Corriere diplomatico

Alla stazione di Salisburgo, un agente segreto americano deve ricevere da un collega del Dipartimento di Stato un importante documento, ma un imprevisto rimanda la consegna. Saliti entrambi sul treno che porta a Trieste, il primo viene eliminato da due spie nemiche, mentre l’altro, venuto in possesso della sua borsa, si accorge che il documento è sparito. Avvincente film di spionaggio diretto con mano sicura da Henry Hathaway. Brevi apparizioni per Charles Bronson e Lee Marvin, all’epoca ancora sconosciuti.
(andrea tagliacozzo)

Patton generale d’acciaio

Biografia del generale George S. Patton, uno dei grandi protagonisti della seconda guerra mondiale, tanto abile come stratega quanto detestabile come uomo. Un ritratto estremamente obiettivo (ma anche ai limiti dell’ambiguità), originale nel suo approccio cinematografico allo stesso tempo atipico (nella struttura narrativa) e magniloquente (nell’imponenza di mezzi), reso indimenticabile soprattutto grazie alla magistrale interpretazione di George C. Scott. L’attore, vincitore dell’Oscar come migliore attore, si rifiutò di ritirare il premio. Tra le sette statuette assegnate al film, una, meritatissima, andò alla sceneggiatura firmata da Francis Ford Coppola e Edmund H. North. Scott riprese il ruolo 16 anni dopo in un film per la Tv intitolato
The Last Days of Patton
.
(andrea tagliacozzo)

Pazza

La prostituta Claudia Draper viene accusata di omicidio. I genitori della donna assoldano un avvocato che, per evitarle una pesante condanna, vorrebbe farla dichiarare insana di mente. Ma Claudia non ci sta: rifiuta l’assistenza dell’avvocato e ricorre a un legale d’ufficio, Aaron Levinsky. Un dramma convenzionale ma di grande impatto. La regia di Martin Ritt, quasi invisibile, è completamente al servizio della splendida interpretazione della Streisand. Le tiene testa un quasi irriconoscibile Richard Dreyfuss, altrettanto efficace (ma meno appariscente) nei panni dell’avvocato. Le musiche del film sono composte dalla stessa cantante e attrice.
(andrea tagliacozzo)

Il giuramento dei forzati

Dopo il grande successo di
Casablanca
, Michael Curtiz torna a dirigere Bogart in un efficace film di propaganda tratto dal romanzo «Men Without Country» di Charles Nordhoff e James Norman Hal. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, alcuni prigionieri della Guyana francese evadono per andare a combattere i nazisti. Passati attraverso molte traversie, gli ex forzati riescono a raggiungere l’Inghilterra, dove si arruolano nell’aviazione. Assai complicato il meccanismo narrativo, con un abile uso dei flashback.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo di Alcatraz

Il film prende spunto da una storia vera, quella dell’ergastolano Robert Stroud. Un pluriomicida, dopo aver rischiato la pena capitale, viene condannato al carcere a vita. Durante la detenzione, l’uomo comincia a interessarsi all’ornitologia, allevando in cella uccelli di ogni specie. Otterrà il permesso di collaborare assieme a una giovane donna. Una grande interpretazione di Burt Lancaster dà lustro a una pellicola diretta con mano sicura ma senza troppi guizzi da John Frankenheimer.
(andrea tagliacozzo)

Boomerang – L’arma che uccide

Terzo film del regista Elia Kazan che, nello stesso anno, vinse l’Oscar per la miglior regia con
Barriera invisibile.
In piena campagna elettorale, la polizia, alle prese con l’omicidio insoluto di un vecchio prete e avendo l’urgenza di assicurare alla giustizia l’assassino, accusa ingiustamente un poveruomo. Ma un incorruttibile procuratore distrettuale nutre non pochi dubbi sulle prove ai danni dell’accusato. Un ottimo thriller diretto con stile quasi paradocumentaristico.
(andrea tagliacozzo)

I giganti toccano il cielo

Al culmine di una breve ma brillante carriera, il colonnello Herlihy viene nominato comandante dell’aeroporto di Castle. Quest’ultimo è però malvisto da Chas Brennan, un sergente con vent’anni di onorato servizio alle spalle, anche per la tenera amicizia che lega la sua giovane figlia con l’ufficiale. Il buon cast non riesce a risollevare le sorti di questo prevedibile melodramma. Nel ’55, Gordon Douglas aveva diretto
Una tigre in cielo,
altra pellicola ambientata nel mondo dell’aviazione.
(andrea tagliacozzo)

Fronte del porto

Terry Malloy (Brando) è un pugile fallito il cui fratello Charlie (Steiger), coinvolto nei traffici del boss del sindacato portuale, John Friendly (Cobb), viene ucciso per vendetta. Nonostante la morte di Charlie, Terry si decide a testimoniare contro il gangster per amore di Edie (Saint) moglie di un lavoratore ucciso. Oscar a Marlon Brando, miglior attore protagonista

Io confesso

Un sacrestano, entrato nell’abitazione di un avvocato per compiere un furto, uccide il padrone di casa. L’uomo confessa il proprio delitto a un giovane prete, Padre Michael che, successivamente, viene accusato dell’omicidio. Il sacerdote potrebbe scagionarsi facilmente, ma avendo saputo l’identità del vero assassino nel segreto del confessionale, si rifiuta di rivelarne il nome alla polizia. Una delle prove più opache di Hitchcock, alle prese con un soggetto interessante ma privo della suspense tipica del regista. Buona, comunque, la prova di Clift.
(andrea tagliacozzo)

Un tram che si chiama desiderio

New Orleans, quartiere francese. Blanche DuBois (Leigh) è una giovane vedova che, nel tentativo di rifarsi una vita, finisce per perdersi nella relazione ambigua e autolesionista con il violento Stanley Kowalski (Brando), marito della sorella. Memorabile interpretazione di Marlon Brando, oscar alla Leigh e celebre colonna sonora di Alex North.

Cincinnati Kid

Avrebbe dovuto dirigerlo Sam Peckinpah, ma è – insieme a
La calda notte dell’ispettore Tibbs
e
Rollerball
– uno dei vertici della filmografia di Norman Jewison.
Cincinnati Kid
, scritto dal compianto Ring Lardner jr. (uno dei «dieci di Hollywood» invisi al maccartismo, autore anche del copione di
M.A.S.H.
), è un piccolo classico sul fruttuoso binomio tra cinema e tavolo verde. Il film, il cui impianto ricorda molto quello de
Lo spaccone
di Robert Rossen, svolge sul terreno impervio dei tavoli da poker l’eterna ossessione americana del gioco. Il ritratto ambientale è potente, la suspense di prim’ordine e le molte parentesi private efficaci. L’allegorico conflitto tra l’anziano gambler Edward G. Robinson e il giovane e arrogante Steve McQueen si conclude con il riconoscimento da parte di quest’ultimo del magistero della vecchia guardia. Celebre la battuta finale del vecchio giocatore, il quale ammonisce il più giovane ricordandogli che dovrà sempre accontentarsi di un secondo posto. Almeno finché il più esperto resterà in circolazione.
(anton giulio mancino)

Intrighi al grand hotel

Trovandosi in gravi situazioni finanziarie, l’anziano signor Trent si trova costretto a vendere un vecchio e prestigioso hotel di sua proprietà. L’uomo incarica il suo vecchio e fedele direttore di scegliere tra tre possibili acquirenti: un ricco ma losco individuo, un onesto uomo d’affari e un agenzia immobiliare. Buon adattamento cinematografico di un romanzo di Arthur Hailey, con un Rod Taylor, nei panni del direttore dell’hotel, affabile e decisamente in parte. Circa quindici anni dopo questo film è diventato un serial televisivo con il titolo
Hotel.
(andrea tagliacozzo)

La donna che inventò lo strip-tease

Dalla commedia musicale di Arthur Laurents e J. Styne e dall’autobiografia di Gypsy Rose Lee, regina dello spogliarello americano negli anni Trenta, ben interpretata da una vivace Natalie Wood. Gypsy all’inizio è un ragazzina fresca e ingenua che entra timidamente nel mondo del vaudeville guardata a vista da una madre possessiva. Poi diventa famosa dando vita ai numeri più audaci mai visti in America. Degna di nota anche la prova di Rosalind Russell nei panni della madre della protagonista.
(andrea tagliacozzo)