Birdy – Le ali della libertà

In un ospedale psichiatrico dell’esercito, il sergente Al Columbato, reduce dal Vietnam, tenta di riportare in sé l’amico Birdy, ridotto a una larva umana in seguito a uno “choc” subito nella giungla del Sud Est asiatico. Tratto dal romanzo di William Wharton, il film, interpretato in maniera eccellente dagli emergenti Cage e Modine, riesce ad esaltare l’estro visivo di Alan Parker, che firma uno dei suoi lavori migliori prima d’intraprendere un precoce declino (brevemente interrotto da
The Commitments
). Le musiche sono di Peter Gabriel: alcune composte appositamente per il film, altre rielaborate dal materiale del suo quarto album.
(andrea tagliacozzo)

Mercy-Senza pietà

Una poliziotta deve risolvere il caso di un pluriomicida maniaco. Ma si imbatte in uno piscanalista travestito e in una lesbica che fa parte di una setta segreta… I film sui serial killer da qualche anno si assomigliano tutti. Questo
Mercy
di Damian Harris non solo non fa eccezione, ma si colloca al di sotto di una media già di per sé bassa. Solite morti sospette, solita figura femminile con qualche problema personale nei panni del detective e solita trafila di indagini che scavano nel torbido di qualche mente traviata. Che stavolta l’agente si chiami Catherine Palmer e non Clarice Starling come ne
Il silenzio degli innocenti
non fa molta differenza. E che inoltre, strada facendo, ci si addentri in un pericoloso terreno di amore (saffico) e di morte, non può non far venire in mente i tanti, troppi, sexy-thriller scritti da Joe Esztheras (
Basic Instinct, Jade
), che erano persino migliori di questo
Mercy
. Cosa resta? La suspence? Quella di
Mercy
lascia un tantino a desiderare. Allora cos’altro? L’attrice protagonista, per esempio: Ellen Barkin è sempre brava con quella sua aria grintosa, volgare e nel contempo ambigua.
(anton giulio mancino)

Daylight – Trappola nel tunnel

Buon film catastrofico vecchio stile, costruito in modo stereotipato. Stallone è un poveraccio che lavora per il pronto intervento medico di New York: quando un’enorme esplosione distrugge il tunnel che passa sotto il fiume Hudson, si lancia in azione per salvare un gruppetto di sopravvissuti che sono rimasti intrappolati. Acrobazie circensi e grandi effetti speciali. C’è anche Sage, il figlio di Stallone, nei panni di un giovane arrogante e sedicente artista che viene sbattuto in prigione. Una nomination agli Oscar per il comparto delgli effetti sonori.

Nove settimane e mezzo

Incontratisi casualmente in un locale, John, mediatore d’affari, ed Elisabeth, direttrice di una galleria d’arte, iniziano un rapporto fatto di strani giochi erotici e misteri non svelati. Praticamente snobbata negli Stati Uniti, la pellicola riscosse un grande successo in tutta Europa e segnò l’affermazione definitiva di Mickey Rourke e Kim Basinger. Si tratta, in definitiva, di un videoclip prolisso, patinato e neanche troppo interessante. Del film verrà realizzato nel 1997 un sequel addirittura peggiore.
(andrea tagliacozzo)

Verso il Sud

Brenda (Karen Young), Ellen (Charlotte Rampling) e Sue (Louise Portal) sono tre ricche americane cinquantenni che trascorrono ogni estate nell’isola paradisiaca di Haiti, loro luogo prediletto per le vacanze grazie al perfetto connubio tra la spiaggia meravigliosa e i giovani abitanti dal corpo atletico e dalla brutale virilità. Le tre donne instaurano con i giovani neri un rapporto quasi di amicizia che però nasconde legami di ben altra natura: un amore mercenario, la prostituzione svolta per non morire di fame e quindi uno stato di sudditanza continua. Lontane dalle loro città, sono immerse in un’atmosfera che finalmente le rende privilegiate a tutti gli effetti, permettendo loro di manifestare attenzioni e fare regali ai loro amanti. Tuttavia la realtà fuori dall’hotel è molto diversa e i prestanti haitiani, una volta abbandonate le loro padrone, devono confrontarsi con un paese governato da una dittatura (siamo negli anni Settanta) e intriso di violenza e corruzione.
Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore haitiano Dany Laferrière, che prossimamente verrà pubblicato da La Tartaruga, il film si concentra su tre donne mature ed emancipate che senza peli sulla lingua ammettono di volere fare sesso a pagamento, specificando che in questo non c’è nulla di male perché il loro è un tipo di prostituzione che permette di avere un rapporto anche fuori dal letto. Lungi dall’esprimere giudizi morali, la pellicola mette in luce l’ingenuità delle turiste americane, apparentemente ignare del fatto che senza il loro denaro i giovani haitiani (che per loro non provano nulla) morirebbero di fame. Una di loro, dopo aver provato il suo primo orgasmo, penserà addirittura di essersi innamorata.
Il tema centrale del film è in realtà un altro: quello della sproporzione abissale tra un paese come gli Stati Uniti e uno povero come Haiti. Una sproporzione che emerge dal confronto fra l’atteggiamento delle tre turiste, aliene alla realtà esterna, e le poche ma significative scene che descrivono la vita quotidiana degli haitiani. Se nei suoi precedenti (A tempo pieno e Risorse umane) Laurent Cantet aveva scelto protagonisti maschili e temi sociali come il lavoro e i legami parentali ora sceglie un cast femminile e un tema multiforme come quello della prostituzione maschile in un paese postcoloniale. Sicuramente una novità per chi non è abituato e sentir parlare di «turiste sessuali». (aurelie callegari)

Night Game – Partita con la morte

A Galveston Beach, mentre la squadra locale di baseball trionfa in campionato, un misterioso maniaco uccide, con una scadenza quasi regolare, alcune donne. L’arma del delitto è sempre la stessa: un uncino. Le indagini vengono affidate al veterano tenente di polizia Michael Seaver. Roy Scheider e la Young fanno quello che possono e anche la regia di Masterson si mantiene su livelli decenti, ma il soggetto, prevedibile e privo d’inventiva, proprio non funziona.
(andrea tagliacozzo)

Bad Boy Story – Il ragazzo che gridava

Dramma che vede protagonista un dodicenne (Cross) violento e psicotico, alle prese con la madre assente e con i poco abili psichiatri che lo hanno in cura. Un ottimo prodotto, che si avvale di grandi performance del cast, ma attenzione: è estremamente duro e intriso di cinismo.