F for Fake – Verità e menzogne

Divertissement wellesiano, iniziato come un ritratto del celebre falsario d’arte Elmyr de Hory. Quando uno degli intervistati si rivelò essere Clifford Irving (che ingannò il mondo con una finta autobiografia di Howard Hughes), Welles fu costretto a modificare l’intreccio. Ora è una dissertazione informale sull’inganno, con il fascino delle riprese di Welles che compensa alcuni degli spigoli del film. Joseph Cotten, Paul Stewart e Laurence Harvey appaiono brevemente nel ruolo di se stessi, così come la compagna di Welles, Oja Kodar.

Lydia

Adattamento americano di
Carnet di ballo
, realizzato in Francia dallo stesso Julien Duvivier nel 1937. In una terrazza newyorkese, la settantenne Lydia rievoca assieme a tre suoi ex pretendenti gli anni della giovinezza. La donna, all’epoca assiduamente corteggiata dai tre, era invece innamorata di un quarto spasimante. Ottima sceneggiatura di Ben Hecht e Samuel Hoffenstein. Notevole anche la Oberon. Secondo film di Joseph Cotten che in quello stesso anno aveva esordito in
Quarto potere
di Orson Welles.
(andrea tagliacozzo)

L’abominevole dottor Phibes

Dato per defunto in un incidente stradale, che invece lo ha solo orribilmente sfigurato, Anton Phibes vuole vendicarsi della morte dell’adorata moglie, uccisa anni prima dall’imperizia di un’équipe di chirurghi. L’uomo inizia ad eliminare tutti i medici uno ad uno ispirandosi alle dieci piaghe d’Egitto. Un horror notevole, per tensione e inventiva, letteralmente dominato dall’istrionica interpretazione di Vincent Price. Il personaggio di Phibes tornò l’anno seguente in
Frustrazione,
seguito di questa pellicola.
(andrea tagliacozzo)

Terrore sul Mar Nero

Dramma di spionaggio spesso sconcertante, ambientato durante la seconda guerra mondiale, iniziato da Welles al quale è stato poi tolto. Molta della narrazione sul contrabbando di munizioni in Turchia riesce ancora a emozionare. Cotten e Welles hanno sceneggiato questo adattamento di un romanzo di Eric Ambler. Rifatto nel 1975. Visibile anche nella versione colorizzata al computer.

Duello al sole

In Texas, intorno al 1880, Pearl, una meticcia bella e passionale, è contesa da due fratelli, il romantico Jack e Lew, un domatore di cavalli dall’indole violenta. Una gelosia folle e incontrollata spinge quest’ultimo a uccidere il fratello rivale. Alla realizzazione del film, che si avvale di una splendida fotografia a colori e di una Jennifer Jones di rara sensualità, collaborarono ben quattro registi (Vidor, William Dieterle, Otto Brewer e Josef von Sternberg). La trama sfiora spesso la stupidità, ma la realizzazione tecnica e il bellissimo finale la riscattano ampiamente. (andrea tagliacozzo)

Quarto potere

Un film da cui non si può prescindere, e pur sempre il più importante di Welles. Un film che spiega Hollywood, l’America e la crisi della soggettività contemporanea, cercando nello stesso tempo una nuova chiave narrativa, secondo modalità che trovano eguali forse solo in Nathanael West. La radio, il teatro, il romanzo si uniscono nello sforzo di comporre, nonostante tutto, un racconto unitario. Citizen Kane è una delle vicende più limpidamente tragiche del cinema moderno, quasi un paradigma dello scontro disperato tra il soggetto e il mondo che si illude di aver creato. Nonostante le apparenze, un intreccio semplice e limpido, e uno dei primi esempi di narrazione aporetica per sovraccarico (come, negli stessi anni, il chandleriano Grande sonno di Hawks). Un film cavo, un gigantesco trompe-l’œil, quasi un contenitore-truffa che permette di concepire una enorme enciclopedia del capitalismo moderno. Un film a suo modo definitivo, tanto da bloccare per sempre la carriera del suo allora ventiseienne autore (che pure firmerà almeno un’altra mezza dozzina di capolavori). (emiliano morreale)

Il terzo uomo

Alla fine della seconda guerra mondiale, uno scrittore canadese si reca a Vienna per indagare sulla scomparsa del suo amico Harry Lime. In Austria, l’uomo apprende dai servizi segreti inglesi che Lime era coinvolto in attività criminose. Tratto da un romanzo di Graham Greene, un film di spionaggio cupo e stilizzato, visivamente splendido (anche grazie alla fotografia in bianco e nero di Robert Krasker che vinse l’Oscar). L’apparizione di Orson Welles (nel ruolo chiave di Harry Lime) è breve, ma a dir poco memorabile. Gran premio al Festival di Cannes del 1949.
(andrea tagliacozzo)

Niagara

Una coppia di coniugi in crisi si reca in viaggio alle cascate del Niagara per tentare di salvare il matrimonio. È tutto inutile, anche perché la donna, che ha già un’amante, progetta assieme a questi l’assassinio del marito. Il film è più famoso e fortunato che riuscito. Grazie al suo successo, la Monroe diventò una diva di calibro internazionale. Scritto e prodotto da Charles Brackett che per molti anni, dal 1938 al 1950, aveva collaborato con Billy Wilder.
(andrea tagliacozzo)

2022, i sopravvissuti

A New York, nell’anno 2022, quaranta milioni di abitanti lottano per la sopravvivenza e si spartiscono l’ormai scarso spazio vitale e le sempre più ridotte razioni di plancton prodotte dalla Soylent, una industria alimentare. Tratto dal romanzo «Make Room!, Make Room!» di Harry Harrison, un buon film di fantascienza, cupo e inquietante al punto giusto.
(andrea tagliacozzo)

L’orgoglio degli Amberson

Dramma brillante dal romanzo di Booth Tarkington su una famiglia che non vuole adattare il suo modo di vivere ai tempi. Madre e figlio si scontrano sull’amante di lei. Il film di Welles dopo Quarto potere è ugualmente eccitante a suo modo, anche se gli fu levato di mano, rimontato e rigirato da altri. Il soggetto era già stato portato sugli schermi nel 1925 con il titolo Pampered Youth. Ne esiste anche una versione colorizzata. Rifatto per la tv via cavo nel 2001, ricevette quattro nomination agli Oscar, tra cui Miglior Film e Fotografia.