Baciate chi vi pare

In una villa parigina, una coppia di cinquantenni ricchi e borghesi fanno una cena con qualche amico prima delle vacanze estive. Bertrand ed Elisabeth sono i padroni di casa, Julie è la migliore amica di Elisabeth e amante di Bertrand, Veronique e Jerome sono i vicini di casa, caduti economicamente in disgrazia, ma che cercano di mantenere il tenore di vita di prima. Bertrand accompagna la moglie e l’amante in vacanza e poi torna a Parigi dal suo altro amante gay. Elisabeth conosce Lulu, una bella donna ossessionata dalla gelosia del marito. In questi giorni, tra confessioni, tradimenti e colpi di scena, tutti i personaggi cambiano e il party di rientro a Parigi segnerà un nuovo inizio per tutti. La vita non è facile, ma come dice Bertrand: «Se la attraversi zigzagando è più divertente». Una commedia agrodolce con un cast eccezionale. Tratto dal romanzo Summer Things di Joseph Connolly, Blanc riesce a realizzare un film divertente e che fa pensare sulle dinamiche umane e sentimentali delle persone. Una commedia originale, realizzata in perfetto stile francese. (andrea amato)

A tempo pieno

Vincent sembra trascorrere felicemente il tempo tra viaggi di lavoro e riunioni d’affari, condividendo con la moglie e i loro tre figli solo vaghi dettagli a riguardo. In realtà Vincent ha una doppia vita, tutto quello che racconta alla moglie è falso, perché è stato licenziato dal suo posto di lavoro. Si inventa un ruolo prestigioso all’Onu a Ginevra e questo gli permette di viaggiare continuamente. Vincent vive di espedienti, dorme in macchina e tutto sommato la sua vita randagia non gli dispiace. Adora andare in auto, fumare e ascoltare la musica, senza dover rendere conto a nessuno. Alla fine però il suo castello di carte crolla ed è costretto a rientrare a pieni giri nella società, con un vero lavoro. Dopo la splendida prova di Risorse umane, sul tema del lavoro e delle 35 ore, Cantet ci regala un altro goiellino cinematografico, molto ben confezionato, recitato perfettamente e con i tempi giusti. Viaggio nella psiche umana che rifiuta i binari imposti dalla società, ciò che è giusto, preferendo una situazione precaria, che lascia il tempo per se stessi. L’impiego del tempo, appunto, come dal titolo originale. Dedicato a quelli che lavorano 15 ore al giorno e sognano di mandare tutto all’aria. Premiato con il Leone dell’anno alla 58esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. (andrea amato)

Cacciatore di teste

Bruno Davert (Jose Garcia) è un chimico dell’industria cartiera, licenziato a causa di una «ristrutturazione» dall’azienda per la quale ha lavorato per quasi vent’anni. Perso il suo posto di dirigente, sembra che gli sia stata scippata la vita intera: a quarant’anni è difficile ricominciare da zero. Passano tre anni, nel corso dei quali Bruno si presenta a diversi colloqui, sempre senza esito. Le grandi aziende sembrano cercare giovani rampanti capaci di sorridere sempre, con un’immagine perfetta; lui è solo un professionista che sa fare bene il suo lavoro. Senza stipendio è dura mantenere il tenore di vita precedente: è costretto a vendere la sua automobile e la moglie Marlene (Karin Viard) si arrangia facendo piccoli lavoretti. Le preoccupazioni di Bruno aumentano: che futuro potrà dare ai suoi due figli, appena adolescenti, un disoccupato come lui? L’unica soluzione: ricominciare a lavorare. Bruno è disposto a tutto, anche a eliminare fisicamente i potenziali concorrenti. Si tratta di altri manager del suo livello, freschi di licenziamento, un pugno di persone che potrebbero soffiargli un’occasione d’impiego. Così, Bruno si improvvisa serial killer. E inizia la sua personale guerra.

Niente da dichiarare

1 Gennaio 1993 – Nascita della Comunità Europea. Due agenti della dogana, uno belga e l’altro francese, vedono soppresso il loro posto di dogana. Ruben Vandevoorde, “francofobico” da generazioni e doganiere zelante, è costretto a fondare il primo distaccamento della dogana franco-belga. Mathias Ducatel è segretamente innamorato della sorella di Ruben, il quale lo considera il suo peggior nemico. Come riusciranno i due a lavorare insieme?

L’enfer

Sophie, Ane e Celine sono tre sorelle. Da bambine hanno subito un terribile trauma che le ha segnate profondamente. Ora, da adulte, vivono le proprie vite l’una lontana dall’altra ma nessuna riesce a rimuovere il doloroso ricordo.
L’arrivo di un uomo però cambierà le cose e le tre sorelle riusciranno a riavvicinarsi e superare il passato

Delicatessen

Una commedia post-apocalittica su un padrone di casa che affetta gli esseri umani in tranci da dare in pasto ai suoi voraci inquilini. Quantomeno si tratta della più originale e divertente commedia sul cannibalismo nella storia del cinema. La colorazione seppiata, che altrove sarebbe stata ritenuta un errore di post-produzione, contribuisce qui al particolare stile visivo del film. Il co-regista Caro è Fox, uno dei trogloditi. Con una “presentazione” di Terry Gilliam.

L’inferno

Sophie, Ane e Celine sono tre sorelle. Da bambine hanno subito un terribile trauma che le ha segnate profondamente. Ora, da adulte, vivono le proprie vite l’una lontana dall’altra ma nessuna riesce a rimuovere il doloroso ricordo.
L’arrivo di un uomo però cambierà le cose e le tre sorelle riusciranno a riavvicinarsi e superare il passato