Delta Force

Due terroristi arabi dirottano a Beirut il volo Atene-Roma-New York e prendono in ostaggio alcuni passeggeri dell’aereo. La Delta Force, speciale corpo militare antiterrorismo, entra immediatamente in azione. Costosa pellicola del team Golan-Globus, colosso della produzione hollywoodiana degli anni Ottanta. Sicuramente un film non troppo raffinato nello stile, ma incalzante nel ritmo e quasi sempre avvincente, con un cast tutto di stelle a impreziosire la confezione. Ultimo film di Lee Marvin. Girato quasi interamente in Israele.
(andrea tagliacozzo)

Zohan – Tutte le donne vengono al pettine

Zohan Dvir è uno dei più importanti membri delle forze armate israeliane: è il migliore cacciatore di terroristi del suo paese e le donne cadono ai suoi piedi. Ma da tempo Zohan medita di cambiare vita e realizzare il suo sogno più grande: diventare un parrucchiere. Durante uno scontro con il suo nemico di sempre, il terrorista palestinese Phantom, decide di simulare la propria morte e di fuggire negli Stati Uniti, dove è convinto di poter finalmente diventare un parrucchiere: il migliore, ovviamente!

Bigfoot e i suoi amici

Durante una gita fra i boschi, i coniugi George e Nancy Henderson s’imbattono nel corpo inerte di una specie sconosciuta, simile a un grosso scimmione. L’animale, ingombrante e pasticcione, viene ospitato nella loro casetta. Tornato rapidamente in salute, socializza con i figli degli Henderson, Ernie e Sarah, che decidono di chiamarlo Harry. Prodotto da Steven Spielberg, un film gradevole e di poche pretese che vinse l’Oscar per il miglior trucco (opera del geniale Rick Baker).
(andrea tagliacozzo)

L’ospite d’onore

Commedia piacevole ambientata nel 1954, che racconta le vicende del giovane autore di uno spettacolo di varietà per la televisione, cui viene dato l’incarico di accompagnare l’ospite d’onore di quella settimana, un idolo dello schermo, ma un accanito bevitore lontano dai riflettori, Alan Swann, interpretato alla perfezione da “O’Toole. Ci sono troppi cambi di direzione, ma il film offre anche momenti brillanti e interpretazioni affascinanti (come quella di Bologna nella parte di una star della tv). La donna con cui “O’Toole balla nel night-club è Gloria Stuart. Debutto alla regia per Benjamin. Dieci anni più tardi ne è stato fatto un musical per Broadway (sempre con Kazan).

Il mio grosso grasso matrimonio greco

Toula ha trent’anni, vive a Chicago, è di origine greca, è single, bruttina, grassoccia e vittima della sua «enorme» famiglia greca. Lavora nella tavola calda del padre, Dancing Zorba, che aspetta con ansia il momento in cui sposerà un ragazzo greco, per fare figli greci e stare a casa a cucinare. Come sua madre, sua zia, sua sorella, sua cugina, sua nonna… Toula invece si aspetta altro dalla vita: è appassionata di computer e così decide di iscriversi all’università. Cambia look, trova autostima e incontra un ragazzo. Terrorizzata dalla pressione familiare e preoccupata dalla reazione del fidanzato nell’entrare nel suo microcosmo greco, Toula pensa quasi di mollare tutto e rimanere sotto il ricatto affettivo-culturale del padre. In realtà le cose si mettono bene e così accetta di sposarsi. Ma il vero caos inizia ora, perché in Grecia il matrimonio diventa un affare di stato. Commedia mielosa con sprazzi di ironia interculturale. Costato appena nove milioni di dollari, Il mio grosso grasso matrimonio greco ha incassato negli Usa quasi 200 milioni dollari, niente male per i produttori, ovvero Tom Hanks e sua moglie Rita Wilson. Molto sopravvalutato e poi ingiustificato il risultato al box office e il conseguente battage pubblicitario che si è trascinato in Europa. Una commedia piacevole, ma non certo la cosa migliore uscita nelle sale quest’anno. A tratti troppo prevedibile, banale e stucchevole. Però al pubblico, a guardare i risultati ottenuti anche al botteghino italiano, evidentemente piace. Da non correre al cinema per vederlo, si può tranquillamente aspettare che esca in home video. (andrea amato)