Jack Diamond gangster

Vivace cronaca su un gangster dell’era della Grande Depressione, ben equilibrato tra l’azione delle sparatorie e le relazioni sentimentali del personaggio di Danton con pupe appariscenti (come la giovane Dylan Cannon). Strepitosa fotografia di Lucien Ballard.

L’oro della California

Sullo sfondo della Guerra di secessione, un ufficiale dell’esercito del Nord (interpretato da Randolph Scott, l’attore prediletto e più rappresentativo dei migliori western di Budd Boetticher) deve tradurre un cospicuo quantitativo d’oro dalle miniere della California alla costa orientale, per risollevare le sorti del conflitto. L’impresa, osteggiata dai sudisti, rivelerà nel protagonista una tempra eccezionale da eroe privo di sfumature sentimentali e dotato di sano senso pratico. Ancora un percorso di formazione e di autodeterminazione, in cui le scelte umane e le decisioni drammatiche costituiscono un tracciato morale dagli accenti forti; la Guerra civile è eletta a scenario sintomatico della persistente dilacerazione americana. Da segnalare, nel cast, la presenza di Virginia Mayo. (anton giulio mancino)

L’albero della vendetta

Forse il capolavoro di Budd Boetticher, scritto dal più competente sceneggiatore con il quale abbia mai collaborato, Burt Kennedy (in seguito regista in proprio di alcuni film di solido mestiere). Il tema della vendetta, come nel più celebre Sentieri selvaggi di John Ford, diviene un’ossessione funesta che spinge il protagonista Randolph Scott, un ex sceriffo cui è stata trucidata la moglie, a perdere la possibilità di ricostruirsi una famiglia con una donna resa vedova dai pellerossa. Straordinariamente cinico e privo di smancerie, duro e altrettanto implacabile, il film resta uno dei più realistici e austeri del periodo, grazie all’interpretazione del coriaceo Randolph Scott e alle ottime caratterizzazioni di due autentici animali cinematografici destinati alla fama: James Coburn e Lee Van Cleef. (anton giulio mancino)