Iris – Un amore vero

La storia vera della scrittrice anglo-irlandese Iris Murdoch, autrice di 25 romanzi, gialli psicologici in cui vengono raccontate complicate e sofisticate relazioni sessuali. Professoressa di filosofia, la Murdoch ha sposato John Bayley, critico letterario. Nel 1997, all’età di 78 anni, le viene diagnosticato il morbo di Alzheimer. Suo marito le rimase a fianco fino alla fine, che giunse nel febbraio del 1999. Film basato su due mondi paralleli, quello del ricordo e il presente. Il primo permeato da un’aurea sognante, quasi etereo, in cui i ricordi di gioventù riaffiorano in maniera leggera, per poi diventare gabbie di dolori e dubbi irrisolti. Il presente, invece, si manifesta in tutta la sua angoscia, inquietudine, drammaticità del vivere quotidianamente in un mondo che piano piano si spegne. Incredibili Judi Dench, nella parte di Iris malata, e Jim Broadbent, nella parte di John Bayley, che riescono a trasmette re in maniera emozionante cosa prova un nucleo familiare colpito da una tragedia simile, come l’Alzheimer. La Dench è candidata al premio Oscar come migliore attrice, Jim Broadbent migliore attore non protagonista e Kate Winslet (nella parte di Iris da giovane) come migliore attrice non protagonista. (andrea amato)

Jona che visse nella balena

Il piccolo Jona, ebreo olandese, viene deportato in un campo di concentramento con tutta la famiglia. Poco dopo perde il padre e dopo la liberazione per mano russa anche la madre, che non sopporta la tragica esperienza e perde la testa. Grazie a una coppia di anziani Jona riesce a ritrovare la forza per ricominciare a vivere. Faenza riesce a portare il libro di Jona Oberski,
Anni d’infanzia,
in maniera magistrale sul grande schermo. Un film poetico, emozionante, straziante, senza mai scadere in facili retoriche. Tutto il film ha la soggettiva degli occhi del piccolo Jona, così innocente, stupito e arrabbiato, perché non si spiega il motivo di tanto orrore e sofferenza. Faenza riesce a commuovere e a toccare corde emozionanti con estrema delicatezza e maestria.
(andrea amato)