Professione: assassino

Un killer professionista, al soldo di un’organizzazione criminale, riceve l’incarico di eliminare un boss della malavita. Eseguito il mandato, il killer decide di prendere con sé il giovane e cinico figlio della vittima per insegnargli i rudimenti del mestiere. Il film si distacca leggermente da altri dello stesso genere (compresi quelli interpretati dallo stesso Bronson) per un più approfondito studio psicologico dei personaggi. Tra i protagonisti figura Jill Ireland, seconda moglie di Bronson, stroncata nel 1990 da un male incurabile. (andrea tagliacozzo)

L’uomo dal vestito grigio

Da un romanzo di Sloan Wilson. Un tipico borghese americano, ormai rassegnato alla routine quotidiana, segue il consiglio della moglie e si licenzia, trovando una nuova occupazione presso una stazione radio-televisiva che gli offre una maggiore possibilità di carriera. Buona l’interpretazione di Gregory Peck, incarnazione perfetta dell’uomo medio, ma Fredric March e Lee J. Cobb lo surclassano.
(andrea tagliacozzo)

Senza un attimo di tregua

Ferito da uno sparo e lasciato a morire dalla moglie infedele e dal gangster suo amante, il personaggio interpretato da Marvin si vendica due anni dopo. Thriller teso, passato inosservato nel 1967, ma ora rivalutato come uno dei massimi film di quel decennio. Basato sul romanzo The Hunter di Donald E. Westlake (che scriveva sotto lo pseudonimo di Richard Stark). Rifatto nel 1999 col titolo Payback — La rivincita di Porter. Panavision.

La grande corsa

Due acerrimi nemici, il giovane e aitante Leslie e il diabolico professor Fate, partecipano a una corsa automobilistica da New York a Parigi indetta da un quotidiano americano. A bordo dell’auto del giovanotto si aggrega l’intraprendente giornalista Maggie Dubois. Una commedia prolissa, ma estremamente divertente in cui Blake Edwards recupera gli stereotipi e le gag del cinema muto (con tanto di torte in faccia), ispirandosi nel tono surreale e catastrofico anche alle assurde trovate dei cartoni animati (i disastrosi esperimenti volanti di Jack Lemmon). Ad aumentare la godibilità dell’insieme ci pensano gli interpreti: un Tony Curtis affascinante, al massimo della forma; una Natalie Wood bellissima e autoironica; nonché uno scatenato Jack Lemmon, irresistibile nei suoi duetti con Peter Falk. Il segmento ambientato nello staterello europeo con il sosia di Jack Lemmon è ovviamente una parodia de
Il prigioniero di Zanda
.
(andrea tagliacozzo)

Riprendiamoci Fort Alamo! – Il generale Max

Jerry Paris, futuro regista della serie televisiva «Happy Days», mette spiritosamente alla berlina alcuni miti statunitensi. Per dimostrare alla donna che ama di non essere un buono a nulla, un generale messicano, alla testa di una cinquantina di soldati, occupa il Forte Alamo dove, oltre un secolo prima, i suoi connazionali subirono una cocente sconfitta da parte degli americani.
(andrea tagliacozzo)

In licenza a Parigi

Paul, giovane caporale americano, vince una licenza premio a Parigi in compagnia di una procace attrice argentina. Per evitare episodi incresciosi, lo Stato maggiore decide di mettergli alle costole il tenente donna Vickie Loren, impedendo così al povero soldato di rimanere solo con la diva. Commedia briosa, sostenuta da un Tony Curtis in stato di grazia e da una deliziosa Janet Leigh nei panni del militare in gonnella.
(andrea tagliacozzo)

Piraña

Primo film diretto in proprio da Joe Dante (il precedente Hollywood Boulevard, del ’76, era stato realizzato assieme ad Allan Arkush). L’improvvisa sparizione di due giovani campeggiatori induce una investigatrice privata ad indagare nella sperduta zona di Acquarena. La donna scopre che l’esercito sta compiendo aberranti esperimenti su un allevamento di voraci pesci pirana. Scritto da John Sayles e prodotto dal geniale Roger Corman, il film è fondamentalmente una divertente parodia de Lo squalo , un tenue canovaccio da B-Movie di fantascienza anni Cinquanta che fornisce al regista la possibilità di poter giocare con gli stereotipi del genere. Nonostante il tono goliardico, non mancano, comunque, momenti di vera suspense. (andrea tagliacozzo)

Sua altezza si sposa

Piacevole musical della Metro-Goldwyn-Meyer (scritto da Alan Jay Lerner) su una squadra composta da un fratello e una sorella che portano il loro spettacolo a Londra all’epoca del matrimonio della regina Elisabetta II, e anche loro trovano l’amore. I momenti migliori: Astaire che balla sul soffitto in coppia con una rastrelliera per cappelli, e il suo esplosivo duetto con Jane Powell How Could You Believe Me When I Said I Loved You (When You Know I’ve Been a Liar All My Life)? La colonna sonora di Burton Lane e Alan Jay Lerner include anche Too Late Now. Prima regia “solista” per Donen.

Sulle ali dell’arcobaleno

Questa eccentrica e fantasiosa commedia musicale (scritta da Burton Lane e E.Y. Harburg) sulla discriminazione razziale era in anticipo sui tempi nella Broadway dei tardi anni Quaranta, ma terribilmente datata due decenni dopo: tuttavia, Coppola e un cast affascinante ne fanno miracolosamente uno straordinario e immaginifico musical, forse il migliore del periodo. I dialoghi di Harburg rimangono eleganti e arguti, e Astaire è divertente nei panni dell’immigrato irlandese il cui folletto prende vita nel Sud degli Stati Uniti. Da vedere — se possibile — in sala. Due nomination agli Oscar per il Sonoro e la Miglior Canzone.

L’orca assassina

Un’orca si vendica di un cacciatore (Harris) e dei suoi compagni che hanno ucciso la sua compagna incinta. Per quei fan del cinema d’azione che non fanno troppa selezione, e la cui idea di intrattenimento è guardare la Derek che si fa strappare una gamba a morsi. 

Quello strano cane di papà

L’avvocato Wilby Daniels, con l’appoggio della famiglia, decide di candidarsi alla carica di procuratore distrettuale. Sembra l’uomo adatto, tanto più che il suo avversario, John Slade, è legato agli ambienti della malavita. Wilby ha un unico problema: per colpa di un anello magico di tanto in tanto gli capita di tramutarsi in un cane. Seguito di
Geremia, cane spia
, realizzato dalla Disney nel ’59. Ricco di gag non sempre riuscite, ma a tratti divertente.
(andrea tagliacozzo)