell Metty. Dorothy Malone vinse l’Oscar 1956 come miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Acque del Sud

Dal romanzo
Avere non avere
di Ernest Hemingway. Nel 1940, nella Martinica, alcuni eroi della Resistenza francese si valgono dei preziosi servigi di un marinaio americano, proprietario di una imbarcazione a motore. L’uomo si ritrova a traghettare una coppia di patrioti, marito e moglie, incaricata di organizzare l’evasione di un loro compagno. La trama del film rammenta da vicino quella di Casablanca, con il quale regge degnamente il confronto, anche se l’approccio di Howard Hawks, alle prese con molti dei suoi temi ricorrenti (tra i quali l’amicizia virile), è decisamente più personale. La giovanissima Bacall, qui al suo debutto, nel 1945 diventerà la signora Bogart.
(andrea tagliacozzo)

Dogville

In fuga da una banda di gangster che le sta dando la caccia, Grace trova rifugio nella minuscola Dogville, sulle Montagne Rocciose. Accolta non senza titubanze dagli abitanti del villaggio, accetta di lavorare in cambio della loro ospitalità. Ma quando la polizia arriva a Dogville per cercare la donna, la popolazione diventa sempre più esigente, imponendole giornate di lavoro durissime e atroci umiliazioni.

Diviso in nove capitoli e un prologo, una scelta ispirata da
Barry Lindon,
il film preferito di Von Trier,
Dogville
è la prima parte di una trilogia che proseguirà con
Manderlay,
nel quale Grace sarà in Alabama, e un terzo film intitolato
Washington,
due pellicole che difficilmente verranno interpretate dalla Kidman, sia per i numerosi impegni della diva (mai così poco diva come in questo film) che soprattutto per i frequenti scontri che l’hanno opposta al regista danese durante la lavorazione del film.
«Un film – ha detto lo stesso Von Trier – fatto più di domande che di risposte». Un film sul desiderio di vendetta e sul potere, che secondo Von Trier può logorare anche chi ce l’ha, rendendolo più insicuro e più cattivo. Riducendo la scenografia a un palcoscenico teatrale in cui le case sono sostituite dal loro profilo disegnato per terra e gli unici oggetti presenti sono quelli funzionali alla narrazione, l’autore di
Dancer In The Dark
obbliga lo spettatore a concentrarsi sui volti dei protagonisti, osservatore privilegiato di un microcosmo che potrebbe rappresentare qualsiasi sistema sociale, con le sue logiche di potere, i suoi rapporti privilegiati e le sue mutevoli gerarchie. Basta poco a corrompere una società ed è molto difficile, poi, risanarla. Anche perché chi ha subito un torto difficilmente è in grado di perdonare. Questa sembra essere la morale di un film ispirato a Von Trier da
Jenny dei pirati,
una delle canzoni de
L’opera da tre soldi
di Brecht, storia di una serva che assiste senza dolersi alla distruzione della città in cui lavora. La versione italiana della pellicola è stata ridotta a due ore e un quarto rispetto alle quasi tre dell’originale.
(maurizio zoja)

Chimere

Rick, orfano fin dalla più tenera età, cresce con la passione della musica jazz e diventa un ottimo suonatore di cornetta. Orgoglioso e sicuro di sé, il musicista trova difficoltà nel far accettare il suo modo di suonare e i suoi arrangiamenti tanto innovativi. Il film, ben diretto da Michael Curtiz, è ispirato alla travagliata vita di Bix Beiderbecke, interpretato da un intenso Kirk Douglas. La stessa vicenda ispirerà nel 1991 a Pupi Avati il suo
Bix.
(andrea tagliacozzo)

La tela del ragno

Il dottor Stewart Melver dirige una clinica per malati di mente. Quando sua moglie suggerisce di cambiare la tappezzeria della biblioteca, nell’istituto si scatena un’aspra polemica: l’amministratrice è fermamente contraria, mentre Meg, la direttrice, pensa di affidare il compito di disegnare la nuova carta da parati a uno dei ricoverati, Steven. Tra i film meno riusciti del grande Vincente Minnelli, anche se lo stile raffinato del regista e alcune sue felici intuizioni narrative riescono ad aggirare le trappole del soggetto (tratto da un romanzo di William Gibson).
(andrea tagliacozzo)

Il pistolero

Il pistolero
di Don Siegel è l’ultimo film interpretato dalla leggenda del western cinematografico per eccellenza, John Wayne. Non è soltanto un magnifico canto del cigno per il più grande eroe hollywoodiano, ma un’analisi struggente – eppure lucida e impietosa – del mito wayniano. Con tutte le sue contraddizioni, dall’idealismo incrollabile alla proverbiale misoginia.

Il passato del pistolero John Bernard Books coincide con quello cinematografico dell’attore: ritornano le immagini di alcuni capolavori come
Il fiume rosso, Un dollaro d’onore e Hondo
, e la sua parabola di uomo del West che regola i conti con tre nemici di vecchia data rimanda esplicitamente a
Ombre rosse
. Solo che stavolta la leggenda cede il passo alla realtà crepuscolare e all’opacità dell’era moderna: l’eroe immortale, come solo in rari casi è accaduto nella filmografia dell’attore, soccombe nel finale.

Involontariamente e drammaticamente autobiografico,
Il pistolero
mostra il protagonista afflitto da un cancro incurabile (il male che tre anni dopo stroncò la vita dell’attore) e raccoglie un cast di gloriose star avviate sul viale del tramonto, come James Stewart e Lauren Bacall. Dà inoltre spazio al giovanissimo Ron Howard, destinato a una futura carriera di regista (
Apollo 13, Il Grinch
).
(anton giulio mancino)

Detective’s story

Il marito della ricchissima Elaine Sampson sparisce nel nulla. La donna, su suggerimento di un amico di famiglia, l’avvocato Albert Graves, assume l’investigatore privato Lew Harper. Inizialmente le indagini del detective sembrano non dare i frutti sperati, ma poi Harper riesce a scovare il corpo senza vita di Sampson nella stiva di una vecchia petroliera abbandonata. Film di grande successo, dovuto in gran parte all’ottima interpretazione di Newman piuttosto che alla regia diligente ma non troppo fantasiosa di Jack Smight. Ben architettata, comunque, la sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

La donna del destino

Gli articoli sul mondo della boxe scritti da Mike Hagen danno noia a un lestofante che si arrichisce sulla pelle di pugili anziani. Costui minaccia il giornalista che però, lungi dal farsi intimidire, rincara la dose. Nel frattempo, Mike s’innamora di Marilla, una disegnatrice di moda. Una commedia ben congegnata, briosa e divertente, che sarebbe andata a pennello alla coppia Spencer Tracy-Katharine Hepburn. Oscar 1957 a George Wells per il soggetto e la sceneggiatura originale.
(andrea tagliacozzo)