L’aereo più pazzo del mondo sempre più pazzo

Uno shuttle è in procinto di partire per la luna con a bordo un gruppo di persone incaricato di colonizzare l’asteroide. Il pilota Ted Striker scopre delle anomalie nell’apparecchio, ma i responsabili del progetto, che non intendono rimandare la missione, lo fanno rinchiudere in un manicomio e mettono tutto a tacere. L’assenza in cabina di pilotaggio della premiata ditta Zucker, Abrahams & Zucker (autori del primo film) si fa sentire non tanto sulla quantità delle gag, quanto sulla loro qualità. Modesto.
(andrea tagliacozzo)

Rumori fuori scena

Energica trasposizione cinematografica della commedia di Michael Frayn: un’intelligente variazione della tradizionale farsa britannica sul sesso, con l’aggiunta della dimensione del tumulto dietro le quinte di una troupe di attori. Questo genere di commedia da porte sbattute non sempre funziona sullo schermo: ma Bogdanovich se la cava come nessuno prima, supportato da un cast volenteroso.

L’aereo più pazzo del mondo

Satira del filone catastrofico iniziato da Airport. Un pilota odia gli aerei in seguito ai traumi subiti in Vietnam. Quando però la sua ragazza, una hostess, lo lascia, lui la segue prendendo lo stesso volo. Durante il viaggio un imprevisto mette in pericolo la vita dei passeggeri e il pilota è l’unico che può salvarli. Commedia demenziale ricca di trovate e invenzioni, una delle migliori (e delle più imitate) nel suo genere. (andrea tagliacozzo)

Terapia di gruppo

Il bisessuale Bruce è conteso fra la pudica Prudence e il suo amante Bob. I loro destini sono condizionati da due psicanalisti, Stuart e Charlotte: il primo interessato a sedurre le pazienti; la seconda a risolvere i suoi problemi personali. Un film d’impostazione tipicamente teatrale, girato a Parigi a dispetto dell’ambientazione newyorchese, che Robert Altman ha tratto da una commedia di Christopher Durang. Ma nonostante l’ottimo cast, si tratta di una delle prove più deludenti (per non dire avvilenti) realizzate dal regista di Nashville . Deludente anche (e soprattutto) sotto il profilo tecnico. (andrea tagliacozzo)

Una commedia sexy in una notte di mezza estate

Agli inizi del Novecento, in una casa di campagna, uno strampalato inventore e sua moglie ospitano alcuni amici per il fine settimana. Durante il week-end, oltre a un piccante valzer delle coppie, si scatena qualcosa di misterioso e di magico. Divertente, leggero e frizzante, anche se fin troppo esile ed evanescente rispetto ad altri capolavori del regista newyorchese. Dal punto di vista formale, comunque, è quasi impeccabile. Primo di tredici film che Mia Farrow girerà con Woody Allen. (andrea tagliacozzo)