Non è più tempo d’eroi

Nel novembre del 1942, un tenente della Marina americana, addetto alle comunicazioni, viene aggregato a un reparto britannico di stanza in un’isola delle Nuove Ebridi. Assieme a un commando di dodici uomini, l’ufficiale partecipa a una missione altamente pericolosa. Un film bellico efficace e polemico, in pratica una dura e violenta requisitoria contro la guerra. Grande regia di Aldrich, come al solito privo di frivoli, e ottimo il cast. (andrea tagliacozzo)

Mille miglia… lontano

Gouichi Takata (Ken Takakura) conduce vita ritirata, in un paesino di pescatori sulle coste giapponesi. Da anni, incapace di elaborare il lutto per la morte della moglie, ha interrotto ogni rapporto con l’unico figlio Kenichi, che nel frattempo si è sposato ed esercita la professione di regista, esperto in spettacoli tradizionali cinesi. Su intercessione della nuora Rie (Shinobu Terajima), addolorata per la frattura che divide padre e figlio, Gouchi si convince a fare visita al figlio, a Tokyo, dove l’uomo è ricoverato per accertamenti clinici. Questi però rifiuta sprezzantemente di incontrare il padre, che, desolato, fa ritorno a casa. Qui viene raggiunto dalla drammatica notizia che Kenichi è affetto da un male incurabile. Affranto dal rimorso ma incapace di esprimere i propri sentimenti, Takata vuole compiere un gesto che lo riconcilii col suo unico figlio, prima che questi muoia. Decide perciò di partire per la Cina, senza neppure conoscere una parola della lingua, per riprendere con una videocamera un cantante, incontrato da Kenichi nel corso di un suo viaggio di studio, che non si era potuto esibire nell’antica opera Mille miglia… lontano. Giunto nel grande Paese, Takata va però subito incontro a mille difficoltà, che lo porteranno però ad apprezzare l’umanità e l’istintiva generosità del popolo cinese.