Giocando nei campi del Signore

Atterrato con il suo biplano in un villaggio dell’Amazzonia, Lewis Moon, avventuriero di origini Cheyenne, riceve l’incarico di bombardare il territorio della tribù Niaruna. Ma l’uomo, solidale con gli indios, si rifiuta di eseguire gli ordini e si paracaduta in mezzo alla foresta. Nella loro ingenuità, i Niaruna scambiano Moon per Kisu, il dio del tuono. Dal romanzo di Peter Mathiessen, un film ambizioso e complesso, ma non del tutto riuscito, a dispetto del buon cast su cui può contare. La durata è forse eccessiva e il ritmo decisamente lento, anche se la pellicola riesce di tanto in tanto ad affascinare e a tenere desto l’interesse dello spettatore. (andrea tagliacozzo)

Aprile spezzato

Brasile, 1910. Tonho deve vendicare l’assassinio del fratello maggiore, vittima di una sanguinosa faida familiare. Nonostante le pressioni del padre, il ragazzo matura la consapevolezza dell’inutilità del delitto ma non è in grado di opporsi. E il piccolo sprazzo di felicità portato da un circo ambulante non fa che rendere più insopportabile il proprio luttuoso destino. Gravato da un ingombrante fardello metaforico e leccatissimo nell’impianto visivo,
April despedaçado
è il film di un autore ormai privo di autentica ispirazione. Tutte le scelte di Salles, a partire da quella di adattare il film da un romanzo dell’albanese Kadaré, sono indirizzate ad assecondare i gusti di quel pubblico che, a Milano come a Parigi o a Londra, storce il naso di fronte al cinema popolare. E non ha ancora capito che la globalizzazione del gusto non passa solo per i dinosauri e i Pokemon.
(luca mosso)