Casino Royale

Ormai in pensione, James Bond è alle prese con intrighi internazionali complicatissimi, stangone belle e pericolose e un nipote degenere. Negli anni Sessanta, oltre a quelli di Blake Edwards e Richard Lester, si producevano un sacco di film dissacratori anche se non riusciti: operazioni autoreferenziali, piccole e grandi scoperte del camp (era di poco precedente il fondamentale saggio di Susan Sontag). Questa ad esempio è una pellicola assurda, scritta scavalcando un problema di diritti e diretta da cinque registi diversissimi uno dall’altro: tra i quali Val Guest, quello di Quatermass; il grande Huston, che aveva già fatto una cosa simile – ma più divertente – con
I cinque volti dell’assassino
; il montatore e regista di western Robert Parrish… Senza dire dello script, cui mise mano anche Woody Allen (che, possiamo dirlo, fa il cattivo), o degli attori, da Orson Welles a Barbara Bouchet. Però che simpatia quel delirio, e che libertà dissennata e pop in questo film pur noioso e scombinato!
(emiliano morreale)

La ruota di scorta della signora Blossom

Una casalinga annoiata, moglie di un fabbricante di reggiseni, diventa l’amante di un riparatore di macchine da cucire, al quale riserva un posto confortevole e accogliente in soffitta. Il marito finisce con arricchirsi con i consigli che l’altro, costretto a rimanere nascosto, gli impartisce per mezzo della donna. Una divertente e atipica commedia impregnata di un umorismo di stampo tipicamente inglese. Tra gli interpreti secondari compare John Cleese, membro del gruppo comico dei Monty Python, che due anni più tardi tornerà a collaborare con il regista Joseph McGrath in
The Magic Christian
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(andrea tagliacozzo)