Dopo Waterloo – Il ritorno del kentuckiano

Floretta, figlia di un ufficiale napoleonico rifugiatosi in America, s’innamora di John Breen, ex soldato del reggimento del Kentucky che si è unito ai coloni. La ragazza, però, è già promessa a un ricco quanto disonesto proprietario terriero. Nonostante la presenza carismatica di John Wayne, il film non si solleva dalla media di altre pellicole del genere. Una delle rare apparizioni solitarie di Oliver Hardy senza il compagno di sempre, Stan Laurel.
(andrea tagliacozzo)

Orizzonte perduto

Tratto da un classico soggetto di James Hilton: cinque persone si ritrovano in una strana regione del Tibet dove regnano salute, pace e longevità. Un’esperienza cinematografica rara, con un finale indimenticabile. Sceneggiatura di Robert Riskin. Dopo esser stato mostrato in copie tagliate e ristampate per anni, questo classico è stato restaurato nella sua lunghezza originale, anche se molte scene rimangono perdute e sono sostituite da immagini fisse con soltanto il dialogo. Rifatto con musica nel 1973. Oscar alla Migliore Scenografia e Montaggio.

Scandalo a Filadelfia

Una ricchissima e bisbetica ereditiera di Filadelfia si divide dal marito decidendo di sposare un giovanotto semplice e ingenuo. Ma il respinto non si rassegna e, con l’aiuto di un giornalista, prova a riconquistare il cuore dall’ex consorte. Una delle migliori commedie sofisticate mai prodotte a Hollywood, splendidamente recitata dai tre protagonisti e da uno stuolo di ottimi caratteristi. James Stewart, nei panni del reporter, vinse l’Oscar nel 1940 come miglior attore. Una statuetta andò anche allo sceneggiatore Donald Odgen Stewart che aveva adattato una commedia di Philip Barry.
(andrea tagliacozzo)