Una coppia alla deriva

La bella Joanna, moglie di un facoltoso uomo d’affari, cade dallo yatch e rimane vittima di un’amnesia. Ricoverata in un ospedale, viene riconosciuta come la consorte di un modesto falegname, il quale decide di approfittare della perdita della memoria della donna per dare una madre alla sua numerosa nidiata di figli. Innocua commediola diretta da un regista incostante, che alterna film convenzionali (come
Pretty Woman
) ad altri lavori più intelligenti e riusciti (
Paura d’amare
).
(andrea tagliacozzo)

Soldier

Nel prossimo futuro, Russell, cresciuto per essere un soldato, viene dichiarato obsoleto, ritenuto morto e scaricato su un pianeta usato come immondezzaio. Diventa amico delle persone che erano finite lì per un incidente tempo prima; poi i suoi vecchi compagni di combattimento si fanno vivi per “ripulire” il pianeta. Russell è bravo, ma il film è ben poco originale, la “scienza” è ridicola e il risultato altamente prevedibile. Per favore torna, cavaliere della valle solitaria!

Stargate

Uno studioso di lingue antiche e geroglifici (Spader) viene reclutato per aiutare i militari a penetrare il mistero di una porta di pietra che, in realtà, conduce in un altro universo. Un’interessante odissea, realizzata con gran cura e ricca di effetti speciali, ma che perde la bussola drammaticamente. Davidson (quello di La moglie del soldato) appare nei panni di una sorta di incrocio tra una fata e Ming lo spietato. L’edizione speciale in video dura 128 minuti. Seguito da un film per la tv e una serie tv. Panavision.

Tombstone

Wyatt Earp (Russell) cerca di lasciarsi alle spalle i suoi giorni violenti, trasferendosi a Tombstone coi due fratelli… ma la banda assassina nota come “i Cowboys” (tra i cui membri ci sono i Clanton) impone diversamente. Saga western non male, con una prova energica di Russell e una piacevolmente eccentrica di Kilmer nel ruolo del tubercolare Doc Holliday. La Delany, comunque, è completamente inadeguata come oggetto dell’amore di Wyatt, e la storia va avanti fino alla sparatoria dell’O.K. Corral, con una serie di ridondanti scontri a fuoco e rese dei conti. il vero cugino di quinto grado di Earp, Wyatt Earp, interpreta Billy Claiborne. Panavision.

Tempi migliori

Jack, funzionario di banca a Taft, in California, è tormentato dal ricordo di un errore che, tredici anni prima, in una partita di football tra la formazione della propria città e quella della vicina Bakersfield, aveva condannato alla sconfitta il suo team. Nel tentativo di far ripetere l’incontro, l’uomo cerca di convincere il suo riluttante amico Reno a rimettere insieme la squadra. Una commedia gradevole ma piuttosto prevedibile, resa interessante dal buon copione di Ron Shelton (un esperto in film sportivi, due anni più tardi regista di Bull Durham) e dalla presenza di Robin Williams e Kurt Russell.
(andrea tagliacozzo)

Death Proof – A prova di morte

Austin, Texas. Tre ragazze sexy, sveglie e sicure di sé hanno intenzione di passare un’allegra serata in compagnia. Non sanno che uno stuntman fuori di testa ha intenzione di farle fuori. Quattordici mesi più tardi, nel Tennessee, lo stesso stuntman troverà pane per i suoi denti in un altro gruppo di ragazze.
Azione, violenza e gli abituali dialoghi al limite della perfezione. Quentin Tarantino si affida ancora agli ingredienti-base della maggior parte dei suoi film (l’unico “cucinato” in maniera diversa rimane per il momento l’ottimo Jackie Brown) e ne ottiene un’altra pellicola tarantiniana fino al midollo. “Meno di quello che si aspettavano i fan di Tarantino – ha ottimamente sintetizzato Paolo Mereghetti sul Corriere – ma anche molto di più (in quanto a radicalità registica e delirio narrativo) di quello che i suoi detrattori sono disposti a concedergli”.
Stavolta non c’è Uma Thurman a rubare la scena, ma un eccezionale gruppo di attrici, a interpretare due bande di “cattive ragazze” che fanno di Death Proof il film più sexy del regista. Non perché vi siano scene di sesso, in realtà totalmente assenti, ma per la continua tensione sessuale che lega la prima banda (memorabile la Arlene di Vanessa Ferlito) allo stuntman psicopatico che ha il volto sfregiato di Kurt Russell. A quest’ultimo, nella seconda parte del film, un gruppo capeggiato da Rosario Dawson e dalla stuntwoman Zoe Ball, stuntwoman anche nella vita e controfigura di Uma Thurman in KillBill, farà passare la voglia di braccare giovani donne apparentemente indifese.
Come sempre Tarantino omaggia i suoi maestri di cinema, il pane per i suoi denti di cinefilo, ma come sempre non è indispensabile cogliere le millanta citazioni per apprezzare il film. Stavolta l’oggetto dell’omaggio sono i b-movies statunitensi degli anni Settanta, dei quali la prima parte di Death Proof riproduce in toto l’estetica, titoli di testa compresi. Ma nella colonna sonora non mancano citazioni, per esempio, per le musiche de L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento (opera di Ennio Morricone) e Italia a mano armata di Marino Girolami. Insomma, l’omaggio è anche al cinema italiano i cui odierni prodotti Tarantino disprezza.
In attesa di assistere, alla prossima Mostra di Venezia e poi al cinema o solo in dvd, ancora non è chiaro, al lavoro di Robert Rodriguez. Il progetto originario, intitolato Grindhouse, prevedeva infatti un film diretto a quattro mani dai due ma il flop nelle sale americane ha indotto i distributori europei a proporre al pubblico, almeno per il momento, solo la parte girata da Tarantino (che si è ritagliato un piccolo ruolo nella parte di un barista, manco a dirlo, fuori di testa). ( maurizio zoja )

La cosa

John Carpenter riprende in maniera molto personale un racconto di John W. Campbell Jr., Who Goes There? , che già nel ’51 aveva ispirato La cosa da un altro mondo. In una base americana, sperduta tra i ghiacci dell’Alaska, dodici scienziati affrontano, in una disperata lotta per la sopravvivenza, un essere alieno e pericoloso, capace d’infiltrarsi tra di loro assumendo sembianze umane. Tensione a mille e grandi effetti speciali per un film che alla sua uscita non ha suscitato grandi apprezzamenti da parte della critica, ma che il tempo e gli affezionati del genere hanno giustamente rivalutato. (andrea tagliacozzo)

Silkwood

Karen Silkwood lavora in una fabbrica di plutonio, dove è esposta quotidianamente al rischio di contaminazione. La donna, già risultata positiva ad un controllo, scopre che l’azienda, oltre a fare ben poco per salvaguardare la salute dei suoi dipendenti, permette l’immissione sul mercato di alcune barre difettose. Un’opera onesta, ma non memorabile, anche se interpretata con grande vigore dalla Streep. Brava anche Cher, già messasi in luci l’anno prima in Jimmy Dean, Jimmy Dean di Robert Altman.
(andrea tagliacozzo)

Sky High – Scuola di superpoteri

Sky High è una scuola tra le nuvole. La frequentano allievi speciali: piccoli supereroi divisi per classi, assistenti e eroi. Tra questi c’è Will Stronghold, figlio dei leggendari Commander e Jetstream. Il ragazzo però non ha ancora scoperto i suoi poteri e purtroppo finisce nella classe degli assistenti, con grande delusione dei genitori. Ma Will avrà modi di rivelare la su vera natura affrontando le difficoltà con lo spirito giusto.

Swing Shift – Tempo di swing

Tentativo fallito di creare una storia di fantasia basata sulla reale esperienza delle casalinghe che diventarono operaie in fabbrica durante la seconda guerra mondiale. Tutte le donne sono interessanti (specialmente la Lahti, in una performance meravigliosa), ma gli uomini non sono profondi e definiti male, e di conseguenza lo è anche il film. La sceneggiatura è accreditata a “Rob Morton”, pseudonimo che cela diversi bravi autori; si dice che mezz’ora del film sia stata girata da un altro regista su insistenza della Hawn, anche produttrice. Una nominatio agli Oscar.

La fantastica sfida

Commedia demenziale sulla rivalità tra rivenditori di auto usate che porta a elaborare inconsueti e spettacolari piani per attrarre clienti. Spassosa sceneggiatura di Bob Gale e Zemeckis, che procura divertimento con idiozie ma è talmente ben congegnata che è difficile resistere. E ricordate: cinquanta dollari non hanno mai ucciso nessuno!

Decisione critica

La situazione: terroristi arabi hanno il controllo di un 747. La soluzione: infiltrare un gruppo speciale per sventare l’azione mentre l’aereo è in volo. Le difficoltà: il gruppo deve affidarsi all’inesperto Russell, inoltre a bordo c’è una bomba al gas nervino che potrebbe radere al suolo Washington D.C. Un thriller intenso e originale che, fino al finale incerto, si difende dignitosamente. Debutto alla regia per Baird, che avrebbe potuto stringere un po’ di più la storia. Panavision.

Dreamer – La strada per la Vittoria

Un ex fantino (Russell) datosi all’allevamento di cavalli da corsa, decide di acquistare e tenere con sé uno splendido purosangue che purtroppo si è infortunato gravemente e di cui il proprietario vuole disfarsi. L’uomo desidera segretamente che lo splendido esemplare – una femmina di nome Soñador, detta anche Sonya – possa un giorno tornare a correre e vincere. Perciò, si mette al lavoro aiutato dalla figlia Cale (Fanning) e dal padre Pop (Kristofferson). La storia è ispirata a un fatto realmente

Maledetta estate

Il direttore di un giornale di provincia stabilisce un contatto privilegiato con uno spietato serial killer in cerca di notorietà. Ma il gioco, dapprima redditizio per le ambizioni del giornalista, in seguito diventa assai pericoloso. Il film, tratto dal romanzo In the Heat of the Summer di John Katzenbach, è ben costruito e ricco di tensione, malgrado il tema sia ormai piuttosto abusato. Tra gli interpreti, in un ruolo di secondo piano, compare un giovane Andy Garcia. (andrea tagliacozzo)

1997 – Fuga da New York

Mediocre film di intrattenimento. Nell’anno 1997 Manhattan è una prigione di massima sicurezza, al cui interno un certo Iena Plissken (Russell) deve portare a termine una pericolosa missione di salvataggio. Ricorda vagamente Distretto 13 — Le brigate della morte dello stesso Carpenter, film minore ma migliore. Seguito da Fuga da Los Angeles. Panavision.

Spruzza, sparisci e spara

Mentre realizza a Chicago un documentario sulle misere condizioni di vita di un gruppo di emigrati appalachiani, un operatore televisivo abbandona la freddezza emotiva che lo aveva sempre caratterizzato e si fa coinvolgere dagli avvenimenti. Finzione e verità si integrano alla perfezione in questa dura pellicola di denuncia. Per il finale il regista ha usato immagini autentiche, da lui stesso girate, degli incidenti avvenuti tra studenti e polizia alla Convention di Chicago del 1968.
(andrea tagliacozzo)

Vanilla Sky

Vanilla Sky

mame cinema VANILLA SKY - STASERA IN TV TOM CRUISE TRA SOGNO E REALTÀ scena
Una scena del film

Scritot e diretto da Cameron CroweVanilla Sky (2001) ha come protagonista David Aames, interpretato da Tom Cruise. Il ragazzo è benestante e affascinante e ha una relazione sessuale con Julianne (Cameron Diaz). Una sera però, durante la festa per il proprio compleanno, David incontra Sofia Serrano (Penélope Cruz), una ragazza di cui si innamora all’istante. I due passano la notte a casa di lei, chiacchierando e conoscendosi meglio, e al mattino David trova Julianne ad aspettarlo in macchina sotto casa di Sofia. Julianne gli confessa di essere innamorata di lui e di non sopportare l’idea di non essere ricambiata, perciò si getta da un ponte insieme a lui.

David si risveglia tre settimane dopo dal coma, scoprendo di essere sfigurato e soffrendo per continue e terribili emicranie. Qualche tempo dopo incontra di nuovo Sofia e i due tentano di costruire un rapporto, ma l’uomo è ossessionato da vivide allucinazioni, nelle quali vede Julianne al posto di Sofia. E presto non riuscirà più a distinguere tra sogno e realtà.

Curiosità

  • Il film è un remake del film spagnolo Apri gli occhi (titolo originale: Abres los ojos) del 1997, scritto da Alejandro Amenábar e da Mateo Gil. L’attrice Penélope Cruz appare in entrambi i film interpretando lo stesso ruolo.
  • Nella scena della festa di compleanno appaiono in un cameo la campionessa olimpica di pattinaggio artistico su ghiaccio Tara Lipinski, il regista Steven Spielberg e l’attrice nonché ex moglie di Cruise Nicole Kidman.
  • Nel corso del film alcune scene citano, o ripropongono, famose foto, immagini, video o quadri. Per esempio:
  • la locandina e un’immagine del film Jules e Jim di François Truffaut, un’immagine da un concerto degli Who, la copertina del disco The River di Bruce Springsteen, il film Sabrina di Billy Wilder con Audrey Hepburn.
  • Nella colonna sonora del film c’è il brano originale Vanilla Sky di Paul McCartney, che ottiene una nomination all’Oscar 2002 come Miglior canzone, e il gruppo islandese dei Sigur Rós, di cui Cruise è fan.
  • Per il ruolo di Julianne, Cameron Diaz ha ricevuto quattro nomination come Migliore attrice non protagonista ai Saturn Award, ai Golden Globe, agli Screen Actors Guild Awards e ai Critics Choice Movie Awards.

Grosso guaio a Chinatown

Un americano e un cinese si recano all’aeroporto di San Francisco per ricevere la bella fidanzata del secondo. Ma la ragazza viene rapita da una banda di scalmanati, agli ordini del misterioso Lo Pen, che si rifugia nei sotterranei di Chinatown. John Carpenter abbandona momentaneamente le opprimenti atmosfere horror dei film precedenti, per realizzare un gradevolissimo film d’avventura fantasy condito con una buona dose di humour ed effetti speciali. E l’attore feticcio del regista, Kurt Russell, cresciuto artisticamente con i film della Disney, si adegua perfettamente al tono ironico e ingenuo della pellicola. Anche se all’epoca era difficile intuirlo, alla base c’è comunque l’influenza dei film di Hong Kong, in particolare dello splendido Zu: Warriors From the Magic Mountain di Tsui Hark, citato a più riprese. (andrea tagliacozzo)

Fuga da Los Angeles

Nell’anno 2013, l’isola di Los Angeles è una colonia penale per i soggetti scomodi: Jena — in originale “Snake” — Plissken (Russell) viene spedito sul luogo per recuperare un prezioso sistema di distruzione che era stato rubato dalla figlia del presidente degli Stati Uniti. Scialbo seguito di 1997 — Fuga da New York, è tuttavia ironico, ma privo di genio. Difficilmente darà soddisfazione agli amanti dei film d’azione. Russell ha collaborato alla produzione e alla stesura della sceneggiatura. Panavision.

Tango and Cash

A Los Angeles, Yves Perret, boss della droga, fa incriminare con prove false due agenti di polizia, Ray Tango e Gabe Cash, che minacciavano di far crollare il suo impero. La coppia di tutori dell’ordine riesce a evadere, decisa a dimostrare la propria innocenza. Un filmetto d’azione stupido e fracassone reso godibile da una buona dose d’ironia. Il regista russo Andrei Konchalovsky, da anni trapiantato negli Stati Uniti, è fratello di Nikita Mikhalkov. Il film è stato terminato da Peter MacDonald, regista della seconda unità, dopo l’abbandono del set da parte di Konchalovsky.
(andrea tagliacozzo)