L’infernale Quinlan

Un poliziotto della narcotici (Heston) e sbirro corrotto (Welles) si ostacolano nell’indagine su un omicidio in una sordida città messicana di confine, mentre la moglie di Heston (Leigh) fa da pegno per la loro lotta. Una meravigliosa e giustamente celebre sequenza d’apertura è solo l’inizio di questo capolavoro di stile, splendidamente fotografato da Russell Metty. Grande colonna sonora di rock latino a firma Henry Mancini; eleganti cammei non accreditati di Joseph Cotten, Ray Collins e soprattutto Mercedes McCambridge. Ricostruito secondo gli appunti di Welles nel 1998, in una versione di 111 minuti. Stare alla larga dalle copie di 95 minuti.

Dopo l’uomo ombra

In questo delizioso secondo episodio della serie, Nick e Nora Charles si trovano a San Francisco: nei rari momenti di lucidità, i coniugi dovranno improvvisarsi investigatori nel tentativo di scagionare il cugino di Nora dall’accusa di omicidio. Forse un po’ troppo lungo, ma comunque assai godibile e con un finale davvero a sorpresa. Anche in versione colorizzata.

Per chi suona la campana

La storia di Hemingway del mercenario americano Cooper che combatte per la Spagna con un variegato gruppo di contadini, fra cui la Bergman; azione tesa, bei colori, grandi scene d’amore e la meravigliosa colonna sonora di Victor Young. La Paxinou vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista; ben alytre otto nomination. In origine 170 minuti; la versione restaurata dura 156 minuti.

Selvaggio è il vento

Nel Nevada, un ricco allevatore di origini italiane decide di sposare la sorella della defunta moglie. La donna, appena arrivata dall’Italia, trova difficoltà ad ambientarsi. Quindi, delusa dall’atteggiamento del marito, si lascia sedurre da un giovane dipendente. Ottima la Magnani, che ottenne la nomination all’Oscar (già vinto due anni prima con
La rosa tatuata
). Il film, eccessivamente costruito, non si può dire altrettanto riuscito.
(andrea tagliacozzo)

Gilda

Una ballerina, abbandonata dall’amante, per ripicca si fa sposare dal ricco proprietario di una bisca di Buenos Aires. Qualche tempo dopo, l’ex amante torna improvvisamente sulla sua strada diventando addirittura l’uomo di fiducia del marito. Cult movie entrato nella storia soprattutto grazie alla presenza di una strepitosa Rita Hayworth, all’epoca del suo massimo fulgore. Famosissima la scena in cui l’attrice colpisce Glenn Ford con uno schiaffo. (andrea tagliacozzo)