L’anima gemella

Un paesino del Sud Italia, in Puglia, affacciato su un coloratissimo Mediteraneo. Tonino (Michele Venitucci) e Maddalena (Violante Placido) si amano in maniera pura e incondizionata. Teresa (Valentina Cervi) cugina ricca di Maddalena, però, è innamorata di Tonino e fa di tutto per portarlo all’altare. Stretto tra le pressioni familiari dei genitori e quelle di Teresa, Tonino sembra cedere all’offerta di matrimonio. Ma Teresa si sente brutta e non sopporta la bellezza angelica di Maddalena, è disposta a tutto pur di essere come lei. La sua ossessione la porta da una fattucchiera del paese, per ordire qualche magia contro i due innamorati. Angeloantonio, barbiere scalcagnato e truffaldino, figlio della fattucchiera, spera di riuscire a ricavare un po’ di soldi da questa situazione, ma dopo aver complicato la vita a tutti, riuscirà a rimettere le cose a posto. Una storia irreale, una favola, raccontata in una cornice molto passionale, colorata e vivace. Dove credenze antiche si mescolano a frenesie attuali. Un film sui doppi, sugli equivoci, con una trama che rimanda alla tradizione shakespiriana. Un amore forte, una passione che va oltre le percezioni fisiche, ma che è radicato nell’anima e che quindi non si può raggirare con nessun incantesimo. Sesto lungometraggio di Sergio Rubini nella veste di regista, con una storia ambientata a casa sua, nel Sud. Ben scritto, fantasioso, ben recitato e ben confezionato, con alcune trovate registiche di tutto rispetto. A partire dai piccoli effetti speciali usati come raccordi nel montaggio. Da fare attenzione anche alle musiche di Pino Donaggio.
(andrea amato)